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lunedì 25 maggio 2015

The Butler - Un maggiordomo alla Casa Bianca di Lee Daniels, film biografico/politico che racconta varie fasi della storia americana attraverso gli occhi del protagonista. Ben sviluppato, risulta però finto e patinato. Grande cast - con molti camei - sprecato

Oggi vi voglio parlare di un film recente. Interessante per la vicenda e i temi trattati ma non del tutto riuscito perché troppo patinato, finto.
Mi riferisco a The Butler - Un maggiordomo alla Casa Bianca di Lee Daniels.
Ecco la recensione:





The Butler - Un maggiordomo alla Casa Bianca (The Butler) di Lee Daniels del 2013. Con Forest Whitaker, Oprah Winfrey, David Oyelowo, Cuba Gooding Jr., Lenny Kravitz, John Cusack, Robin Williams, James Marsden, Alan Rickman, Liev Schreiber, Minka Kelly, Jane Fonda, Terrence Howard, Alex Pettyfer, Vanessa Redgrave, Jesse Williams, Elijah Kelly, Nelsan Ellis, Mariah Carey, Yaya DaCosta, Michael Rainey, David Banner, Clarence Williams III. (132 min. ca.)
La storia di Cecil Gaines, per oltre trent'anni maggiordomo alla Casa Bianca ma che ha avuto un vissuto doloroso. Da piccolo aveva lavorato nelle piantagioni del cotone e ha visto uccidere suo padre per mano del suo padrone e violentare sua madre dallo stesso. 





















Biografia tratta dall'articolo A Butler Well Served by This Election pubblicato sul Washington post che raccontava della vita di Eugene Allen (modificato qui). 
Molto romanzata, è un pretesto per raccontare la storia americana vista con gli occhi di quest'uomo di colore che diventa il portavoce, il narratore, ma soprattutto ripercorre le fasi - anche per via del figlio che combatteva attivamente - dei progressi nella società americana per la popolazione di colore e della strada ancora da percorrere nel resto del mondo, fino all'elezione di Obama come Presidente degli Stati Uniti. 
Ben sviluppato e con molti spunti di riflessione anche sulla guerra del Vietnam, pecca di retorica spicciola e risulta (per via del genere) didascalico, insofferente degli schemi e alla fine quanto mai autoreferenziale. Le motivazioni sono giuste ma è la messa in scena troppo patinata e finta a stridere con ciò che viene raccontato. 
Le scene violente sono molto limitate (scelta rispettabile), a parte quelle iniziali, tuttavia non è questo il punto: tutto sembra troppo perfetto e studiato a tavolino, come se venisse svolto un compito. E questo rovina per l'appunto le intenzioni e l'anima della pellicola. 
Uno dei punti forti è il cast ricchissimo: Forest Whitaker (qui dimagrito tantissimo) è come sempre impeccabile anche se un po' monoespressivo, Oprah Winfrey dimostra ancora una volta di essere una bravissima attrice, veramente espressiva e in parte. Peccato non abbia mai sfruttato a pieno questa sua dote. Gli altri fanno più dei camei. Divertente Jane Fonda nella parte di Nancy Reagan. 
Per il resto la regia di Daniels (già regista di Precious*) è piuttosto standard così come la fotografia. La colonna sonora ha qualche momento interessante con Dinah Washington, ecc... ma non è indimenticabile. Un film che sulla carta avrebbe avuto molte potenzialità ma che invece non è del tutto riuscito. Un'occasione sprecata. 
Da vedere per curiosità (mi raccomando, solo in lingua originale. Il doppiaggio è pessimo). Consigliato a metà.


*Mia recensione

Voto: **1/2






Il trailer:









Voi l'avete visto? Cosa ne pensate? 












Chiunque volesse prendere le recensioni citi questo blog. Riproduzione riservata

lunedì 14 aprile 2014

Hunger Games: la Ragazza di Fuoco, secondo capitolo della saga di Suzanne Collins questa volta diretto da Francis Lawrence con una più che mai fantastica Jennifer Lawrence come protagonista. Blockbusterone piacevole e riuscito

Buon inizio di settimana. Oggi voglio parlarvi del secondo capitolo della saga di Hunger Games*. Mi sto riferendo ovviamente a Hunger Games: la Ragazza di Fuoco diretto stavolta da Francis Lawrence.
Ecco la recensione:





Hunger Games: la Ragazza di Fuoco (Hunger Games: Catching Fire) di Francis Lawrence del 2013. Con Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, Elizabeth Banks, Donald Sutherland, Liam Hemsworth, Sam Claflin, Jena Malone, Stanley Tucci, Woody Harrelson, Philip Seymour Hoffman, Toby Jones, Willow Shields, Amanda Plummer, Jeffrey Wright, Lenny Kravitz, Lynn Cohen. (146 min. ca.)
Sequel del primo Hunger Games diretto da Gary Ross e tratto dal secondo libro di Suzanne Collins. Ritroviamo i nostri eroi Katniss (Lawrence) e Peeta (Hutcherson), i due tributi che hanno vinto i precedenti "Hunger Games", i quali stavolta sono stati obbligati dal Presedente Snow (Sutherland) a ripartecipare per un'edizione "della memoria": dovranno così sfidarsi con i vincitori delle passate edizioni in uno scenario suggestivo e ricco di trappole ed imprevisti. Katniss e Peeta poi dovranno dimostrare agli spettatori (ma anche a se stessi) di essere innamorati sul serio e non per strategia di gioco. Non fosse che lei sembra essere divisa fra Peeta e il suo "migliore amico" del Distretto 12 Gale (Hemsworth). 





  

Film interessante, forse più avventuroso e meno avveniristico del precedente ma diretto con molta più sapienza dal nuovo regista Lawrence (non è parente dell'attrice), con tecnologia IMAX e meno camera a spalla e inquadrature vorticose/instabili, è ovviamente una pellicola destinata ad un determinato tipo di target. Insomma, è palese che il triangolo Peeta-Katniss-Gale non sia messo lì a caso, però, nonostante tutto non disturba e non occupa più di tanto tempo. 
Piuttosto prolisso e un po' ripetitivo nella trama (ma è colpa della Collins a questo punto), riesce a raggirare questo difetto mediante scene piuttosto tese (la nebbia velenosa e la lotta con i babbuini nella foresta, di notte ne sono l'esempio). 
Recitato benissimo da tutti (e non è cosa di poco conto in questo genere di pellicole, nelle quali conta ben poco la performance attoriale. Ma qui abbiamo dei veri attori): la Lawrence è straordinaria, qui più che nel primo, di un'espressività assurda, riesce a far capire i sentimenti del suo personaggio con uno sguardo: è Katniss, non ci sono dubbi (ed ecco che ritorna il dilemma e cioè che con O. Russell sembra una macchietta mentre quando viene "domata" diventa assolutamente perfetta. La sua scena finale è qualcosa di eccezionale). In più è di una bellezza incredibile da mozzare il fiato. E' difficile non rimanerne affascinati. Aggiungiamoci anche il carisma e il gioco è fatto. Poi gli altri la seguono a ruota. Se Hutcherson questa volta mi è sembrato un po' al di sotto dell'altra volta anche se è sempre molto simpatico (una cosa innata anche per lui), la Banks mi ha convinto di più: il suo personaggio si è umanizzato e anche la sua interpretazione è migliorata. Menzione speciale per Philip Seymour Hoffman.



Bisogna ammettere dunque che, seppur con i suoi difetti, se non ci si lascia influenzare dalle critiche troppo entusiastiche (ma anche le critiche negative infondate e piene di pregiudizi), il film funziona, è godibile pur essendo un blockbusterone - o meglio, una macchina per far soldi - è una dignitosa pellicola d'avventura per ragazzi, paradossalmente (per i temi trattati) un po' disneyana. Forse qui si perde un po' il senso della satira sui reality (anche se rimane sempre nell'aria), ma è un buon intrattenimento, pieno di effetti speciali (non sempre così speciali). Per cui ha tutte le carte in tavola per piacere non soltanto ai ragazzini, ma anche ad un pubblico più vasto. Carina anche la colonna sonora (anche questa è una stranezza, se non una specie di miracolo). Da vedere per curiosità (rigorosamente in lingua originale: la voce della Lawrence è orribile, da ragazzina. E' necessario palesarlo che si tratta di un film per adolescenti?). 

*Mia recensione


Voto: *** 












Il trailer:




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