Oggi vi voglio parlare di un film di qualche anno fa. Una commedia molto carina e simpatica, con un ottimo cast.
Mi riferisco a Miss Pettigrew di
Ecco la recensione:
Miss Pettigrew (Miss Pettigrew Lives for a Day) di Bharat Nalluri del 2008. Con Frances
McDormand, Amy Adams, Tom Payne, Mark Strong, Lee Pace, Shirley
Henderson, Ciarán Hinds. (91 min. ca.)
Londra, la seconda guerra mondiale è alle
porte. Guinevere Pettigrew (McDormand) è una donna di mezza età che
si ritrova a vivere per strada, licenziata per quattro volte di
seguito dopo aver tentato il lavoro di tata. Farà la conoscenza di
Delysia Lafosse (Adams), un'aspirante diva del palcoscenico,
frizzante e volubile con gli uomini, che le offrirà -
involontariamente - un ruolo da assistente e consigliera (anche in
ambito amoroso).
Basato sul romanzo Un giorno di gloria per
Miss Pettigrew di Winifred Watson, è una commedia degli
equivoci/sofisticata dall'impianto quasi teatrale, ben diretta e
soprattutto interpretata benissimo da una Frances McDormand sempre a
suo agio nei ruoli da "disadattata", brusca con quel lato
imprevedibilmente dolce. Amy Adams è spumeggiante, briosa. La sua
recitazione è molto sopra le righe, caricata: tutta moine e
mossette. Ma fanno parte del personaggio, un po' svampito, un po'
fuori dal mondo. Incantevole (anche quando canta If I didn't
care, gran bel numero).
Ottimi i comprimari, come l'odiosa
Shirley Henderson perfetta snob o Ciarán Hinds, caratterista sempre
puntuale, qui vibrante.
Ottimi gli ambienti, le scenografie (pompose, di gran lusso), i
costumi i quali, abbinati alla musica jazz, fanno il resto, creando
un'atmosfera suggestiva, vintage.
Un film (da noi uscito solo in home
video e trasmesso in tv col titolo Un giorno di gloria per Miss Pettigrew) piacevole che nella seconda parte risulta macchinoso e cala di
ritmo, ma che si riprende e ha dei momenti azzeccati.
Spassoso,
delicato, coinvolgente. Per una serata in completo relax.
Da vedere
per curiosità. Consigliato.
Voto: ***
Il trailer:
Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?
Chiunque volesse prendere le recensioni citi questo blog. Riproduzione riservata
Oggi vi voglio parlare di un film di qualche anno fa ormai. Una commedia diretta da una brava sceneggiatrice (ma meno brava come regista) qui alle prese con due attrici molto in gamba (una era ancora agli inizi, ma già si faceva notare).
Mi riferisco a Julie & Julia di Nora Ephron.
Ecco la recensione:
Julie & Julia di Nora Ephron
del 2009. Con Meryl Streep, Amy Adams, Stanley Tucci, Chris Messina,
Linda Emond, Helen Carey, Mary Lynn Rajskub, Jane Lynch. (123 min. ca.)
Julie Powell
(Adams), trentenne insoddisfatta aspirante scrittrice che si ritrova
invece a lavorare in un call center durante le operazioni di
ricostruzione del World Trade Center, decide, sotto la spinta del
marito Eric (Messina), di aprire un blog di cucina rifacendo
personalmente tutte le ricette proposte da Julia Child (Streep),
cuoca e personaggio televisivo americano. Riuscirà ad avere il
successo che merita.
Commedia biografica basata per l'appunto sui due
libri della Powell e della Child.
Inizialmente interessante per la
struttura narrativa, dopo poco diventa piuttosto schematico, di poco
respiro. Certo, era difficile raccontare due storie in una, calibrare
i toni, passare dall'ambiente "sofisticato" e parigino di
Julia a quello più spartano di Julie (quindi toni surreali ed eccentrici per la prima e più legati alla realtà per la seconda).
Le due protagoniste sono
bravissime. Stupisce Amy Adams, davvero espressiva. Ci mette tutto
l'impegno possibile e si percepisce. La Streep è bravissima
(scontato), ma caricaturale. Insipido Chris Messina. Simpatico (ma
viene sfruttato poco) Stanley Tucci nei panni di Paul, il marito di
Julia. Molte scene strappano il sorriso, altre sono forzatamente
malinconiche e patetiche.
Il ritmo è altalenante, a causa anche di
una storia banale e poco interessante (come se la sottoscritta
diventasse famosa con il suo blog parlando di un altrettanto
personaggio famoso. Facciamoci due risate, va).
Il risultato è un
film carino, ma piatto, che non decolla mai veramente e che non
soddisfa del tutto lo spettatore. (Piacevole la colonna sonora).
Comunque da vedere per curiosità (in lingua originale,
obbligatoriamente). Consigliato a metà.
Voto: **1/2
Il trailer:
Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?
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Oggi vi voglio parlare di un film da giovedì nei cinema. Il nuovo film di un autore fantastico che già con la sua prima opera si era fatto riconoscere per uno stile molto personale ricercato.
Mi riferisco ad Animali Notturni di Tom Ford.
Ecco la recensione:
Animali Notturni (Nocturnal Animals) di Tom Ford del
2016. Con Amy Adams, Jake Gyllenhaal, Michael Shannon, Aaron
Taylor-Johnson, Isla Fisher, Armie Hammer, Ellie Bamber, Laura
Linney, Kristin Bauer van Straten, Karl Glusman, Robert Aramayo, Jena
Malone, Michael Sheen, Andrea Riseborough. Susan Morrow (Adams)
gestisce una galleria d'arte con il suo secondo marito Walker
(Hammer). Un giorno riceve una scatola che contiene il manoscritto
del romanzo del suo ex marito Edward (Gyllenhaal), il quale veniva da
lei colpevolizzato di essere poco incisivo, troppo sensibile. Ne
rimarrà turbata e ossessionata (anche per colpa della sua insonnia).
La vendetta è un piatto che va servito freddo. E
proprio questo probabilmente attua Edward, il protagonista di questo
meraviglioso e appassionante thriller psicologico e dramma delle relazioni scritto,
diretto e prodotto dallo stilista Tom Ford alla sua seconda prova da regista.
Basato sul romanzo "Tony
e Susan" di Austin Wright, è un film dall'enorme impatto
emozionale e visivo. Ford regala - come in A Single Man,
ma qui ancora di più - una lezione di stile, di classe ed eleganza.
Ma non fini a se stesse, bensì al servizio di una vicenda dai
parallellismi complessi tra la vita della protagonista Susan e la
trama del romanzo scritto dall'ex marito.
La trama è minimale ma
dagli incastri perfetti. Gli ambienti si sposano con le due storie
presentate: freddo, moderno, scarno, patinato quello di Susan.
Essenziale ma "primordiale", grezzo, carnale, quello
dell'alter ego di Edward, ossia Tony. In ogni caso tutti e due
intrisi di inquietudine e curatissimi nei dettagli, nella
composizione dell'immagine fotografica, nei colori (anche negli
abbinamenti degli abiti - stupendi -, per forza di cose visto
l'autore). Ottime le scenografie dal design che colpisce talmente
tanto l'occhio dello spettatore da lasciarlo senza fiato. Ma non è
soltanto questo.
Tom Ford ama i suoi attori: i primi e primissimi
piani catturano tutte le sensazioni dei personaggi.
È anche vero
però che con un cast del genere non poteva essere altrimenti. Amy
Adams non è mai stata così credibile, così espressiva (nel suo
sguardo rivela mille sfumature del suo personaggio e la sua
sofferenza), così affascinante e magnetica. Una nomination all'Oscar
per lei è d'obbligo (più che per Arrival* di
Villeneuve). Non era facile giocare sul non detto (tutto sembra impassibile, è l'animo della protagonista ad essere in tumulto), con poche battute:
lei ci è riuscita senza sforzo, con una grazia impressionante. Non
che ci sia da stupirsi, ma è sempre un piacere poter applaudire una
performance simile. Bravissimo - come di consueto anche per lui -
Jake Gyllenhaal che cambia progressivamente nel corso della vicenda
(come Amy Adams e la sua Susan da giovane, del resto).
Interpretazione straziante, dolente, sentita. Michael Shannon nei panni del
poliziotto all'inizio cinico e poi interessato alle sorti di Tony è
eccezionale. Purtroppo però è penalizzato da un doppiaggio non alla
sua altezza. Bravo anche Aaron Taylor-Johnson nel ruolo del
malvivente spostato (una scena con lui fa fare, nonostante i toni
dell'opera, mezzo sorriso. Tuttavia Ford sa cogliere e mettere in
scena di continuo l'ironia di certe situazioni).
Un film ricco di
suggestioni. Particolare, non convenzionale, di un'intensità fuori misura (tesissimo.
Alcune immagini flash fanno sobbalzare), pieno di ritmo, mai prolisso, coinvolgente (solo
all'apparenza freddo e distaccato), impagabile sul piano estetico.
Già i titoli di testa e tutta la sequenza iniziale fanno intuire che
ci si trova davanti all'Arte. Pura e semplice arte ispirata.
Non può
lasciare indifferenti e l'ambiguità di certi snodi narrativi - su
più piani temporali tra l'altro. E non lineari - così articolati e
complicati (anche in questo caso solo apparentemente "asciutti")
come i personaggi criptici e mai banali, fa rimuginare il pubblico
anche a distanza di ore (il finale lascia interdetti, eppure poi ogni
cosa trova un senso).
Ottima la colonna sonora di Abel Korzeniowski
(il tema portante ricorda vagamente The Sheltering Sky
composta da Ryuichi Sakamoto per Il tè nel deserto* di
Bertolucci. Un gioiello, un piccolo grande capolavoro.
Da vedere (e
da rivedere, magari in lingua originale) assolutamente.
Consigliatissimo.
(Meritato il Leone d'Argento vinto lo scorso
settembre alla Mostra del Cinema di Venezia).
*Mie recensioni
Voto: ****/****1/2
Il trailer:
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Oggi vi voglio parlare di un film di qualche anno fa ormai. Un film per la famiglia, della Disney, che mescola varie tecniche con efficacia e originalità.
Mi riferisco a Come d'incanto di Kevin Lima.
Ecco la recensione:
Come d'incanto (Enchanted) di Kevin Lima del
2007. Con Amy Adams, Patrick Dempsey, James Marsden, Timothy Spall,
Rachel Covey, Susan Sarandon, Idina Menzel, Cathleen Trigg, Jodi
Benson, Tibor Feldman, Tonya Pinkins, Isiah Whitlock Jr., Paige
O'Hara. (103 min. ca.)
Andalasia, regno delle fiabe, Giselle è una giovane che
spera di trovare la persona a cui dare il bacio del vero amore. Si
fidanza con Edward, un principe, ma Narissa, madre di lui, non vuole
che si sposino poiché perderebbe la corona. Dunque fa un incantesimo
e spedisce Giselle (Adams) nel mondo reale, a New York, dove
conoscerà Robert Philip (Dempsey), divorziato con una figlia piccola
a carico sconvolgendole i piani.
Pellicola che mescola cartoni
animati e live action in un piacevole connubio tra commedia,
sentimentale, musicale, fantastico.
Gioca con gli stereotipi delle
fiabe classiche Disney e li ripropone con un occhi critico e ironico.
Qualche battuta "per adulti", scene divertenti tipiche da
musical con Robert, che imbarazzato quando Giselle inizia a cantare
al Central Park, le dice di far piano, che sono in mezzo alla gente.
Poi è divertente vedere come mondo fiabesco e reale riescono ad
interagire.
Ed è proprio il mondo reale che sceglierà Giselle, a
dispetto del suo principe tanto romantico e bello quanto scialbo.
Gli
attori sono davvero in parte. Amy Adams è una protagonista perfetta:
carismatica, luminosa, espressiva ed adorabile anche quando è tutta
moine. Interessante l'evoluzione del suo personaggio verso il finale,
con la prova di coraggio inclusa e lei è perfetta. Già si vedeva
allora quanto fosse brava (e tra l'altro nella versione originale
canta lei, in italiano è Giulia Ottonello a doppiare le parti
cantate). Patrick Dempsey è una buona spalla, sicuramente meno
antipatico di James Marsden, che pure è bravo nelle gag, incarna
proprio il tipico principe vuoto e superficiale. Ottimo come sempre
Timothy Spall, qui nel ruolo di Nathaniel, braccio destro della
regina. Paurosa davvero Susan Sarandon nella parte di Narissa. Idina
Manzel è detestabile quanto basta per farle fare coppia col
principe. Simpaticissimo il chipmunk Pip (doppiato in inglese dal
regista).
Un film brioso, pieno di ritmo, senza tempi morti, con
belle invenzioni registiche e narrative, Che sfrutta bene
l'ambientazione e che riesce ad unire l'ingenuità (e la
stucchevolezza glicemica) disneyana con qualcosa di più pepato e
"irriverente" (non arrivando ancora ad osare come faranno
altri prodotti successivi).
È un buon compromesso tra la commedia
romantica classica e il film per bambini. Inoltre, i numeri musicali
non infastidiscono in quanto sono brevi e sparsi adeguatamente.
Molte
le scene azzeccate (e l'apparizione della regina/strega fa sobbalzare
dallo spavento).
Per famiglie e non solo.
Non un capolavoro
ovviamente ma da vedere. Consigliatissimo.
Voto: ***
Il trailer:
Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?
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