Oggi vi voglio parlare di un film di un po' di anni fa. Un film particolare, demenziale, non propriamente bello, ma divertente.
Mi riferisco a Tenacious D e il destino del rock di Liam Lynch.
Ecco la recensione:
Tenacious D e il destino del rock
(Tenacious D in The Pick of Destiny) di Liam Lynch del 2006. Con Jack Black, Kyle Gass, Jason Reed, Paul
F. Tompkins, Tim Robbins, Ben Stiller, Colin Hanks, Amy Poehler, John
C. Reilly, Dave Grohl, Ronnie James Dio, Troy Gentile, Meat Loaf, Amy
Adams, Cynthia Ettinger, Andrew Caldwell. (93 min. ca.)
JB (Black) scappa di casa e
mette su un duo di musica metal con uno spostato, KG (Gass).
Sarebbero anche bravi, ma non hanno l'ispirazione. Urge trovare il
Plettro del Destino, ovvero un dente di Satana che si è trasformato
in plettro ed è finito tra le mani dei più grandi rocker....
Commedia musicale grezza e sgangherata e biografia comica del vero
duo Tenacious D.
Effetti speciali grossolani, volgarità sparse,
umorismo demenziale, greve ma innocuo e genuino, con un Jack Black sempre
spassoso ed espressivo.
Un film che sembra provenire direttamente
dagli anni '80 e la cosa è più che gradita.
Poi ha ritmo, diverte
ed intrattiene senza grossi sforzi. La colonna è dei Tenacious D,
ovviamente.
Da vedere per curiosità (soprattutto per gli
appassionati di Jack Black cantante/musicista). Consigliato.
Voto: **1/2
Il trailer:
Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?
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Oggi vi voglio parlare di un film di un po' di anni fa ormai. Un film che ha avuto un bel successo, dato che ha ispirato un musical (portato in scena anche in Italia) e un remake.
Mi riferisco a Grasso è bello di John Walters.
Ecco la recensione:
Grasso è bello (Hairspray) di
John Waters del 1988. Con Sonny Bono, Ruth Brown, Divine, Deborah
Harry, Ricki Lake, Jerry Stiller, Colleen Fitzpatrick, Michael St.
Gerard, Leslie Ann Powers, Clayton Prince, Mink Stole, Shawn
Thompson, Ric Ocasek, Pia Zadora, Joann Havrilla, Josh Charles, John
Waters. (92 min. ca.)
Anni '60. Tracy Turnblad (Lake), giovane studentessa di
Baltimora un po' sovrappeso, vorrebbe partecipare al programma
televisivo "The Corny Collins Show" che va in onda su una
tv locale. Dato che è vicino a casa sua, decide di andarci di
persona con la sua amica Penny Pingleton (Powers). Incredibilmente
viene presa nel cast. Eppure dovrà scontrarsi con la preferita Amber
von Tussle (Fitzpatrick) e il razzismo che impedisce ai ragazzi di
colore di partecipare al programma.
Commedia musicale che ha ispirato
il musical teatrale prima e il film del 2007 - remake* - con John
Travolta nei panni della madre di Tracy (che qui è interpretata da
Divine).
Briosa, divertente, con una colonna sonora composta sia da
canzoni originali che dell'epoca in cui è ambientata.
Stupisce per
l'irriverenza che punge e arriva al dunque (molto più edulcorata nel
rifacimento), per i balletti e i vari numeri simpatici senza
risultare pesanti, per il ritmo sempre teso, l'assenza di lungaggini,
le scenografie e la fotografia con effetto vintage.
Il tutto unito a
una buona dose di kitsch sempre misurato, anche quando le cose
sembrano prendere la piega del cattivo gusto.
John Waters riesce a
sbeffeggiare la società del periodo, il bigottismo e si schiera
contro le "minoranze" con intelligenza (rappresenta i
"conservatori" - e perbenisti - come dei dementi, degli idioti).
Tutti gli
attori sono in parte e recitano volutamente sopra le righe.
Non il
solito film musicale (certo, deve piacere il genere, ma migliora
addirittura col passare dei minuti).
Da vedere. Consigliatissimo.
*Mia recensione
Voto: ***/***1/2
Il trailer:
Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?
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Oggi vi voglio parlare di un film in anteprima che ho visto oggi alla 73a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Il film di apertura di un regista molto interessante, con due attori protagonisti che fanno faville. Me ne sono innamorata perdutamente.
Mi riferisco a La La Land di Damien Chazelle.
Ecco la recensione:
La La Land di Damien Chazelle del 2016. Con Ryan Gosling, Emma Stone,
J. K. Simmons, Finn Wittrock, John Legeng, Rosemarie DeWitt, Jason
Fuchs, Sonoya Mizuno, Josh Pence. (126 min. ca.)
In una Los Angeles che all'apparenza
sembra perfetta, Mia Dolan (Stone) e Sebastian (Gosling) - lei barista
all'interno di uno studios ed aspirante attrice, lui pianista jazz - continuano ad incontrarsi casualmente. Scatta la scintilla dell'amore, ma
l'ambizione per il successo si metterà in mezzo alla loro relazione.
Omaggio sentito e
affettuoso al musical classico, ai registi e ai divi (Gene Kelly, Fred Astaire, Ginger Rogers) che l'hanno reso grande ed
immortale, nonché sua rivisitazione in chiave moderna.
In un CinemaScope
dalla fotografia sfavillante, che si fa subito ammirare. Divertente,
"dinamico", sognante, romantico (nel senso più nobile del termine), colorato (gli abiti sono intonati alle scenografie), con
tanta bella musica - soprattutto jazz (pane per i denti di Chazelle,
come si è potuto ben costatare nello splendido Whiplash*) -,
coreografie non troppo complicate, bensì godibili ed un pizzico, anzi,
più di uno, di malinconia.
In fondo si parla di inseguire i propri
sogni, di non mollare o accontentarsi (anche se poi, da un altro punto di vista...) e, specialmente, dei compromessi a
cui si deve scendere per riuscire a sfondare.
Ciò che stupisce - per
modo di dire, dato che già era un'evidente caratteristica anche nel
suddetto Whiplash, è la perfezione del montaggio che crea ritmo
(sincopato e con qualche momento più rilassato, esattamente come nel
jazz) e addirittura contribuisce alla riuscita delle piccole gag che qua
e là strappano più di un sorriso. Stesso scopo e funzione ha il suono
amplificato.
Il cast è fantastico. I due protagonisti sono tutto ciò che
ci si aspetta in una commedia (drammatica) musicale ed anche di più:
vanno oltre ogni aspettativa. Ritrovatisi dopo Crazy, Stupid, Love* e Gangster squad, la loro chimica è palese ed elettrizzante. La loro
gioia è contagiosa, il loro struggimento crea un piccolo dolore anche
allo spettatore. Perché sono in grado di regalare quelle emozioni anche
al pubblico, quasi violentemente.
Ryan Gosling è autoironico
interpretando il bello dal cuore d'oro, l'innamorato di una Emma Stone
in stato di grazia (la sua autoironia non è una novità). Espressiva -
senza abbondare di facce e moine. Tanto le basta sgranare gli occhi e ha
già fatto metà del lavoro -, appassionata, adorabile, di una simpatia
travolgente. Tutti e due ballano (i numeri sembrano congelare il tempo e sono irresistibili. Chi
non ha un paio di scarpe da tip tap come cambio nella borsa? Mia le
ha!), cantano (e suonano, nel caso di Gosling) in modo ineccepibile e,
cosa ancora più ammirevole, spontaneo. E la macchina da presa riesce a
cogliere ogni loro minima sfumatura. Da non scordare la sorta di cameo
di J. K. Simmons nei panni del boss cattivone di Sebastian: sempre in
parte e col piglio giusto.
Benché si perda in lungaggini, in ripetizioni - volute però -, la storia sia scarna, piena di cliché e sappia di già visto,
viene raccontata in maniera non banale, raggirando perfino nel finale
questo difetto. L'atmosfera, le belle scenografie, le ottime musiche
firmate Justin Hurwitz (più la presenza di John Legend, anche
produttore), le canzoni ("City of Stars" si fischietta già che è un piacere, "The Fools Who Dream" continua a rimbombare nella testa commovendo) fanno il resto.
Una pellicola leggera ma tecnicamente
complessa, fine, ricca di ispirazione e di gusto.
Un film che fa bene agli occhi, alla
mente, al cuore e al cinema (e i cinefili ne rimarranno affascinati, non
fosse per le continue citazioni, anche nei dialoghi, dei film della
vecchia Hollywood).
Da amare senza riserva e da vedere di corsa appena
uscirà nelle sale. Consigliatissimo.
(Farà incetta di Oscar. O perlomeno, c'è da augurarselo vivamente).
"Here's to the ones who dream, foolish as they may seem. Here's to the hearts that ache, here's to the mess we make".
"'Brindiamo a tutti i sognatori, ai poeti, ai musicisti, agli artisti''.
"Brindiamo ai sognatori, per quanto folli possano sembrare".
*Mie recensioni
Voto: ****
I meravigliosi trailer:
Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?
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