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mercoledì 29 marzo 2017

Miss Pettigrew di Bharat Nalluri, commedia sofisticata basata sul romanzo di Winifred Watson. Simpatia, ambienti curatissimi, costumi favolosi e un ottimo cast, a cominciare da Frances McDormand ed Amy Adams

Oggi vi voglio parlare di un film di qualche anno fa. Una commedia molto carina e simpatica, con un ottimo cast.
Mi riferisco a Miss Pettigrew di
Ecco la recensione:





Miss Pettigrew (Miss Pettigrew Lives for a Day) di Bharat Nalluri del 2008. Con Frances McDormand, Amy Adams, Tom Payne, Mark Strong, Lee Pace, Shirley Henderson, Ciarán Hinds. (91 min. ca.)
Londra, la seconda guerra mondiale è alle porte. Guinevere Pettigrew (McDormand) è una donna di mezza età che si ritrova a vivere per strada, licenziata per quattro volte di seguito dopo aver tentato il lavoro di tata. Farà la conoscenza di Delysia Lafosse (Adams), un'aspirante diva del palcoscenico, frizzante e volubile con gli uomini, che le offrirà - involontariamente - un ruolo da assistente e consigliera (anche in ambito amoroso).
















Basato sul romanzo Un giorno di gloria per Miss Pettigrew di Winifred Watson, è una commedia degli equivoci/sofisticata dall'impianto quasi teatrale, ben diretta e soprattutto interpretata benissimo da una Frances McDormand sempre a suo agio nei ruoli da "disadattata", brusca con quel lato imprevedibilmente dolce. Amy Adams è spumeggiante, briosa. La sua recitazione è molto sopra le righe, caricata: tutta moine e mossette. Ma fanno parte del personaggio, un po' svampito, un po' fuori dal mondo. Incantevole (anche quando canta If I didn't care, gran bel numero).
Ottimi i comprimari, come l'odiosa Shirley Henderson perfetta snob o Ciarán Hinds, caratterista sempre puntuale, qui vibrante.
Ottimi gli ambienti, le scenografie (pompose, di gran lusso), i costumi i quali, abbinati alla musica jazz, fanno il resto, creando un'atmosfera suggestiva, vintage.
Un film (da noi uscito solo in home video e trasmesso in tv col titolo Un giorno di gloria per Miss Pettigrew) piacevole che nella seconda parte risulta macchinoso e cala di ritmo, ma che si riprende e ha dei momenti azzeccati.
Spassoso, delicato, coinvolgente. Per una serata in completo relax.
Da vedere per curiosità. Consigliato.


Voto: ***





Il trailer:







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lunedì 19 dicembre 2016

Julie & Julia di Nora Ephron, commedia biografica su una blogger diventata famosa dopo aver provato a rifare tutte le ricette tratte dal libro della famosa cuoca americana Julia Child. Storia poco interessante con Meryl Streep "macchietta" e una Amy Adams già molto incisiva

Oggi vi voglio parlare di un film di qualche anno fa ormai. Una commedia diretta da una brava sceneggiatrice (ma meno brava come regista) qui alle prese con due attrici molto in gamba (una era ancora agli inizi, ma già si faceva notare).
Mi riferisco a Julie & Julia di Nora Ephron.
Ecco la recensione:




 
Julie & Julia di Nora Ephron del 2009. Con Meryl Streep, Amy Adams, Stanley Tucci, Chris Messina, Linda Emond, Helen Carey, Mary Lynn Rajskub, Jane Lynch. (123 min. ca.)
Julie Powell (Adams), trentenne insoddisfatta aspirante scrittrice che si ritrova invece a lavorare in un call center durante le operazioni di ricostruzione del World Trade Center, decide, sotto la spinta del marito Eric (Messina), di aprire un blog di cucina rifacendo personalmente tutte le ricette proposte da Julia Child (Streep), cuoca e personaggio televisivo americano. Riuscirà ad avere il successo che merita. 
















Commedia biografica basata per l'appunto sui due libri della Powell e della Child. 
Inizialmente interessante per la struttura narrativa, dopo poco diventa piuttosto schematico, di poco respiro. Certo, era difficile raccontare due storie in una, calibrare i toni, passare dall'ambiente "sofisticato" e parigino di Julia a quello più spartano di Julie (quindi toni surreali ed eccentrici per la prima e più legati alla realtà per la seconda). 
Le due protagoniste sono bravissime. Stupisce Amy Adams, davvero espressiva. Ci mette tutto l'impegno possibile e si percepisce. La Streep è bravissima (scontato), ma caricaturale. Insipido Chris Messina. Simpatico (ma viene sfruttato poco) Stanley Tucci nei panni di Paul, il marito di Julia. Molte scene strappano il sorriso, altre sono forzatamente malinconiche e patetiche. 
Il ritmo è altalenante, a causa anche di una storia banale e poco interessante (come se la sottoscritta diventasse famosa con il suo blog parlando di un altrettanto personaggio famoso. Facciamoci due risate, va). 
Il risultato è un film carino, ma piatto, che non decolla mai veramente e che non soddisfa del tutto lo spettatore. (Piacevole la colonna sonora). 
Comunque da vedere per curiosità (in lingua originale, obbligatoriamente). Consigliato a metà. 


Voto: **1/2






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sabato 19 novembre 2016

IN SALA - Animali Notturni di Tom Ford, thriller psicologico teso, coinvolgente, emotivamente e visivamente di impatto. Con dei grandi attori protagonisti (spicca una Amy Adams al massimo dell'espressività). Un gioiello imperdibile

Oggi vi voglio parlare di un film da giovedì nei cinema. Il nuovo film di un autore fantastico che già con la sua prima opera si era fatto riconoscere per uno stile molto personale ricercato.
Mi riferisco ad Animali Notturni di Tom Ford.
Ecco la recensione:





Animali Notturni (Nocturnal Animals) di Tom Ford del 2016. Con Amy Adams, Jake Gyllenhaal, Michael Shannon, Aaron Taylor-Johnson, Isla Fisher, Armie Hammer, Ellie Bamber, Laura Linney, Kristin Bauer van Straten, Karl Glusman, Robert Aramayo, Jena Malone, Michael Sheen, Andrea Riseborough. Susan Morrow (Adams) gestisce una galleria d'arte con il suo secondo marito Walker (Hammer). Un giorno riceve una scatola che contiene il manoscritto del romanzo del suo ex marito Edward (Gyllenhaal), il quale veniva da lei colpevolizzato di essere poco incisivo, troppo sensibile. Ne rimarrà turbata e ossessionata (anche per colpa della sua insonnia). 







La vendetta è un piatto che va servito freddo. E proprio questo probabilmente attua Edward, il protagonista di questo meraviglioso e appassionante thriller psicologico e dramma delle relazioni scritto, diretto e prodotto dallo stilista Tom Ford alla sua seconda prova da regista. 
Basato sul romanzo "Tony e Susan" di Austin Wright, è un film dall'enorme impatto emozionale e visivo. Ford regala - come in A Single Man, ma qui ancora di più - una lezione di stile, di classe ed eleganza. Ma non fini a se stesse, bensì al servizio di una vicenda dai parallellismi complessi tra la vita della protagonista Susan e la trama del romanzo scritto dall'ex marito. 
La trama è minimale ma dagli incastri perfetti. Gli ambienti si sposano con le due storie presentate: freddo, moderno, scarno, patinato quello di Susan. Essenziale ma "primordiale", grezzo, carnale, quello dell'alter ego di Edward, ossia Tony. In ogni caso tutti e due intrisi di inquietudine e curatissimi nei dettagli, nella composizione dell'immagine fotografica, nei colori (anche negli abbinamenti degli abiti - stupendi -, per forza di cose visto l'autore). Ottime le scenografie dal design che colpisce talmente tanto l'occhio dello spettatore da lasciarlo senza fiato. Ma non è soltanto questo. 
Tom Ford ama i suoi attori: i primi e primissimi piani catturano tutte le sensazioni dei personaggi. 
È anche vero però che con un cast del genere non poteva essere altrimenti. Amy Adams non è mai stata così credibile, così espressiva (nel suo sguardo rivela mille sfumature del suo personaggio e la sua sofferenza), così affascinante e magnetica. Una nomination all'Oscar per lei è d'obbligo (più che per Arrival* di Villeneuve). Non era facile giocare sul non detto (tutto sembra impassibile, è l'animo della protagonista ad essere in tumulto), con poche battute: lei ci è riuscita senza sforzo, con una grazia impressionante. Non che ci sia da stupirsi, ma è sempre un piacere poter applaudire una performance simile. Bravissimo - come di consueto anche per lui - Jake Gyllenhaal che cambia progressivamente nel corso della vicenda (come Amy Adams e la sua Susan da giovane, del resto). Interpretazione straziante, dolente, sentita. Michael Shannon nei panni del poliziotto all'inizio cinico e poi interessato alle sorti di Tony è eccezionale. Purtroppo però è penalizzato da un doppiaggio non alla sua altezza. Bravo anche Aaron Taylor-Johnson nel ruolo del malvivente spostato (una scena con lui fa fare, nonostante i toni dell'opera, mezzo sorriso. Tuttavia Ford sa cogliere e mettere in scena di continuo l'ironia di certe situazioni). 
Un film ricco di suggestioni. Particolare, non convenzionale, di un'intensità fuori misura (tesissimo. Alcune immagini flash fanno sobbalzare), pieno di ritmo, mai prolisso, coinvolgente (solo all'apparenza freddo e distaccato), impagabile sul piano estetico. 
Già i titoli di testa e tutta la sequenza iniziale fanno intuire che ci si trova davanti all'Arte. Pura e semplice arte ispirata. 
Non può lasciare indifferenti e l'ambiguità di certi snodi narrativi - su più piani temporali tra l'altro. E non lineari - così articolati e complicati (anche in questo caso solo apparentemente "asciutti") come i personaggi criptici e mai banali, fa rimuginare il pubblico anche a distanza di ore (il finale lascia interdetti, eppure poi ogni cosa trova un senso). 
Ottima la colonna sonora di Abel Korzeniowski (il tema portante ricorda vagamente The Sheltering Sky composta da Ryuichi Sakamoto per Il tè nel deserto* di Bertolucci. Un gioiello, un piccolo grande capolavoro. 
Da vedere (e da rivedere, magari in lingua originale) assolutamente. Consigliatissimo. 
(Meritato il Leone d'Argento vinto lo scorso settembre alla Mostra del Cinema di Venezia).

*Mie recensioni
Voto: ****/****1/2






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venerdì 23 settembre 2016

Come d'incanto di Kevin Lima, commistione di cartoon e live action per una commedia romantica briosa e simpatica che gioca sugli sterotipi disneyani. Con una protagonista perfetta: Amy Adams

Oggi vi voglio parlare di un film di qualche anno fa ormai. Un film per la famiglia, della Disney, che mescola varie tecniche con efficacia e originalità.
Mi riferisco a Come d'incanto di Kevin Lima.
Ecco la recensione:





Come d'incanto (Enchanted) di Kevin Lima del 2007. Con Amy Adams, Patrick Dempsey, James Marsden, Timothy Spall, Rachel Covey, Susan Sarandon, Idina Menzel, Cathleen Trigg, Jodi Benson, Tibor Feldman, Tonya Pinkins, Isiah Whitlock Jr., Paige O'Hara. (103 min. ca.)
Andalasia, regno delle fiabe, Giselle è una giovane che spera di trovare la persona a cui dare il bacio del vero amore. Si fidanza con Edward, un principe, ma Narissa, madre di lui, non vuole che si sposino poiché perderebbe la corona. Dunque fa un incantesimo e spedisce Giselle (Adams) nel mondo reale, a New York, dove conoscerà Robert Philip (Dempsey), divorziato con una figlia piccola a carico sconvolgendole i piani.






















Pellicola che mescola cartoni animati e live action in un piacevole connubio tra commedia, sentimentale, musicale, fantastico.
Gioca con gli stereotipi delle fiabe classiche Disney e li ripropone con un occhi critico e ironico. Qualche battuta "per adulti", scene divertenti tipiche da musical con Robert, che imbarazzato quando Giselle inizia a cantare al Central Park, le dice di far piano, che sono in mezzo alla gente.
Poi è divertente vedere come mondo fiabesco e reale riescono ad interagire.
Ed è proprio il mondo reale che sceglierà Giselle, a dispetto del suo principe tanto romantico e bello quanto scialbo.
Gli attori sono davvero in parte. Amy Adams è una protagonista perfetta: carismatica, luminosa, espressiva ed adorabile anche quando è tutta moine. Interessante l'evoluzione del suo personaggio verso il finale, con la prova di coraggio inclusa e lei è perfetta. Già si vedeva allora quanto fosse brava (e tra l'altro nella versione originale canta lei, in italiano è Giulia Ottonello a doppiare le parti cantate). Patrick Dempsey è una buona spalla, sicuramente meno antipatico di James Marsden, che pure è bravo nelle gag, incarna proprio il tipico principe vuoto e superficiale. Ottimo come sempre Timothy Spall, qui nel ruolo di Nathaniel, braccio destro della regina. Paurosa davvero Susan Sarandon nella parte di Narissa. Idina Manzel è detestabile quanto basta per farle fare coppia col principe. Simpaticissimo il chipmunk Pip (doppiato in inglese dal regista).
Un film brioso, pieno di ritmo, senza tempi morti, con belle invenzioni registiche e narrative, Che sfrutta bene l'ambientazione e che riesce ad unire l'ingenuità (e la stucchevolezza glicemica) disneyana con qualcosa di più pepato e "irriverente" (non arrivando ancora ad osare come faranno altri prodotti successivi).
È un buon compromesso tra la commedia romantica classica e il film per bambini. Inoltre, i numeri musicali non infastidiscono in quanto sono brevi e sparsi adeguatamente.
Molte le scene azzeccate (e l'apparizione della regina/strega fa sobbalzare dallo spavento).
Per famiglie e non solo.
Non un capolavoro ovviamente ma da vedere. Consigliatissimo.


Voto: ***








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