Salve a tutti. Vi voglio parlare di un film recente che è passato in sordina, purtroppo. Purtroppo perché il regista è Paul Dano.
Wildlife di Paul Dano, presentato al Sundance e allo scorso Festival
di Cannes, è un dramma intimista che rende bene il senso
dell'oppressione e del soffocamento (l'incendio che viene mostrato e di
cui si parla è un'azzeccata metafora).
Sguardo sui luoghi e il contesto,
sguardi e grandi primi piani sui protagonisti e sul protagonista (e
anche qui non è un caso che il ragazzo diventi fotografo e ritrattista)
che osserva la vicenda forse con un alito di speranza e che con la sua giovane età cerca di trovare un suo posto nonostante viva in quella che oggi viene chiamata "famiglia disfunzionale".
In questa prima prova del grande attore Paul Dano dietro la macchina da
presa ciò che si sente di più è proprio la regia. Sempre presente, con
scelte ben precise e talvolta anche inconsuete e curiose per come cerca
di raccontare questa storia. Storia che sa di già visto ed è basata
sul romanzo omonimo di Richard Ford, ma che è ben sceneggiata dalla
come sempre bravissima Zoe Kazan, compagna di Dano, e da quest'ultimo.
E se forse tutto sembra piatto e non si sa dove voglia andare a parare,
rimane quell'ultimo fotogramma a chiudere un'opera coerente e toccante.
Con tre ottimi attori. Carey Mulligan e Jake Gyllenhaal (che
figura anche tra i produttori) non hanno bisogno di presentazioni.
Soprattutto lei tra i due offre un'interpretazione così dolente e così
puntuale che lo spettatore arriva a pensare: "Ma non sbagli mai,
Mulligan?". Tuttavia la vera sorpresa è Ed Oxenbould, che si mette
totalmente nelle mani del regista e riesce a tirar fuori una prova di
misura con grande intelligenza ed espressività. Un Revolutionary Road (l'epoca è la stessa, tra l'altro) visto dalla parte di un figlio.
Non un capolavoro, ma un film delicato e realizzato con grande impegno.
Da vedere (in lingua originale) aspettandosi di uscire dalla visione con un senso di tristezza. È una pellicola che "lavora" e si insinua inconsciamente. Consigliatissimo.
Oggi vi voglio parlare di un film di un po' di anni fa ormai. Un film che ha avuto un bel successo, dato che ha ispirato un musical (portato in scena anche in Italia) e un remake.
Mi riferisco a Grasso è bello di John Walters.
Ecco la recensione:
Grasso è bello (Hairspray) di
John Waters del 1988. Con Sonny Bono, Ruth Brown, Divine, Deborah
Harry, Ricki Lake, Jerry Stiller, Colleen Fitzpatrick, Michael St.
Gerard, Leslie Ann Powers, Clayton Prince, Mink Stole, Shawn
Thompson, Ric Ocasek, Pia Zadora, Joann Havrilla, Josh Charles, John
Waters. (92 min. ca.)
Anni '60. Tracy Turnblad (Lake), giovane studentessa di
Baltimora un po' sovrappeso, vorrebbe partecipare al programma
televisivo "The Corny Collins Show" che va in onda su una
tv locale. Dato che è vicino a casa sua, decide di andarci di
persona con la sua amica Penny Pingleton (Powers). Incredibilmente
viene presa nel cast. Eppure dovrà scontrarsi con la preferita Amber
von Tussle (Fitzpatrick) e il razzismo che impedisce ai ragazzi di
colore di partecipare al programma.
Commedia musicale che ha ispirato
il musical teatrale prima e il film del 2007 - remake* - con John
Travolta nei panni della madre di Tracy (che qui è interpretata da
Divine).
Briosa, divertente, con una colonna sonora composta sia da
canzoni originali che dell'epoca in cui è ambientata.
Stupisce per
l'irriverenza che punge e arriva al dunque (molto più edulcorata nel
rifacimento), per i balletti e i vari numeri simpatici senza
risultare pesanti, per il ritmo sempre teso, l'assenza di lungaggini,
le scenografie e la fotografia con effetto vintage.
Il tutto unito a
una buona dose di kitsch sempre misurato, anche quando le cose
sembrano prendere la piega del cattivo gusto.
John Waters riesce a
sbeffeggiare la società del periodo, il bigottismo e si schiera
contro le "minoranze" con intelligenza (rappresenta i
"conservatori" - e perbenisti - come dei dementi, degli idioti).
Tutti gli
attori sono in parte e recitano volutamente sopra le righe.
Non il
solito film musicale (certo, deve piacere il genere, ma migliora
addirittura col passare dei minuti).
Da vedere. Consigliatissimo.
*Mia recensione
Voto: ***/***1/2
Il trailer:
Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?
Chiunque volesse prendere le recensioni citi questo blog. Riproduzione riservata
Adesso vi voglio parlare di un film recente che mi ha molto delusa. Avevo sentito e letto critiche negative: speravo si sbagliassero ed invece le confermo. A proposito di Davis dei Fratelli Coen.
Ecco la recensione:
A proposito di Davis (Inside Llewyn Davis) di Joel e
Ethan Coen del 2013. Con Oscar Isaac, Carey Mulligan, Justin
Timberlake, John Goodman, Garrett Hedlund, F. Murray Abraham, Ethan
Phillips, Robin Bartlett, Max Casella. (105 min. ca.)
1961. Storia dello sfortunato
cantante e musicista folk Llewyn Davis (Isaac), ispirata alla vita di
Dave Van Ronk, che bazzicava nella New York del Greenwich Village, il
quale, messo alle strette, tenta di cambiare la sua esistenza andando
rocambolescamente a Chicago per un provino con il produttore Bud
Grossman (Abraham). Gli andrà male anche quell'occasione e non potrà
neanche ritentare l'arruolamento in marina perché non se lo può
permettere (licenza perduta e pochi soldi in tasca).
Una serie di
eventi negativi (un po' come in A Serious Man) con un
gatto rosso che ricorre di frequente e lo accompagna nelle varie tappe, per un film che si svolge come una
canzone folk - come è stato
detto anche nel dietro le quinte - in maniera circolare dunque.
Peccato che però la
storia non sia interessante perché non è una biografia: le vicende
sono accadute davvero ma in modo diverso, con personaggi diversi. Lo
spettatore si trova quindi di fronte ad un ibrido. Un bell'ibrido,
costruito bene, girato benissimo (in pochi giorni, quarantadue) -
seppure abbia avuto un budget piuttosto limitato - ma alla fine vuoto
di contenuti e con un finale sbrigativo e poco realistico che stona
con il realismo che aveva avuto fino a poco prima.
La vita dura di un
artista, i casi della vita (altro elemento che ricorre nella
filmografia coeniana). Vita che boccia LLewys e promuove un giovane
che suona nello stesso locale (Bob Dylan). Non è sufficiente. Non
bastano i personaggi fuori dagli schemi e volutamente antipatici di
Goodman - che interpreta il musicista jazz Roland Turner - della
Mulligan (che interpreta la cantante del duo Jim - Timberlake - e
Jean, che è andata a letto con Llewys ed è anche rimasta incinta ma
non sa chi sia il padre) e in parte di Abraham. Tra l'altro, anche
questi vengono abbandonati a se stessi e non sappiamo che fine
faranno: non ci viene dato neanche un indizio.
Strano per i Coen, i
quali solitamente sono così minuziosi e precisini nella
sceneggiatura.
Di contro, Oscar Isaac è davvero in gamba nell'interpretare un
"signor nessuno": la sua faccia anonima e poco
caratteristica è perfetta così come lui è un musicista e cantante
convincente.
Gli altri fanno il loro senza grandi lodi (Goodman e
Abraham però sono sempre sopra la media). Molto, molto buona la
colonna sonora, bella la fotografia a tratti sbiadita (ottimo l'uso della luce).
E' una pellicola amara e malinconica. Si ride pochissimo, appena, delle disgrazie del protagonista (il
quale a volte risulta addirittura antipatico, per quanto lo si possa
capire perché esasperato).
E' senza dubbio il film minore dei due
fratelli. Le altre opere avevano sempre un loro perché pur essendo
bizzarre e fuori dagli schemi (anzi, diciamo che è proprio per
questo che avevano ragione di esistere). Qui la trama non è
avvincente, non si entra mai in empatia con nessuno (pur a volte,
ascoltando qualche canzone, ci si possa commuovere).
Spiace dirlo (la
sottoscritta ama i Coen: tutta la loro filmografia in pratica, a
parte quest'ultimo) ma è un film inutile. Bella ricostruzione
dell'ambiente newyorkese ma si percepisce una superficialità che rende poco
convincente tutto l'insieme e fa svanire la suggestione.
Non si può
dire neanche che sia noioso: è proprio scialbo. Un gran peccato.
Consigliato a metà (non c'entra l'essere amanti della musica folk.
La sottoscritta la ama eppure non ho apprezzato la pellicola in sè).
Voto: **1/2
Il trailer:
Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?
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