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lunedì 20 marzo 2017

IN SALA - La Bella e la Bestia di Bill Condon, rivisitazione in live action del classico cartone del 1991 targato Disney. Qualche problema di ritmo e di montaggio ed enormi problemi di adattamento e doppiaggio in italiano (guardatelo in lingua originale, tutta un'altra cosa), ma mantiene tutto il fascino dell'originale (talvolta amplificato)

Oggi vi voglio parlare di un film adesso al cinema. Un film che vi consiglio caldamente di andare a vedere e che vi riporterà alla vostra infanzia, se, come me, avete vissuto quel determinato periodo...
Mi riferisco a La Bella e la Bestia di Bill Condon.
Ecco la recensione:





La Bella e la Bestia (Beauty and the Beast) di Bill Condon del 2016. Con Emma Watson, Dan Stevens, Luke Evans, Kevin Kline, Josh Gad, Ewan McGregor, Stanley Tucci, Ian McKellen, Emma Thompson, Audra McDonald, Gugu Mbatha-Raw, Nathan Mack, Hattie Morahan, Gerard Horan. (129 min. ca.)
Il classico di animazione Disney del 1991, tratto dalla famosa fiaba di Jeanne-Marie Leprince de Beaumont, prende vita in una maestosa versione in live action.


















Film fantastico (grande musical e stupenda storia d'amore) sempre emozionante rivisitato, corretto, aggiornato, con qualche aggiunta, qualche cambiamento sottile ma importante (LeTont, il braccio destro di Gaston, è gay. C'è una canzone nuova, cantata dalla Bestia) e qualche approfondimento (la storia della famiglia di Belle), il tutto però rimanendo fedele all'opera originale e tanto amata. Curatissime le ambientazioni (il castello è dall'esterno esattamente come nel cartone), stupendi i costumi, la fotografia scintillante e calda ben si sposa con i toni e molte scene sono divertenti e realmente toccanti.
Le parti con gli oggetti in movimento e delle varie trasformazioni (non serve dire quali, lo sanno e lo immaginano tutti) sono visivamente straordinarie e divertenti. Quella famosa del ballo con la canzone tema principale è da groppo allo stomaco.
Gli attori sono in parte. Per quanto sulla carta potesse far storcere il naso, Emma Watson si è rivelata all'altezza della situazione: anche se non asssomiglia fisicamente molto a Belle, è riuscita a umanizzare il personaggio, a diventare un tutt'uno con lei. Un'eroina indipendente, forte, che non si spaventa e sa leggere l'anima delle persone. Nonostante le troppe faccette e moine (ma è comprensibile. Anche nel cartone alcune scene erano melense e alcuni squittii di contentezza visti da grandi risultano stucchevoli) si fa amare, risulta adorabile. Brava anche a cantare (ma del doppiaggio parlerò dopo) e a ballare. Il problema delle smorfie riguarda anche Dan Stevens. Perfetto, davvero adatto al ruolo del principe, meno della Bestia. Non per colpa sua, ma del look proposto in questa versione: non fa mai veramente paura e non è affascinante (ebbene sì) come nella pellicola del 1991. Luke Evans è un Gaston fatto e finito e LeTont è davvero simpatico. Kevin Kline nei panni di Maurice - che questa volta ha un ruolo chiave per certi versi - è come sempre molto bravo, ma un pochino anonimo. Forse avrebbero potuto esagerare con qualche tratto fisico.
Veniamo ai tasti dolenti: il doppiaggio. Le voci di Lumière, Tockins, Spolverino sono oscene, piatte, rovinano la caratterizzazione e il bel lavoro di CGI.
L'adattamento delle canzoni in italiano - e le relative voci - sono oscene: i testi sono cambiati per una questione di metrica e di labiale. Peccato siano spesso comunque fuori sincro. Un disastro mai visto in un film targato Disney.
Altra pecca: il montaggio. Alcuni stacchi sono brusci e passano da una sottotrama all'altra senza spiegazioni né dissolvenze.
Ritornando alle musiche, cosa si può dire ad Alan Menken? Nulla. Purtroppo però (anche in lingua originale, bisogna ammettere) i brani risultano un po' più lenti, più spenti.
Dei problemi di ritmo lo ha anche l'opera stessa, che nella prima parte fatica ad ingranare, ha poco brio e pare un mero e superfluo copia/incolla dal dubbio e altalenante risultato. Per fortuna la seconda parte si riprende e regala attimi di grande cinema.
Tirando le somme bisogna ammettere che a dispetto di evidenti difetti - anche per l'uso davvero troppo imponente invasivo degli effetti speciali - è un film piacevole, realizzato sì per sbancare il botteghino, ma coinvolgente, visivamente d'impatto e con quel fascino barocco che tanto ci si attendeva.
Non il migliore live action della Disney probabilmente (Kenneth Branagh ha decisamente più classe e un tocco più delicato, più ricercato di Bill Condon come regista), eppure molte soddisfazioni riesce a darle.
Operazione nostalgia che farà andare in brodo di giuggiole i trentenni (le generazioni anni '80, inizio anni '90), ma che farà suggestionare un po' tutti.
Impossibile rimanere impassibili (mi si passi il gioco di parole). Un divertissement sfizioso e sontuoso. Da vedere (in lingua originale, vi prego, se potete) senza pregiudizi, per ritornare una volta tanto ancora bambini e vivere una bella magia.
Consigliatissimo.


Voto: ***/***1/2






Il trailer in lingua originale:



Il trailer in italiano:






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mercoledì 8 febbraio 2017

#Oscar2017 #AcademyAwards2017 - Il libro della giungla di Jon Favreau, rivisitazione in live action del cartone classico Disney del 1967. Uso massicio della CGI, per un film forse non necessario, ma coinvolgente e visivamente di impatto

Oggi vi voglio parlare di un film uscito da poco nelle sale. Una rivisitazione interessante, non così scontata e visivamente d'impatto. Certo, non se ne sentiva la necessità.
Mi riferisco a Il libro della giungla di Jon Favreau.
Ecco la recensione:





Il libro della giungla (The Jungle Book) di Jon Favreau del 2016. (105 min. ca.)
Rivisitazione in live action del cartone classico Disney e basato sul romanzo di Kipling. 














Film d'avventura molto particolare per l'uso massiccio di CGI (tutti gli animali parlano e ciò, all'inizio, potrebbe creare qualche problema). 
Molto ben costruito, con una stupenda ambientazione, una fotografia sfavillante (in alcuni casi fa rimanere senza parole), riesce a restituire il fascino "esotico" originale. 
Del film disneyano mantiene solo alcune scene (una fra tutte, le scimmie che si passano l'un l'altra Mowgli) e delle famose canzoni - riadattate - rimane praticamente solo quella di Baloo Lo stretto indispensabile e in parte quella di Re Luigi (mentre nei titoli di coda si sente il tema riarrangiato con sonorità à la "James Bond" del serpente Kaa). 
Neel Sethi, che interpreta il protagonista, è stato bravissimo ad interagire con "il nulla" o comunque con persone o pupazzi non ben definiti ancora: in alcuni momenti è addirittura commovente. Per non parlare delle scene d'azione. 
Inoltre c'è molta violenza (con sangue, rincorse, ecc...), alcune immagini sono parecchio crude e fanno perfino paura. 
Ogni tanto c'è un calo di ritmo e forse anche l'incipit non è dei migliori, però poi ingrana, appassiona e coinvolge. 
I personaggi sono ben caratterizzati (ma lontanissimi dalla simpatia del cartone animato), funzionano. Un film interessante perché non ricalca pedissequamente scena per scena la vecchia pellicola, ma osa. Anche il finale non è quello del film del 1967 (che tanto faceva arrabbiare i bambini: chi l'ha visto sa quante lacrime ha fatto versare) ma più fedele al romanzo e, stranamente, più a lieto fine. Visivamente di impatto (nomination all'Oscar per Migliori effetti speciali meritatissima). 
Da vedere per curiosità. Consigliato. 


Voto: **1/2/***





Il trailer:







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venerdì 23 settembre 2016

Come d'incanto di Kevin Lima, commistione di cartoon e live action per una commedia romantica briosa e simpatica che gioca sugli sterotipi disneyani. Con una protagonista perfetta: Amy Adams

Oggi vi voglio parlare di un film di qualche anno fa ormai. Un film per la famiglia, della Disney, che mescola varie tecniche con efficacia e originalità.
Mi riferisco a Come d'incanto di Kevin Lima.
Ecco la recensione:





Come d'incanto (Enchanted) di Kevin Lima del 2007. Con Amy Adams, Patrick Dempsey, James Marsden, Timothy Spall, Rachel Covey, Susan Sarandon, Idina Menzel, Cathleen Trigg, Jodi Benson, Tibor Feldman, Tonya Pinkins, Isiah Whitlock Jr., Paige O'Hara. (103 min. ca.)
Andalasia, regno delle fiabe, Giselle è una giovane che spera di trovare la persona a cui dare il bacio del vero amore. Si fidanza con Edward, un principe, ma Narissa, madre di lui, non vuole che si sposino poiché perderebbe la corona. Dunque fa un incantesimo e spedisce Giselle (Adams) nel mondo reale, a New York, dove conoscerà Robert Philip (Dempsey), divorziato con una figlia piccola a carico sconvolgendole i piani.






















Pellicola che mescola cartoni animati e live action in un piacevole connubio tra commedia, sentimentale, musicale, fantastico.
Gioca con gli stereotipi delle fiabe classiche Disney e li ripropone con un occhi critico e ironico. Qualche battuta "per adulti", scene divertenti tipiche da musical con Robert, che imbarazzato quando Giselle inizia a cantare al Central Park, le dice di far piano, che sono in mezzo alla gente.
Poi è divertente vedere come mondo fiabesco e reale riescono ad interagire.
Ed è proprio il mondo reale che sceglierà Giselle, a dispetto del suo principe tanto romantico e bello quanto scialbo.
Gli attori sono davvero in parte. Amy Adams è una protagonista perfetta: carismatica, luminosa, espressiva ed adorabile anche quando è tutta moine. Interessante l'evoluzione del suo personaggio verso il finale, con la prova di coraggio inclusa e lei è perfetta. Già si vedeva allora quanto fosse brava (e tra l'altro nella versione originale canta lei, in italiano è Giulia Ottonello a doppiare le parti cantate). Patrick Dempsey è una buona spalla, sicuramente meno antipatico di James Marsden, che pure è bravo nelle gag, incarna proprio il tipico principe vuoto e superficiale. Ottimo come sempre Timothy Spall, qui nel ruolo di Nathaniel, braccio destro della regina. Paurosa davvero Susan Sarandon nella parte di Narissa. Idina Manzel è detestabile quanto basta per farle fare coppia col principe. Simpaticissimo il chipmunk Pip (doppiato in inglese dal regista).
Un film brioso, pieno di ritmo, senza tempi morti, con belle invenzioni registiche e narrative, Che sfrutta bene l'ambientazione e che riesce ad unire l'ingenuità (e la stucchevolezza glicemica) disneyana con qualcosa di più pepato e "irriverente" (non arrivando ancora ad osare come faranno altri prodotti successivi).
È un buon compromesso tra la commedia romantica classica e il film per bambini. Inoltre, i numeri musicali non infastidiscono in quanto sono brevi e sparsi adeguatamente.
Molte le scene azzeccate (e l'apparizione della regina/strega fa sobbalzare dallo spavento).
Per famiglie e non solo.
Non un capolavoro ovviamente ma da vedere. Consigliatissimo.


Voto: ***








Il trailer:







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