Oggi vi voglio parlare di un film uscito da poco nelle sale. Un film di fantascienza che è stato molto apprezzato da critica e pubblico.
Mi riferisco a Rogue One: A Star Wars Story di Gareth Edward.
Ecco la recensione (stringatissima):
Rogue One: A Star Wars Story
di Gareth Edwards del 2016. Con Felicity Jones, Diego Luna, Ben
Mendelsohn, Donnie Yen, Mads Mikkelsen, Alan Tudyk, Riz Ahmed, Jiang
Wen, Forest Whitaker. Film della nuova saga Anthology,
ambientata nella Galassia di Star Wars.
Una commistione
riuscita di fantascienza e (tanta) azione che pregiudica la trama
davvero scarna. Ottimi gli effetti speciali, il sonoro (infatti è
proprio candidato a questi due premi Oscar), le scenografie.
Gli
attori sono in parte. Soprattutto Felicity Jones sempre molto
espressiva, incisiva.
Un film interessante anche se un po' prolisso.
Da vedere per curiosità e in vista del 26 febbraio prossimo.
Consigliato.
Voto: **1/2
Il trailer:
Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?
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Oggi vi voglio parlare di un altro film in concorso alla 73a Mostra del Cinema visto ieri al Lido. Di un autore sempre interessante ed ecclettico, che qui si misura con il genere fantascientifico.
Mi riferisco ad Arrival di Denis Villeneuve.
Ecco la recensione:
Arrival di Denis Villeneuve del 2016. Con Amy Adams, Jeremy Renner,
Forest Whitaker, Michael Stuhlbarg, Tzi Ma, Mark O'Brien. (116 min. ca.)
Louise Banks
(Adams), una linguista docente all'Università, viene arruolata nel team
del governo degli Stati Uniti quando sulla Terra sbarcano gli alieni con
delle strane astronavi.
Tratto da Storie della tua vita di Ted
Chiang, è un film di fantascienza molto complesso, che sicuramente ha
bisogno di più visioni per essere capito e assimilato del tutto. Molto affascinante sia a livello visivo (gli alieni ricordano alla
lontana i mostri/ragni di Enemy*) che dal punto di vista psicologico. La caratterizzazione del personaggio di Louise, fulcro di quanto succede
nella storia, è perfetta quanto criptica e ambigua. Amy Adams ne è la
protagonista perfetta: espressiva con un solo sguardo, mai sopra le
righe, sempre in parte anche quando la trama sembra incredibile. Davvero
meravigliosa. In realtà è tutto giocato sul non detto (e
sull'incomunicabilità), sulla capacità di prevedere il futuro (che
diventa passato e viceversa), sul potere dei ricordi. Villeneuve dimostra di saper affrontare
qualsiasi tipo di genere (qui è a metà strada tra uno Spielberg - Incontri ravvicinati del terzo tipo dice niente? - Zemeckis, Nolan e un Malick),
rivisitandolo, trasfigurandolo, facendolo suo. Non tutto fila liscio,
non tutto è convincente: qualcosa qua e là si perde, il ritmo è sempre
costante ma non ha un vero picco se non nel finale. Comunque rimane un
film che coinvolge e stupisce (anche se non il migliore della filmografia del regista). Da vedere. Consigliato.
*Mia recensione Voto: ***
Il trailer:
Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?
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Oggi vi voglio parlare di un film recente. Interessante per la vicenda e i temi trattati ma non del tutto riuscito perché troppo patinato, finto.
Mi riferisco a The Butler - Un maggiordomo alla Casa Bianca di Lee Daniels.
Ecco la recensione:
The Butler - Un maggiordomo alla Casa
Bianca (The Butler) di Lee Daniels del 2013. Con Forest Whitaker, Oprah
Winfrey, David Oyelowo, Cuba Gooding Jr., Lenny Kravitz, John Cusack,
Robin Williams, James Marsden, Alan Rickman, Liev Schreiber, Minka
Kelly, Jane Fonda, Terrence Howard, Alex Pettyfer, Vanessa Redgrave,
Jesse Williams, Elijah Kelly, Nelsan Ellis, Mariah Carey, Yaya
DaCosta, Michael Rainey, David Banner, Clarence Williams III. (132 min. ca.)
La
storia di Cecil Gaines, per oltre trent'anni maggiordomo alla Casa
Bianca ma che ha avuto un vissuto doloroso. Da piccolo aveva lavorato
nelle piantagioni del cotone e ha visto uccidere suo padre per mano
del suo padrone e violentare sua madre dallo stesso.
Biografia tratta
dall'articolo A Butler Well Served by This Election
pubblicato sul Washington post che raccontava della vita di Eugene
Allen (modificato qui).
Molto romanzata, è un pretesto per
raccontare la storia americana vista con gli occhi di quest'uomo di
colore che diventa il portavoce, il narratore, ma soprattutto
ripercorre le fasi - anche per via del figlio che combatteva
attivamente - dei progressi nella società americana per la
popolazione di colore e della strada ancora da percorrere nel resto
del mondo, fino all'elezione di Obama come Presidente degli Stati
Uniti.
Ben sviluppato e con molti spunti di riflessione anche sulla
guerra del Vietnam, pecca di retorica spicciola e risulta (per via
del genere) didascalico, insofferente degli schemi e alla fine quanto
mai autoreferenziale. Le motivazioni sono giuste ma è la messa in
scena troppo patinata e finta a stridere con ciò che viene
raccontato.
Le scene violente sono molto limitate (scelta
rispettabile), a parte quelle iniziali, tuttavia non è questo il
punto: tutto sembra troppo perfetto e studiato a tavolino, come se
venisse svolto un compito. E questo rovina per l'appunto le
intenzioni e l'anima della pellicola.
Uno dei punti forti è il cast
ricchissimo: Forest Whitaker (qui dimagrito tantissimo) è come
sempre impeccabile anche se un po' monoespressivo, Oprah Winfrey dimostra ancora una volta di essere
una bravissima attrice, veramente espressiva e in parte. Peccato non abbia mai sfruttato a pieno questa sua dote. Gli altri fanno
più dei camei. Divertente Jane Fonda nella parte di Nancy Reagan.
Per il resto la regia di Daniels (già regista di Precious*) è piuttosto standard così come la fotografia.
La colonna sonora ha qualche momento interessante con Dinah
Washington, ecc... ma non è indimenticabile. Un film che sulla carta
avrebbe avuto molte potenzialità ma che invece non è del tutto
riuscito. Un'occasione sprecata.
Da vedere per curiosità (mi
raccomando, solo in lingua originale. Il doppiaggio è pessimo).
Consigliato a metà.
*Mia recensione
Voto: **1/2
Il trailer:
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Oggi vi voglio parlare di un film di parecchi anni fa. Un film biografico su un grande musicista jazz.
Mi riferisco a Bird di Clint Eastwood.
Ecco la recensione:
Bird di Clint Eastwood del 1988.
Con Forest Whitaker, Diane Venora, Michael Zelniker, Samuel E.
Wright, Keith David, Michael McGuire, James Handy, Bill Cobbs, Damon Whitaker. (161 min. ca.)
La
storia di Charlie 'Bird' Parker (Whitaker), grande sassofonista,
inventore del be-bop, amico di Dizzy Gillespie e Red Rodney con i
quali si esibisce. Sposato con Chan (Venora) e padre di due figli
suoi e un altro - anzi, una bambina - che la donna aveva avuto da un
amante occasionale prima di mettersi con lui. Entrato nel tunnel
della droga e dell'alcol, si debilita a tal punto che muore a
trentaquattro anni.
Biografia romanzata, non lineare (con molti
flashback salienti e molto suggestivi) e con alcune differenze
importanti come l'aver mostrato che Parker avrebbe odiato il Rhythm
and Blues, l'aver inventato alcuni personaggi o cambiato degli
avvenimenti anche abbastanza forti come resa emozionale.
Comunque
Eastwood riesce nonostante i tempi molto dilatati ad usare, per
l'appunto, espedienti narrativi che riescono a non annoiare e a
raggirare le convenzioni di genere. Ad essere un po' più libero nel
raccontare, pur dovendosi comunque attenere ad un certo schema.
Forest Whitaker è un protagonista azzeccatissimo a posteriori (la
Warner aveva proposto l'allora conosciuto e più amato Richard
Pryor): dolente, molto spontaneo, credibile. Una prova impeccabile.
Diane Venora un po' antipatica anche per il suo vocione (in lingua
originale). Gli altri fanno la loro parte.
Bello l'uso dell'ambiente
prevalentemente notturno, belle le scenografie.
Stupenda la musica
anche se è giusto rimproverare il vecchio Clint per aver voluto
isolare le registrazioni di Parker e sovraincidere dei nuovi
accompagnamenti, eliminando così le performance di altri grandissimi
artisti quali appunto Gillespie, ecc.... Un peccato non poter godere
delle versioni originali.
A parte i difetti citati, è un film
solido, ben sceneggiato, senza cadute.
Da vedere. Consigliato.
Voto: ***
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Oggi vi voglio parlare di un film di qualche anno fa diventato, a ragione, un cult. Un mix di generi per una pellicola sensibile e poetica.
Mi riferisco a Ghost Dog - Il codice dei samurai di Jim Jarmusch.
Ecco la recensione:
Ghost Dog - Il codice dei
samurai (Ghost Dog: The Way of the Samurai)di Jim Jarmusch del 1999. Con Forest Whitaker, John
Tormey, Henry Silva, Cliff Gorman, Isaach De Bankolé, Camille
Winbush, Tricia Vessey. New Jersey. (116 min. ca.)
Ghost Dog (Whitaker) è un killer
afroamericano, che agisce secondo il codice dei samurai, per conto di Louie (Tormey), un sicario mafioso italoamericano che l'aveva
salvato da una rissa quando era giovanissimo. Comunicano per mezzo di
piccioni viaggiatori e tutto sembra andare per il meglio, quando per
un disguido dovrà fare i conti con l'intera banda e anche con il suo
"signore".
Grande film quasi orientale, molto letterario,
che cita Hagakure di Yamamoto Tsunetomo (ma anche, in
misura minora, altre opere) che riesce a delineare la figura di un
uomo solo, dedito, ligio al suo dovere e alla promessa di proteggere
il suo "salvatore" tanto da [SPOILER] farsi uccidere
addirittura da lui.
In questo Whitaker è stato d'aiuto: solo con le
espressioni facciali e pochi movimenti ha creato perfettamente il
personaggio di Ghost Dog e l'ha reso quasi reale. Bravi anche gli
altri.
Ma qui è soprattutto l'atmosfera, il ritmo sempre costante, una lentezza mai soporifera e le riprese magistrali che riescono ad
affascinare lo spettatore che si farà coinvolgere da questa storia
surreale e fantastica a metà strada tra il gangster e il dramma che ha tocchi di poesia, momenti di ironia,
altri melodrammatici ed altri ancora commoventi.
L'amicizia del
protagonista con la piccola ma compita Pearline (Winbush) e con il
venditore di gelati Raymond (De Bankolé) che parla solo francese è
toccante. Poche opere hanno saputo trattare così sapientemente l'incomunicabilità.
Bella la colonna sonora.
Un film elegante, ben studiato,
senza cadute di stile nonostante le abbondanti sparatorie.
Un piccolo
gioiellino. Da vedere. Consigliatissimo.
Voto: ***1/2
Il trailer:
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