Visualizzazione post con etichetta murray abraham. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta murray abraham. Mostra tutti i post

lunedì 12 gennaio 2015

Grand Budapest Hotel di Wes Anderson, coloratissima e velocissima commedia farsesca con un cast eccezionale. Un gioiellino simpatico e originale

Oggi vi voglio parlare di un film recente molto orginale. A detta di tutti (o quasi) uno dei migliori del 2014 (vincitore giusto ieri del Golden Globe per la Miglior Commedia).
Mi riferisco a Grand Budapest Hotel di Wes Anderson.
Ecco la recensione:




Grand Budapest Hotel (The Grand Budapest Hotel) di Wes Anderson del 2014. Con Ralph Fiennes, Tony Revolori, Saoirse Ronan, Bill Murray, Edward Norton, F. Murray Abraham, Harvey Keitel, Jude Law, Tilda Swinton, Jason Schwartzman, Willem Dafoe, Léa Seydoux, Owen Wilson, Adrien Brody, Tom Wilkinson, Bob Balaban, Mathieu Amalric, Jeff Goldblum, Karl Markovics. (100 min. ca.)
Una ragazzina comincia a sfogliare un libro. Questo narra che nel 1968 uno scrittore (Law) fa la conoscenza di Zero Moustafa (Murray Abraham), un ex facchino ed ora proprietario per eredità del decadente Grand Budapest Hotel nella immaginaria Repubblica di Zubrowka dal suo "padrone" M. Gustave (Fiennes), che con lui ha condiviso un'avventura per "rubare" il dipinto "Ragazzo con mela" che in realtà era stato regalato proprio a M. Gustave dalla ricca Madam D. (Swinton). Ripercorreranno insieme la sua storia dal 1936. 

























Fantasiosa e coloratissima commedia alla Wes Anderson ispirata agli scritti di Stefan Sweig, qui ancora più bizzarra del solito. 
Surreale, teatrale, con personaggi bizzarrissimi e caricaturali e, come al solito, tanta, tanta cura nei particolari. Scenografie meravigliose con mobilio abbinato, tappezzerie varipinte e costumi di Milena Canonero. 
Il tutto non nasconde la finzione: è palese che per molte scene vengano adoperati modellini in miniatura ma non è certo un limite, anzi. È una pellicola straripante di creatività. 
Il cast è altrettanto magnifico e ricco. Da un Ralph Fiennes mai così bravo e autoironico, perfetto nel suo ruolo, a un giovanissimo attore quale Tony Revolori (Zero da giovane), simpatico, dalla faccia giusta e che, grazie alle battute secche, è irresistibile. Nel ruolo di cattivoni Willem Dafoe e Adrien Brody, in quello della stranissima Madam D. Tilda Swinton. Apparizione breve ma graditissima del sempre composto, flemmatico ma espressivissimo Bill Murray. Fantastico - ma non è una novità neanche nel suo caso - Jeff Goldblum nel ruolo del notaio Kovacs. 
Ciò che colpisce (e può risultate perfino estremo) è la velocità delle scene, il ritmo indiavolato scandito dalle musiche (di ispirazione balcanica) di Alexandre Desplat, la fotografia, le riprese in soggettiva. 
Un film veloce, brillante, simpaticissimo che porta lo spettatore in un mondo fiabesco ma che potrebbe spiazzarlo e dopo un po' annoiarlo una volta capito il gioco, proprio per l'essere così particolare e caratterizzato. 
Originale, realmente diverso dal solito, affascinante. 
Da vedere assolutamente. Consigliatissimo.


Voto: ***1/2










Il trailer:








Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?













Chiunque volesse prendere le recensioni citi questo blog. Riproduzione riservata

lunedì 7 luglio 2014

A proposito di Davis, ultimo deludente film dei Coen sulle scialbe vicende di un cantautore altrettanto scialbo. Si salvano la confezione e il lato tecnico (se vogliamo anche il protagonista Oscar Isaac e la colonna sonora): il resto è perdibile

Adesso vi voglio parlare di un film recente che mi ha molto delusa. Avevo sentito e letto critiche negative: speravo si sbagliassero ed invece le confermo.
A proposito di Davis dei Fratelli Coen.
Ecco la recensione:




A proposito di Davis (Inside Llewyn Davis) di Joel e Ethan Coen del 2013. Con Oscar Isaac, Carey Mulligan, Justin Timberlake, John Goodman, Garrett Hedlund, F. Murray Abraham, Ethan Phillips, Robin Bartlett, Max Casella. (105 min. ca.) 
1961. Storia dello sfortunato cantante e musicista folk Llewyn Davis (Isaac), ispirata alla vita di Dave Van Ronk, che bazzicava nella New York del Greenwich Village, il quale, messo alle strette, tenta di cambiare la sua esistenza andando rocambolescamente a Chicago per un provino con il produttore Bud Grossman (Abraham). Gli andrà male anche quell'occasione e non potrà neanche ritentare l'arruolamento in marina perché non se lo può permettere (licenza perduta e pochi soldi in tasca). 
























Una serie di eventi negativi (un po' come in A Serious Man) con un gatto rosso che ricorre di frequente e lo accompagna nelle varie tappe, per un film che si svolge come una canzone folk - come è stato detto anche nel dietro le quinte - in maniera circolare dunque. 
Peccato che però la storia non sia interessante perché non è una biografia: le vicende sono accadute davvero ma in modo diverso, con personaggi diversi. Lo spettatore si trova quindi di fronte ad un ibrido. Un bell'ibrido, costruito bene, girato benissimo (in pochi giorni, quarantadue) - seppure abbia avuto un budget piuttosto limitato - ma alla fine vuoto di contenuti e con un finale sbrigativo e poco realistico che stona con il realismo che aveva avuto fino a poco prima. 
La vita dura di un artista, i casi della vita (altro elemento che ricorre nella filmografia coeniana). Vita che boccia LLewys e promuove un giovane che suona nello stesso locale (Bob Dylan). Non è sufficiente. Non bastano i personaggi fuori dagli schemi e volutamente antipatici di Goodman - che interpreta il musicista jazz Roland Turner - della Mulligan (che interpreta la cantante del duo Jim - Timberlake - e Jean, che è andata a letto con Llewys ed è anche rimasta incinta ma non sa chi sia il padre) e in parte di Abraham. Tra l'altro, anche questi vengono abbandonati a se stessi e non sappiamo che fine faranno: non ci viene dato neanche un indizio. 
Strano per i Coen, i quali solitamente sono così minuziosi e precisini nella sceneggiatura. 
Di contro, Oscar Isaac è davvero in gamba nell'interpretare un "signor nessuno": la sua faccia anonima e poco caratteristica è perfetta così come lui è un musicista e cantante convincente. 
Gli altri fanno il loro senza grandi lodi (Goodman e Abraham però sono sempre sopra la media). Molto, molto buona la colonna sonora, bella la fotografia a tratti sbiadita (ottimo l'uso della luce). 
E' una pellicola amara e malinconica. Si ride pochissimo, appena, delle disgrazie del protagonista (il quale a volte risulta addirittura antipatico, per quanto lo si possa capire perché esasperato). 
E' senza dubbio il film minore dei due fratelli. Le altre opere avevano sempre un loro perché pur essendo bizzarre e fuori dagli schemi (anzi, diciamo che è proprio per questo che avevano ragione di esistere). Qui la trama non è avvincente, non si entra mai in empatia con nessuno (pur a volte, ascoltando qualche canzone, ci si possa commuovere). 
Spiace dirlo (la sottoscritta ama i Coen: tutta la loro filmografia in pratica, a parte quest'ultimo) ma è un film inutile. Bella ricostruzione dell'ambiente newyorkese ma si percepisce una superficialità che rende poco convincente tutto l'insieme e fa svanire la suggestione. 
Non si può dire neanche che sia noioso: è proprio scialbo. Un gran peccato. 
Consigliato a metà (non c'entra l'essere amanti della musica folk. La sottoscritta la ama eppure non ho apprezzato la pellicola in sè). 


Voto: **1/2





















Il trailer:







Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?










Chiunque volesse prendere le recensioni citi questo blog. Riproduzione riservata)