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venerdì 27 maggio 2016

Falso tracciato di Mike Newell, commedia stampalata e demenziale ai limiti del ridicolo. Gli attori - sprecatissimi - qui sembrano perfino incapaci

Oggi vi voglio parlare di un film di un po' di anni fa. Una commedia strampalata e ridicola con un cast sprecato.
Mi riferisco a Falso tracciato di Mike Newell.
Ecco la recensione:





Falso tracciato (Pushing Tin) di Mike Newell del 1999. Con John Cusack, Billy Bob Thornton, Cate Blanchett, Angelina Jolie, Jake Weber, Kurt Fuller, Vicki Lewis, Matt Ross, Mike O'Malley, Mike Gordon. (124 min. ca.)
Nick Falzone (Cusack) lavora in una torre di controllo e dirige con abilità il traffico aereo. L'arrivo di Russell Bell (Thornton), un uomo enigmatico, bravissimo nel suo lavoro e con una giovane moglie molto provocante, Mary (Jolie), lo porterà quasi alla perdizione soprattutto quando cederà ad una scappatella proprio con Mary ed al contempo inizierà ad aver paura che Russell si intrattenga con la sua, di moglie, Connie (Blanchett). 









Commedia strampalata che non sa che strada prendere. 
Dopo un inizio interessante ma già sconnesso e fallace, le situazioni si susseguono stancamente. 
Tutto è fintissimo, telefonato. 
Gli attori sembrano incapaci, recitano sopra le righe (e i quattro protagonisti sappiamo bene di che stoffa sono realmente fatti, ma qui sono indifendibili. La Blanchett farà anche simpatia però le battute che deve pronunciare sono avvilenti). 
Il finale canterino (con qualche parola in italiano) di Cusack e la Blanchett è la ciliegina sulla torta della tristezza infinita che provoca un film come questo. 
Demenziale, ridicolo, scritto e diretto senza criterio, imbarazzante in ogni elemento (gli effetti speciali usati nella scena con Thornton e Cusack che aspettano l'aereo sulla pista d'atterraggio sono primordiali). 
Un'oscenità. Sconsigliatissimo.


Voto: */*1/2





Il trailer:








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domenica 10 aprile 2016

Bandits di Barry Levinson, commedia d'azione simpatica ma piena di difetti sorretta da un trio di attori (Bruce Willis, Billy Bob Thornton, Cate Blanchett) che funziona

Oggi vi voglio parlare di un film di un po' di anni fa ormai. Una commedia divertente, ma non del tutto riuscita per la fattura troppo "grezza".
Mi riferisco a Bandits di Barry Levinson.
Ecco la recensione:





Bandits di Barry Levinson del 2001. Con Bruce Willis, Billy Bob Thornton, Cate Blanchett, Troy Garity, Brian F. O'Byrne, Stacey Travis, Bobby Slayton, January Jones, Peggy Miley, William Converse-Roberts. Richard Riehle, Micole Mercurio. (123 min. ca.)
Joe Blake (Willis) e Terry Collins (Thornton) sono due rapinatori di banche famosi per la strategia messa in atto (rapire il padrone della banca il giorno prima) e per non essere mai violenti. Risultano rimasti uccisi dopo l'ultimo colpo. La tv trasmette un'intervista esclusiva (con l'intervistatore ostaggio in casa propria) in cui i due parlano su come una donna, Kate (Blanchett), piombata per caso nelle loro vite, sia la causa della loro disfatta. 
























Commedia d'azione/poliziesco divertente ma molto alla buona con due improbabili delinquenti che si fanno mettere K.O. da una donna più confusa e stramba di loro.
Il ritmo non è sempre costante, i dialoghi sono poco curati, anche i vari flashback e flashforward sembrano non funzionare. Almeno all'inizio.
Insomma, il meccanismo fa fatica ad ingranare, sbloccandosi dopo la prima mezz'ora e da lì in effetti tutto diventa più scorrevole e simpatico.
C'è da dire che il trio funziona perfettamente. Bruce Willis macho innocuo e rude è in parte, sempre molto autoironico. Però, come si può ben immaginare, Billy Bob Thornton lo supera di gran lunga: il personaggio del rapinatore pieno di tic e soprattutto ipocondriaco, è irresistibile e, benché sopra le righe e quasi una macchietta, non stanca. Tuttavia, l'arrivo in scena di Cate Blanchett è come un uragano. Esattamente come il suo personaggio apparentemente da svampita. Lei è l'elemento chiave della storia: una "pupa", una spalla, un ostaggio con la Sindrome di Stoccolma, donna annoiata dalla piatta vita coniugale. Affascinante, carismatica, espressiva, la Blanchett qui dimostra (per la prima volta all'epoca), di avere una vena comica spiccata. Sono molteplici i suoi momenti memorabili (il ballo in cucina sulle note di I Need a Hero o la corsa in automobile con Total Eclipse of the Heart di Bonnie Tyler. Oppure ancora i vari battibecchi con i due, il ballo al bar). Il merito è della sceneggiatura solo in parte, perché data in mano ad un'altra non avrebbe ottenuto lo stesso risultato: è così magnetica che non si può staccarle gli occhi di dosso. Ottima, ruba - come al solito - la scena agli altri. Bravi anche gli attori di supporto: è presente, nel ruolo della donna del "palo", una giovanissima January Jones (la Betty Draper di Mad Men).
Un film assolutamente non perfetto, con una regia deboluccia che avrebbe dovuto dirigere con più polso e stile una storia tutto sommato coinvolgente e accattivante.
Certo, il finale a sorpresa come asso nella manica è validissimo, ma non riesce a togliere quel senso di pressapochismo che si avverte per l'intera durata.
Un peccato, poiché gli elementi c'erano tutti. (Questa faciloneria la si può notare anche nella scelta dei brani della colonna sonora: oltre alla sopracitata Bonnie Tyler si sentono quasi tutte le hit del momento. Per carità, gli U2 e Mark Knopfler - per dire due nomi - sono fantastici, ma sembra quasi che si sia voluto evitare uno sforzo di ricerca).
Comunque è piacevole, si ridacchia spesso e alcune scene paiono "quasi" originali.
Per una serata in totale relax.
Da vedere. Consigliato (a metà).


Voto: **1/2






Il trailer:



Scena in cucina:






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lunedì 29 giugno 2015

Soldi sporchi di Sam Raimi, thriller grottesco ben scritto e diretto, con atmosfere e ambientazioni suggestive. Bravissimo Billy Bob Thornton

Oggi vi voglio parlare di un film di parecchi anni fa. Un film thriller (e drammatico) diretto e scritto benissimo, con ottimi personaggi.
Mi riferisco a Soldi sporchi di Sam Raimi.
Ecco la recensione:





Soldi sporchi (A Simple Plan) di Sam Raimi del 1998. Con Bill Paxton, Bridget Fonda, Billy Bob Thornton, Brent Briscoe, Jack Walsh, Chelcie Ross, Becky Ann Baker, Gary Cole, Bob Davis, Peter Syvertsen. (121 min. ca.)
Hank (Paxton) e Jacob (Thornton) Mitchell, due fratelli, insieme al loro amico Lou (Briscoe), camminano in mezzo ad un campo coperto dalla neve per cercare di uccidere una volpe ma si trovano davanti ad un aereo precipitato all'interno del quale è presente una borsa con dentro quattro milioni di dollari. Dopo averci pensato bene, decidono di non denunciare il fatto alla polizia, ma di dividersi la somma. L'incaricato a tenerli temporaneamente è Hank, che, nel caso le cose andassero male, dovrà essere pronto a bruciarli. Hank coinvolge anche la moglie Sarah (Fonda). Quest'ultima dà loro dei consigli e scopre personalmente - lavorando in biblioteca - che quei soldi non sono "sporchi" ma sarebbero stati il riscatto per una persona rapita. Le cose non andranno come previsto e scateneranno una serie di omicidi fatti passare per incidenti... 
















Tratto dal romanzo Un piano semplice di Scott B. Smith (ed in effeti il titolo originale è A Simple Plan), è un thriller con una spruzzata di grottesco. 
Simile per le dinamiche, lo stile, i personaggi e l'ambientazione a Fargo* dei Fratelli Coen (di due anni prima tra l'altro, segno che si è voluto cavalcare l'onda del genere, a ragione, visto il risultato), ha una trama più complessa, l'umorismo c'è ma è più cinismo. Si sorride qualche volta ma è tutto molto più drammatico, meno divertissement e meno commedia. 
La vicenda è costituita da il rapporto causa-effetto ed è perfettamente sceneneggiata. E il fratello "scemo" e sfortunato di Hank, interpretato magnificamente, come al solito, da un Billy Bob Thornton non ancora famosissimo, è un personaggio triste, malinconico e senza speranza. Bravi gli attori, dunque. Forse il migliore è proprio Thornton, seguito da Bill Paxton con quello sguardo perennemente smarrito e preoccupato. Bridget Fonda è piuttosto naturale, non proprio incisiva. È interessante invece il ruolo: piccolo ma importante al fine della storia. 
La regia è ottima perché riesce a mescolare vari generi e a mantenere il ritmo costantemente teso. Sparatorie, sangue, intrighi (non così inverosimili) ed un finale che spiazza e convince perché coerente. (La colonna sonora di Danny Elfman non è memorabile come quella di Carter Burwell). 
Un film di intrattenimento intelligente. 
Da vedere assolutamente. Consigliatissimo. 

*Mia recensione
Voto: ***1/2






Il trailer:










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