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mercoledì 6 giugno 2018

La festa prima delle feste di Josh Gordon e Will Speck, commedia demenziale dall'umorismo di bassa lega e dalle trovate trite e ritrite. Kate McKinnon e Jennifer Aniston sono realmente simpatiche però

Oggi vi voglio parlare di un film recente. Un film demenziale piuttosto inutile, ma talvolta simpatico.
Soprattutto per il cast.
Mi riferisco a La festa prima delle feste di Josh Gordon e Will Speck.
Ecco la recensione:






La festa prima delle feste (Office Christmas Party) di Josh Gordon e Will Speck del 2016. Con Jason Bateman, T.J. Miller, Olivia Munn, Jennifer Aniston, Kate McKinnon, Courtney B. Vance, Jillian Bell, Vanessa Bayer, Rob Corddry, Karan Soni, Sam Richardson, Randall Park, Abbey Lee, Matt Walsh, Jamie Chung. (105 min. ca.)
Clay (Miller), dirigente di un'importante filiale di un'azienda informatica, dà una festa natalizia all'interno degli uffici per salvare baracca e burattini e dal licenziamento del personale, previsto dalla sorella, la cattivissima amministratrice delegata Carol (Aniston). Ne succederanno di tutti i colori. 



















Commedia demenziale trash dall'umorismo di bassa lega, piena di stereotipi, che si riprende quando interviene lo humor dalle battute veloci e frizzanti da SNL (Saturday Night Live) ed in particolare quanto entra in scena la grandissima Kate McKinnon. 
Ovviamente anche Jennifer Aniston dà quel giusto apporto di comicità. Il suo personaggio somiglia un po' troppo però, non a Rachel di Friends questa volta, quanto a quello di Come ammazzare il capo.... Ma non fa nulla, la Aniston è sempre piacevole e simpatica qualsiasi cosa faccia. 
Inoltre bisogna ammettere che alcuni momenti fanno realmente - e colpevolmente - ridere. Ma il tutto è annegato da una sceneggiatura poco curata e da una musica truzza troppo presente. 
Un film da vedere essendo consapevoli che si verrà solo intrattenuti. 
Le belle commedie sono altre, ovvio. In lingua originale tuttavia, alcuni giochi di parole sono riusciti per quanto volgari o scontati (l'adattamento italiano, come sempre in questi casi, è sgonfio). 


Voto: *1/2/**




Il trailer:






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venerdì 18 maggio 2018

Delicatessen di Jean-Pierre Jeunet e Marc Caro, commedia grottesca stranissima, nonsense, colorata (ma al contempo cupa) e fantasiosa con una regia puntuale e degli attori in parte

Oggi vi voglio parlare di un film di parecchi anni fa. Un film francese di un autore molto amato (e detestato al contempo forse). Qui insieme ad un altro regista.
Mi riferisco a Delicatessen di Jean-Pierre Jeunet e Marc Caro.
Ecco la recensione:





 
Delicatessen di Jean-Pierre Jeunet e Marc Caro del 1991. Con Dominique Pinon, Marie-Laure Dougnac, Jean-Claude Dreyfus, Karin Viard, Ticky Holgado, Anne-Marie Pisani, Edith Ker, Rufus, Jacques Mathou, Howard Vernon, Chick Ortega, Silvie Laguna, Jean-François Perrier. (99 min. ca.)
In Francia in un'epoca imprecisata e in un luogo imprecisato, svetta un palazzo decadente che ospita anche la macelleria "Delicatessen" di Clapet (Dreyfus), uno degli inquilini. Andrà ad abitare in quel luogo orrido anche un ex acrobata e tuttofare, Luison (Pinon), che si innamora della figlia di Clapet, Julie (Dougnac). 



















Commedia grottesca/sentimentale ricca di invenzioni, trovate nonsense divertenti e strampalate. 
Contraddistinto da una fotografia ricercata che vira sui toni del giallo, del verde, del marrone, abbinata alle scenografie che a loro volta - o viceversa - si abbinano ai costumi, è un'opera da ritmo sempre costante, che sorprende e spiazza. 
La regia è puntuale: ogni cosa sembra al suo posto e ogni effetto sembra voluto e studiato. 
Ma ciò non è un difetto perché riesce comunque a sembrare un film libero e bizzarro, con una perfetta costruzione narrativa (passa dal grottesco più violento - ma cartoonesco - alla dolcezza più misurata e innocente) e ambientale, con dei personaggi stupendi e ben caratterizzati che sembrano venire realmente da un altro mondo. 
Tutti gli attori sono bravissimi e hanno la faccia giusta, il piglio giusto. Ovvio che i tre protagonisti (soprattutto Pinon, attore feticcio di Jeunet) siano al di sopra. 
Prima di Amélie ma più simpatico e meno furbetto rispetto a quest'ultimo. Ispiratore, evidentemente per alcune scene, dell'ultimo acclamatissimo e meraviglioso film di Guillermo Del Toro La forma dell'acqua*. 
Da vedere assolutamente. Consigliatissimo. 

*Mia recensione
Voto: ***1/2 




Il trailer:






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mercoledì 21 febbraio 2018

#Oscar2018 #AcademyAwards2018 - The Big Sick - Il matrimonio si può evitare... l'amore no di Michael Showalter, commedia sentimentale dolceamara con umorimo tipico del SNL (da dove proviene Nanjiani). Ben scritto, dai dialoghi taglienti e dissacranti. Piacevole nonostante qualche difetto

Oggi vi voglio parlare di un film recente. Un film americano simpatico e scritto molto bene. Una bella commistione tra commedia e dramma.
Mi riferisco a The Big Sick - Il matrimonio si può evitare... l'amore no di Michael Showalter.
Ecco la recensione:






The Big Sick - Il matrimonio si può evitare... l'amore no (The Big Sick) di Michael Showalter del 2017. Con Kumail Nanjiani, Zoe Kazan, Holly Hunter, Ray Romano, Adeel Akhtar, Zenobia Shroff, Bo Burnham, Anupam Kher, Aidy Bryant, Kurt Braunohler, Rebecca Naomi Jones, Vella Lovell, Shenaz Treasury, David Alan Grier, Linda Emond. (120 min. ca.)
Kumail Nanjiani (Nanjiani) è un aspirante comico di stand-up comedy di origine pakistana che arrotonda facendo l'autista Uber. Ha una famiglia tradizionalista, che vuole per lui un lavoro redditizio e un matrimonio combinato come si confà nel suo Paese. Ma Kumail ad uno dei sui spettacoli conosce la vivace ed eccentrica Emily (Kazan) e se ne innamora, ricambiato. La ragazza però scopre del matrimonio combinato e nel frattempo si ammala gravemente... 


















Commedia sentimentale autobiografica scritta dallo stesso Nanjiani con la moglie Emily che con l'umorismo veloce e demenziale da SNL (Saturday Night Live), - da dove proviene cioè lo stesso protagonista - racconta sì una storia d'amore ma scherza anche con le differenze culturali e religiose, sui cliché, i pregiudizi e sulle malattie. 
È dissacrante e ha dialoghi simpatici e dal buon ritmo. 
Gli attori sono tutti in parte. Dallo stesso Kumail Nanjiani alla dolce Zoe Kazan che si dimostra una spalla comica adorabile ed espressiva, da un Ray Romano quasi irriconoscibile ma davvero in gamba nei panni del padre di Emily a una Holly Hunter che ha sempre una verve incredibile e un accento terribile (è eccezionale, nulla da dire). Bravi anche tutti gli altri. 
Nonostante le situazioni sembrino forzate non essendo facile mantenere lo humor sempre alle stelle anche parlando di argomenti seri, riesce a mantenere l'equilibrio, a coinvolgere e a divertire. 
La regia è discreta, ma giustamente quello che interessa qui è la scrittura e la nomination all'Oscar come Miglior Sceneggiatura Originale non stupisce. 
Qualche momento stucchevole e un finale non proprio coraggioso (ma se le cose sono andate così nella realtà - o quasi, insomma - giustamente le hanno mantenute, in più è una commedia romantica e ci si aspettano certi stereotipi narrativi) e con parecchie ingenuità, eppure è un film dolceamaro (con un cinismo tagliente talvolta) che potrebbe divertire chi apprezza il nonsense e le battute per l'appunto da stand-up comedy senza troppe pretese, ma non del tutto stupide, anzi. 
Da vedere rigorosamente in lingua originale. Consigliato (anche se non piacerà sicuramente a tutti). 


Voto: ***




Il trailer:







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