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venerdì 9 giugno 2017

Le regole del caos di Alan Rickman, film drammatico/sentimentale garbato e pacato, ma altresì piatto. Cast sprecato

Oggi vi voglio parlare di un film piuttosto recente. Un film diretto da un attore molto amato, scomparso purtroppo già da un anno e mezzo fa. È un'opera che ha avuto critiche piuttosto negative.
Mi riferisco a Le regole del caos di Alan Rickman.
Ecco la recensione:





Le regole del caos (A Little Chaos) di Alan Rickman del 2014. Con Kate Winslet, Matthias Schoenaerts, Alan Rickman, Helen McCrory, Stanley Tucci, Jennifer Ehle, Rupert Penry-Jones. (117 min. ca.)
1620. Sabine De Barra (Winslet), donna umile e dal passato doloroso, viene scelta come progettista del giardino del nuovo palazzo di Luigi XIV (Rickman) a Versailles. Entrerà nelle simpatie sia del Re che di André le Notre (Schoenaerts), colui che l'ha assunta per l'incarico. 





















Film drammatico/sentimentale molto pacato e delicato. Secondo lavoro (ed ultimo, ahimé) dell'attore Alan Rickman come regista. 
Tempi dilatati, bravi attori (su tutti Kate Winslet) e una storia, purtroppo, curiosa sì, ma prevedibile. Tutto si svolge senza sbavature, senza grandi colpi di scena o guizzi e non appassiona, non coinvolge mai veramente del tutto. 
Sono presenti due o tre momenti più intensi, con dei bei dialoghi, ma rimangono isolati e non sono completamente convincenti in ogni caso. 
Anche il finale rimane un po' troppo evanescente ed è altresì stucchevole, finto, non plausibile. 
Un vero peccato, dato che Rickman con L'ospite d'inverno aveva dimostrato di essere bravo dietro la macchina da presa. Questa invece è un'occasione sprecata (anche gli attori lo sono). 
Un film di maniera, piatto. Garbato e nulla più. 
Da vedere solo per curiosità. 


Voto: **1/2




Il trailer:








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lunedì 19 dicembre 2016

Julie & Julia di Nora Ephron, commedia biografica su una blogger diventata famosa dopo aver provato a rifare tutte le ricette tratte dal libro della famosa cuoca americana Julia Child. Storia poco interessante con Meryl Streep "macchietta" e una Amy Adams già molto incisiva

Oggi vi voglio parlare di un film di qualche anno fa ormai. Una commedia diretta da una brava sceneggiatrice (ma meno brava come regista) qui alle prese con due attrici molto in gamba (una era ancora agli inizi, ma già si faceva notare).
Mi riferisco a Julie & Julia di Nora Ephron.
Ecco la recensione:




 
Julie & Julia di Nora Ephron del 2009. Con Meryl Streep, Amy Adams, Stanley Tucci, Chris Messina, Linda Emond, Helen Carey, Mary Lynn Rajskub, Jane Lynch. (123 min. ca.)
Julie Powell (Adams), trentenne insoddisfatta aspirante scrittrice che si ritrova invece a lavorare in un call center durante le operazioni di ricostruzione del World Trade Center, decide, sotto la spinta del marito Eric (Messina), di aprire un blog di cucina rifacendo personalmente tutte le ricette proposte da Julia Child (Streep), cuoca e personaggio televisivo americano. Riuscirà ad avere il successo che merita. 
















Commedia biografica basata per l'appunto sui due libri della Powell e della Child. 
Inizialmente interessante per la struttura narrativa, dopo poco diventa piuttosto schematico, di poco respiro. Certo, era difficile raccontare due storie in una, calibrare i toni, passare dall'ambiente "sofisticato" e parigino di Julia a quello più spartano di Julie (quindi toni surreali ed eccentrici per la prima e più legati alla realtà per la seconda). 
Le due protagoniste sono bravissime. Stupisce Amy Adams, davvero espressiva. Ci mette tutto l'impegno possibile e si percepisce. La Streep è bravissima (scontato), ma caricaturale. Insipido Chris Messina. Simpatico (ma viene sfruttato poco) Stanley Tucci nei panni di Paul, il marito di Julia. Molte scene strappano il sorriso, altre sono forzatamente malinconiche e patetiche. 
Il ritmo è altalenante, a causa anche di una storia banale e poco interessante (come se la sottoscritta diventasse famosa con il suo blog parlando di un altrettanto personaggio famoso. Facciamoci due risate, va). 
Il risultato è un film carino, ma piatto, che non decolla mai veramente e che non soddisfa del tutto lo spettatore. (Piacevole la colonna sonora). 
Comunque da vedere per curiosità (in lingua originale, obbligatoriamente). Consigliato a metà. 


Voto: **1/2






Il trailer:







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venerdì 11 dicembre 2015

Big Night di Stanley Tucci e Campbell Scott, commedia gastronomica agrodolce realizzata con passione e un po' di ingenuità. Un divertissement piacevole con un bel cast

Oggi vi voglio parlare di un film di qualche anno fa. Una commedia praticamente sconosciuta, ma diretta con passione e con un bel cast.
Mi riferisco a Big Night di Stanley Tucci e Campbell Scott.
Ecco la recensione:





Big Night di Stanley Tucci e Campbell Scott del 1996. Con Tony Shalhoub, Stanley Tucci, Marc Anthony, Minnie Driver, Ian Holm, Isabella Rossellini, Campbell Scott, Allison Janney, Liev Schreiber. Anni '50. (107 min. ca.)
Primo (Shalhoub) e Secondo (Tucci), sono due fratelli italiani trasferitisi in America nell'East Cost. Hanno preso in gestione un ristorante molto creativo ma lontano dagli stereotipi del ristorante di fronte gestito da Pascal (Holm) e per questo non molto redditizio. Quando Secondo, in bancarotta, decide di chiedere un prestito proprio a Pascal, questi gli tende un tranello e gli promette di portargli Luis Prima. Lui e il fratello preparano un ricco banchetto, ma di Luis Prima nemmeno l'ombra. Così non avranno uno straccio di traino e perderanno anche tutti i soldi investiti nella serata. In più Secondo è diviso tra due donne: la "quasi" fidanzata Phyllis (Driver) e l'amante più matura - e amante anche di Pascal - Giovanna (Rossellini). 





















Commedia dolceamara, corroborante e sfiziosa che gioca e usa i cliché senza renderli irritanti. Gli attori parlano spesso italiano (è un piacere ascoltarli) e quando lo fanno la recitazione è un po' sopra le righe, le battute sono declamate. A parte questa piccola licenza, è girato bene, ha alcune scene molto incisive e piacevoli (il litigio sulla spiaggia, quella finale in un unico e lento piano sequenza in cui Tucci prepara omelette e si riappacifica con il fratello, la cena con piatti succulenti, musica e allegria). Ed è scritto altrettanto bene. Si sente l'impegno e la voglia di raccontare una storia in modo semplice. 
Il cast è perfetto: Stanley Tucci era anche allora un grande attore, Tony Shalhoub è bravo ad interpretare un italoamericano un po' goffo (ma senza troppe manie à la Detective Monk), Minnie Driver giovanissima ma sempre espressiva, Ian Holm impeccabile, Isabella Rossellini qui molto elegante, di classe e a suo agio. Campbell Scott si è riservato una piccola parte: interpreta Bob, l'insistente venditore d'auto. Ci sono anche una quasi sconosciuta - ma brava - Allison Janney e Marc Anthony nel ruolo del lavapiatti che mangia con gusto le uova di cui sopra. 
Un film non perfetto, ingenuotto e molto semplice, eppure non privo di un certo fascino e nostalgia retrò (complici le canzoni italiane - quasi tutte interpretate da Claudio Villa). 
Un divertissement che intrattiene e fa simpatia. 
Da vedere per curiosità. Consigliato.


Voto: ***






Il trailer:







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