Oggi vi voglio parlare di un film di qualche anno fa. Un film thriller/horror interessante per il soggetto, molto meno registicamente parlando. Il protagonista è comunque bravissimo.
Mi riferisco a 1408 di Mikael Håfström.
Ecco la recensione [ATTENZIONE, immagini SPOILER]:
1408 di Mikael Håfström del
2007. Con John Cusack, Samuel L. Jackson, Mary McCormack, Jasmine
Jessica Anthony, Tony Shalhoub, Walter Lewis, Kim Thomson, Alexandra
Silber, Andrew Lee Potts, Len Cariou. (104 min. ca.)
Mike Enslin (Cusack) è uno
scrittore ed esperto di fenomeni paranormali (verso i quali è
scettico). Un giorno, dopo aver presentato il suo ultimo, deludente,
libro, Mike riceve una lettera dell'Hotel Dolphin di New York che lo
invita a non entrare nella stanza 1408. Lui la prende come una sfida
e ci entra anche contro il volere del direttore Gerald Olin
(Jackson), il quale gli racconta della fine tremenda di chi ci ha
soggiornato...
Thriller/horror basato su un racconto breve di Stephen
King che riesce a creare un clima teso e di suspense grazie alle
atmosfere e all'ambientazione peculiare.
John Cusack è il
protagonista assoluto e assolutamente in parte per quel suo piglio
ironico e da spaccone che lo caratterizza.
Sogno nel sogno (anzi,
nell'incubo), più realtà parallele e situazioni spesso telefonate e
prevedibili (anche il finale, uno dei tanti: esistono ben tre finali
alternativi) in un mix che crea angoscia e talvolta disturba.
Le
premesse fanno sperare in qualcosa di leggermente più incisivo.
D'altronde ormai, a circa dieci anni dalla sua uscita, si è visto di
meglio sul genere (ma anche prima, ammettiamolo) persino a livello di
serie tv.
Inoltre gli effetti speciali, seppur funzionali, appaiono
in alcuni punti difettosi smorzando così l'ansia dello spettatore,
facendo apparire meno credibile il tutto.
Un peccato, perché la
costruzione (si vede subito che il soggetto è di King) è
interessante. Forse si poteva osare di più (e una regia diversa
sicuramente sarebbe riuscita nell'intento), ma rimane un film
coinvolgente, mai prolisso o snervante, con parecchie scene riuscite
(da sobbalzo o indigeste, insomma) e un ottimo uso delle musiche.
Da
vedere per curiosità. Consigliato.
Voto: **1/2/***
Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?
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Oggi vi voglio parlare di un film di un po' di anni fa. Una commedia strampalata e ridicola con un cast sprecato.
Mi riferisco a Falso tracciato di Mike Newell.
Ecco la recensione:
Falso tracciato (Pushing Tin) di Mike Newell
del 1999. Con John Cusack, Billy Bob Thornton, Cate Blanchett,
Angelina Jolie, Jake Weber, Kurt Fuller, Vicki Lewis, Matt Ross, Mike
O'Malley, Mike Gordon. (124 min. ca.)
Nick Falzone (Cusack) lavora in una torre di
controllo e dirige con abilità il traffico aereo. L'arrivo di
Russell Bell (Thornton), un uomo enigmatico, bravissimo nel suo
lavoro e con una giovane moglie molto provocante, Mary (Jolie), lo
porterà quasi alla perdizione soprattutto quando cederà ad una
scappatella proprio con Mary ed al contempo inizierà ad aver paura
che Russell si intrattenga con la sua, di moglie, Connie (Blanchett).
Commedia strampalata che non sa che strada prendere.
Dopo un inizio
interessante ma già sconnesso e fallace, le situazioni si susseguono
stancamente.
Tutto è fintissimo, telefonato.
Gli attori sembrano
incapaci, recitano sopra le righe (e i quattro protagonisti sappiamo
bene di che stoffa sono realmente fatti, ma qui sono indifendibili.
La Blanchett farà anche simpatia però le battute che deve
pronunciare sono avvilenti).
Il finale canterino (con qualche parola
in italiano) di Cusack e la Blanchett è la ciliegina sulla torta
della tristezza infinita che provoca un film come questo.
Demenziale,
ridicolo, scritto e diretto senza criterio, imbarazzante in ogni
elemento (gli effetti speciali usati nella scena con Thornton e
Cusack che aspettano l'aereo sulla pista d'atterraggio sono
primordiali).
Un'oscenità. Sconsigliatissimo.
Voto: */*1/2
Il trailer:
Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?
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Oggi vi voglio parlare di un film recente, uscito nelle nostre sale un mesetto fa circa. Un film che racconta la vita di Brian Wilson, leader del gruppo Beach Boys. Non la solita biografia. Ben diretta e con un cast perfetto.
Mi riferisco a Love & Mercy di Bill Pohlad.
Ecco la recensione:
Love & Mercy di Bill Pohlad
del 2014. Con John Cusack, Paul Dano, Elizabeth Banks, Paul Giamatti,
Jake Abel, Kenny Wormald, Brett Davern, Graham Rogers, Erin Darke,
Bill Camp, Joanna Going, Nick Gehlfuss, Mark Linett, Johnny Sneed,
Teresa Cowles, Gary Griffin, Jeff Meacham, Diana-Maria Riva, Max
Schneider, Jeff Meacham, Carolyn Stotesbery, Erik Eidem, Morgan
Phillips, Tyson Ritter, Jeff Galfer, Jonathan Slavin, Oliver Pohlad.
(121 min. ca.)
La vita di Brian Wilson, leader, cantante, autore, e fondatore dei
Beach Boys, concentrandosi sul periodo di registrazione dell'album
pietra miliare Pet Sounds (tutto partorito dalla sua
mente e quasi un progetto da solista), nel 1967 dunque, e quello in
cui Wilson ormai è un uomo controllato a vista dal suo tutore legale
e terapeuta Eugene Landy (Giamatti), un uomo senza scrupoli che
approfitta del suo stato, imbottendolo anzi, di farmaci (anni '80).
La salvezza di Wilson sarà nelle mani di Melinda Ledbetter (Banks),
una venditrice di Cadillac che si innamorerà di lui e farà di tutto
per strapparlo dalle grinfie di Landy. Riuscendoci...
Film
biografico/musicale con la supervisione dello stesso Wilson (e della
moglie Melinda), perciò molto fedele al vero e accurato
storicamente.
Ben articolato, riesce a mescolare elementi romanzati,
drammaturgici, senza perdere in freschezza e sincerità: senza
rimanerne imbrigliato, dunque, come spesso succede con questo genere
di pellicole. Ottimi i continui salti temporali, con i flashback che
non pesano, ma anzi, sono molto intelligenti, anche grazie al
montaggio evocativo, che crea suggestione e, soprattutto nel finale,
accentua il climax.
Magnifiche la fotografia e le ricostruzioni degli
ambienti (che hanno sempre un enorme fascino vintage).
Un plauso
ovviamente va agli attori, semplicemente fenomenali. Il goffo e
succube del padre prima e del terapeuta poi, Brian Wilson, è
interpretato da due attori più che azzeccati: da giovane da un Paul
Dano espressivo e totalmente immerso nel personaggio. Fragile,
geniale, folle. Dano come sempre offre una performance disinvolta nei
vari passaggi emotivi e psicologici, con mille sfumature senza
diventare mai una macchietta o uno stereotipo. E canta anche
(accompagnandosi al piano accenna la prova di God Only Knows).
Altrettanto bravo è stato John Cusack (un po' tiratino) che lo
interpreta nel suo più difficile periodo della sua esistenza. Una
prova sentita anche per lui, forse una delle sue migliori in
assoluto. Dimessa, misurata e amorevole: Elizabeth Banks è stata una
bella scelta per il ruolo di Melinda. Una donna semplice ma
determinata, che non si è fatta piegare dalle "regole" del
folle Landy, né si è lasciaya spaventare dallo stato psicologico di
Wilson: lo amava e ha cercato di proteggerlo come e più che poteva.
Lei riesce ad essere molto espressiva, mai patetica. Paul Giamatti è
brillante nel ruolo di Landy: detestabile, irritante. Gli altri sono
tutti un buon supporto.
Un film girato benissimo e tanto voluto dal
regista Pohlad (il quale di solito è un produttore e nulla più). Si
sente l'impegno, la voglia di raccontare la storia di questo grande
genio della musica pop/rock, facendone un ritratto realistico e non
banale.
La storia d'amore inoltre è tenera, molto dolce e,
fortunatamente, non stucchevole (il rischio c'era). E soprattutto -
come accennato - non rimane incastrato negli schemi della biografia,
risultando invece molto ritmato e mai prolisso o pesante nonostante
la durata.
La colonna sonora fantastica fa il resto (si possono
sentire, oltre ai vari frammenti dei brani dei Beach Boys o di Brian
Wilson - il titolo del film riprende quello della canzone che apre il
suo album da solista, "Brian Wilson" per l'appunto -, anche Night in White Satin dei Moody Blues e You Don't
Have To Say You Love Me interpretata da Dusty Springfield e
cover del pezzo composto dal nostro Pino Donaggio Io che non
vivo (senza te) ed eseguita con enorme successo in tutto il
mondo. Anche da Elvis).
Davvero piacevole, delicato. Non la solita
lagna biografica strappalacrime. (Potrebbe ricordare Walk the Line* sulla
vita di Johnny Cash).
Da vedere assolutamente. Consigliatissimo.
*Mia recensione
Voto: ***1/2
Il trailer:
Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?
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