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martedì 19 settembre 2017

Kingsman - Secret Service di Matthew Vaughn, commedia d'azione/spy spericolata e divertente, con tanti effetti speciali ben adoperati e un cast davvero in parte

Oggi vi voglio parlare di un film di pochi anni fa. Un film d'azione che hanno trasmesso pochi giorni fa in tv e che piace a molti.
Mi riferisco a Kingsman - Secret Service di Matthew Vaughn.
Ecco la recensione:






Kingsman - Secret Service (Kingsman - The Secret Service) di Matthew Vaughn del 2014. Con Colin Firth, Samuel L. Jackson, Mark Strong, Taron Egerton, Michael Caine, Sophie Cookson, Sofia Boutella, Mark Hamill, Jack Davenport, Samantha Womack, Geoff Bell, Edward Holcroft, Nicholas Banks, Tom Prior, Jack Cutmore-Scott, Fiona Hampton, Tobi Bakare, Morgan Watkins, Corey Johnson, Andrew Bridgmont, Richard Brake. (129 min. ca.)
Lancillotto (Davenport) è un agente segreto che perde la vita per salvare Harry Hart (Firth) - nome in codice Galahad -, suo capo, il quale fa una promessa a Eggsy (Egerton), figlio di Lancillotto, donandogli una medaglia con un numero di telefono da chiamare in caso di bisogno. Dopo diciassette anni Eggsy ha bisogno di aiuto per risolvere qualche impiccio di famiglia. Harry gli va in aiuto facendolo inoltre diventare una spia, un Kingsman. 













Commedia d'azione/spy tratta da una miniserie a fumetti di Mark Millar e Dave Gibbons. 
Rocambolesco, adrenalinico fumettone realizzato benissimo in tutti i suoi elementi. 
Dalla regia al montaggio perfetto, dall'uso intelligente (e massiccio) della CGI, all'ambientazione, alle musiche. 
Tutto quadra (o quasi. Qualche licenza bisogna lasciarla passare ad una pellicola del genere). Diverte molto perché non si prende sul serio, eppure, nonostante ciò, riesce a non essere del tutto banale anche per la storia in sé (l'umanità che si distrugge, la salvaguardia della Terra con metodi discutibili) e per i continui colpi di scena, dei piccoli, piccolissimi accorgimenti (che strappano un sorriso, oltretutto) che risultano sfiziosi ed imprevedibili. 
Il cast è all'altezza. Da Colin Firth totalmente a suo agio in un ruolo che sembra scritto per lui e interpretato con autoironia: il suo fare sornione è impagabile. Samuel L. Jackson, il cattivo con la "s" sibilante è irrefrenabile, subdolo e simpatico. Mark Strong è sempre un ottimo attore e caratterista. Il giovane Taron Egerton ha il piglio, la faccia e la spavalderia giuste per interpretare in pratica il protagonista della vicenda. Michael Caine e Mark Hamill sono la ciliegina sulla torta. 
Grandi sequenze ricche di tensione (basti pensare anche quella iniziale, con i titoli di testa), con acrobazie coreografate che lasciano talvolta senza parole. 
Sangue a volontà e violenza, ma sempre in salsa fumettistica, quindi non danno fastidio. 
Un giocattolone che strizza l'occhio allo spettatore e riesce nell'intento di intrattenere senza difficoltà. 
Da vedere (possibilmente in lingua originale. Il doppiaggio storpia l'eleganza della parlata e i giochi di parole). Consigliatissimo.
(In questi giorni al cinema c'è il seguito: Kingsman - Il cerchio d'oro, diretto sempre da Vaughn).


Voto: ***1/2

 


Il trailer:







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lunedì 8 maggio 2017

ANTEPRIMA - Miss Sloane - Giochi di potere di John Madden, thriller politico/spy dai dialoghi veloci e dal taglio asciutto, con una protagonista eccezionale: Jessica Chastain

Oggi vi voglio parlare di un film che sarà nelle sale tra poco. Un film diretto da un regista molto discontinuo e autore di pellicole tanto osannate quanto mediocri. Qui invece si dimostra capace.
Più che altro ha la fortuna di avere un'attrice meravigliosa come protagonista, la quale aveva già lavorato con lui ne Il debito*.
Mi riferisco a Miss Sloane - Giochi di potere di John Madden.
Ecco la recensione:





Miss Sloane - Giochi di potere (Miss Sloane) di John Madden del 2016. Con Jessica Chastain, Mark Strong, Gugu Mbatha-Raw, Alison Pill, Michael Stuhlbarg, Jake Lacy, David Wilson Barnes, Raoul Bhaneja, Chuck Shamata, Christine Baranski, Sam Waterston, John Lithgow, Douglas Smith. (132 min. ca.)
Elizabeth Sloane (Chastain) è una lobbista di successo che lavora per un'agenzia conservatrice e repubblicana. Quando se ne va dopo aver appreso che questa decide di appoggiare la campagna pro-armi, la battaglia che intraprende la metterà in una posizione difficilissima. 

















Thriller politico/spy molto avvincente che ruota tutto attorno alla protagonista. 
Dalla scrittura à la Aaron Sorkin (non è un caso che sia presente nel cast anche l'attrice Alison Pill che aveva preso parte alla serie tv The Newsroom creata proprio da quest'ultimo) con dialoghi veloci, concitati e battute taglienti. 
A volte per lo spettatore sarà difficile seguire le conversazioni: basta distrarsi un secondo e non si capisce più nulla. 
Molto interessante per il dibattito sull'uso delle armi e sulla reale necessità per il cittadino di possederne liberamente. 
La prevedibile svolta di intrighi politici e di corruzione è ben articolata. Tanti i colpi di scena e la trama complessa prende pieghe diverse rispetto a quelle che lo spettatore si aspetterebbe. 
Gli attori sono più che in parte. Ovviamente chi spicca è Jessica Chastain perfetta nel ruolo della tosta, sfacciata, sicura di sé e senza scrupoli - in realtà vulnerabile, fragile e donna sola, incapace di avere rapporti umani solidi e normali che non siano di scambio o di interesse. Si è nascosta dietro una carriera brillante, è il suo scudo. Almeno è quello che si capisce da un certo punto in avanti, per poi dimostrarsi un personaggio molto integerrimo e coerente. La Chastain dunque la interpreta divinamente: è istrionica, elegante, monopolizza la scena, come accennato. Riesce a far passare tutto in un'interpretazione delle mille sfumature sia a livello di espressione che di pronuncia delle battute. È credibile, sembra realmente quella donna tosta e apparentemente inaffondabile. Grande classe e disinvoltura. Il motivo per cui non venga riconosciuta a sufficienza la sua immensa bravura è oscuro. Performance da standing ovation (e, senza esagerare, da Oscar). 
Un film di genere ma ben realizzato, forse un po' prolisso ma a ragione. 
Coinvolge, mantiene sempre nella tensione e nel finale per un attimo sorprende. 
Certo, è furbo e questa protagonista/eroina è quantomai irreale e ogni tanto stride (ma la Chastain, ancora una volta, è brava a darle quell'ambiguità che riesce a non farla cadere nel ridicolo). 
Non ci potrà mai essere nessuna Miss Sloane che si autocondanna per una causa importante, è questo il punto. Non se le sue strategie piene di egoismo le si ritorcono contro e la distruggono. 
Insomma, siamo alla fantapolitica. Ed è ciò che non convince del tutto. 
Tuttavia Madden - regista che discontinuo è dir poco - dimostra di saper dirigere un'opera di puro intrattenimento intelligente, dal taglio asciutto, senza cadere troppo nel patetico come al suo solito. Piacevole (nonostante il taglio da serie tv), regala parecchi spunti di riflessione. E ha il pregio di aver riportato sulla scena anche Sam Waterson, John Lithgow e per qualche frazione di secondo Christine Baranski. 
Da vedere (in lingua originale). Consigliato. 

*Mia recensione
Voto: ***






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mercoledì 29 marzo 2017

Miss Pettigrew di Bharat Nalluri, commedia sofisticata basata sul romanzo di Winifred Watson. Simpatia, ambienti curatissimi, costumi favolosi e un ottimo cast, a cominciare da Frances McDormand ed Amy Adams

Oggi vi voglio parlare di un film di qualche anno fa. Una commedia molto carina e simpatica, con un ottimo cast.
Mi riferisco a Miss Pettigrew di
Ecco la recensione:





Miss Pettigrew (Miss Pettigrew Lives for a Day) di Bharat Nalluri del 2008. Con Frances McDormand, Amy Adams, Tom Payne, Mark Strong, Lee Pace, Shirley Henderson, Ciarán Hinds. (91 min. ca.)
Londra, la seconda guerra mondiale è alle porte. Guinevere Pettigrew (McDormand) è una donna di mezza età che si ritrova a vivere per strada, licenziata per quattro volte di seguito dopo aver tentato il lavoro di tata. Farà la conoscenza di Delysia Lafosse (Adams), un'aspirante diva del palcoscenico, frizzante e volubile con gli uomini, che le offrirà - involontariamente - un ruolo da assistente e consigliera (anche in ambito amoroso).
















Basato sul romanzo Un giorno di gloria per Miss Pettigrew di Winifred Watson, è una commedia degli equivoci/sofisticata dall'impianto quasi teatrale, ben diretta e soprattutto interpretata benissimo da una Frances McDormand sempre a suo agio nei ruoli da "disadattata", brusca con quel lato imprevedibilmente dolce. Amy Adams è spumeggiante, briosa. La sua recitazione è molto sopra le righe, caricata: tutta moine e mossette. Ma fanno parte del personaggio, un po' svampito, un po' fuori dal mondo. Incantevole (anche quando canta If I didn't care, gran bel numero).
Ottimi i comprimari, come l'odiosa Shirley Henderson perfetta snob o Ciarán Hinds, caratterista sempre puntuale, qui vibrante.
Ottimi gli ambienti, le scenografie (pompose, di gran lusso), i costumi i quali, abbinati alla musica jazz, fanno il resto, creando un'atmosfera suggestiva, vintage.
Un film (da noi uscito solo in home video e trasmesso in tv col titolo Un giorno di gloria per Miss Pettigrew) piacevole che nella seconda parte risulta macchinoso e cala di ritmo, ma che si riprende e ha dei momenti azzeccati.
Spassoso, delicato, coinvolgente. Per una serata in completo relax.
Da vedere per curiosità. Consigliato.


Voto: ***





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domenica 11 dicembre 2016

Oliver Twist di Roman Polanski, rivisitazione di un classico cinematografico (e dickensiano, ovviamente). Cast in parte, belle suggestioni, probabilmente però manca di mordente (soprattutto nel finale)

Oggi vi voglio parlare di un film di qualche anno fa. Un film diretto da un grande regista, qui alle prese con un classico. Il risultato è buono, ma forse un po' privo di mordente.
Mi riferisco a Oliver Twist di Roman Polanski.
Ecco la recensione:





 
Oliver Twist di Roman Polanski del 2005. Con Barney Clark, Ben Kingsley, Jamie Foreman, Leanne Rowe, Harry Eden, Edward Hardwicke, Jeremy Swift, Mark Strong, Frances Cuka, Paul Brooke, Lewis Chase, Ophelia Lovibond, Chris Overton, Michael Heath, Gillian Hanna, Alun Armstrong, John Nettleton, Ian McNeice, Andy Linden, Patrick Godfrey. (125 min. ca.)
Altra versione del romanzo omonimo di Charles Dickens che vede protagonista il piccolo Oliver (Clark), prima sbattuto in un orfanotrofio nel quale verrà sfruttato e lasciato quasi a morire di fame. Scappato a Londra, troverà rifugio presso Fagin (Kingsley) un vecchio ladro-maestro che frutta, altrettanto, i bambini mandandoli a rubare per le strade. 










Film drammatico molto cupo che riesce a descrivere con suggestione l'ambiente malfamato e sporco londinese. 
Molto curato nella fotografia (ottimo l'uso delle luci naturali), dalle stupende scenografie, dai toni cinici e dallo humor nero (a tratti), ha un protagonista in parte e soprattutto un Ben Kingsley come sempre trasformista. Gli altri, per quanto adatti al ruolo, rimangono leggermente sottotono. 
Ed in effetti, nonostante la narrazione molto scorrevole e ben raccontata, sembra peccare leggermente di ritmo. Anzi, di mordente. Soprattutto nel finale, che, nonostante la suspense, arriva quasi senza colpo ferire. 
Un altro difetto è il non aver spiegato bene il motivo per cui il signor Brownlow voglia prendere Oliver con sé. Difetti che, straordinariamente, nel musical del 1968* diretto da Carol Reed non c'era, ma che anzi era entusiasmante, brioso, più completo (e a dirla tutta, anche visivamente più accattivante). Nonostante ciò rimane un film godibile, che non spinge troppo alla lacrima facile: ha una sua dignità. È un Polanski diverso, che forse non ha saputo sfruttare a pieno la sua solita "cattiveria". Comunque da vedere. Consigliato.

*Mia recensione
Voto: ***






Il trailer:








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