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martedì 16 settembre 2014

Harry a pezzi di Woody Allen, commedia che tratta temi seriosi con intelligenza e simpatia (alcune battute sono memorabili). Trovate registiche originali, parecchi déjà vu e un cast ricchissimo per un film piacevole (con una vena malinconica)

Oggi voglio parlarvi di un film di anni fa piuttosto famoso ma non il più famoso di un regista famoso. Mi seguite? :D E' una commedia intelligente e ben realizzata, con molte battute riuscitissime.
Mi riferisco a Harry a pezzi di Woody Allen.
Ecco la recensione:




Harry a pezzi (Deconstructing Harry) di Woody Allen del 1997. Con Woody Allen, Richard Benjamin, Kirstie Alley, Billy Crystal, Judy Davis, Bob Balaban, Elisabeth Shue, Tobey Maguire, Jennifer Garner, Paul Giamatti, Stanley Tucci, Julia Louis-Dreyfus, Mariel Hemingway, Robin Williams, Hazelle Goodman, Eric Bogosian, Demi Moore, Caroline Aaron, Eric Lloyd, Amy Irving, Viola Harris, Shifra Lerer. (96 min. ca.)
Harry (Allen) è un famoso scrittore in crisi che deve superare anche lo shock per l'imminente matrimonio di una sua giovane ex (Shue) con il suo migliore amico Larry (Crystal). Ma proprio in quei giorni è ospite all'Università dalla quale era stato espulso che ora vuole rendergli onore. Harry comincia ad essere intimorito, dubbioso e perde il controllo della situazione commettendo atti affrettati. Inizierà ad avere delle visioni sui personaggi da lui stesso creati sulla base delle sue esperienze, fatti personali (tutti i familiari - e le ex - sono infuriati per essere stati descritti chiaramente nei romanzi). Alla fine riconoscerà di essere un genio nel campo artistico quanto un fallimento nella vita reale. 
























Interessante mix di generi con temi cari ad Allen che ritornano in altre forme (Bergman viene citato più volte): anche alcune battute sono riciclate da altri suoi film. E' tutto una specie di déjà vu molto ben orchestrato e divertente. Allen si prende molto in giro e si permette di scherzare su argomenti serissimi e delicati con il cinismo che lo caratterizza. 
Buonissima la sceneggiatura, montaggio frammentario particolare. 
Simpatico l'espediente del "fuori fuoco" per sottolineare il malessere di Harry e di Mel (Williams), uno dei personaggi del suo libro. 
Tutti gli attori sono in parte, bravissimi ma una menzione speciale va a Kirstie Alley che interpreta la sua ex moglie, analista con un cedimento di nervi quando viene a sapere che Harry ha una storia con una sua paziente. Le sue scene piene di parolacce e insulti vari nei confronti del marito durante una seduta sono fra le più divertenti della pellicola. 
Molto creativo, intellettuale, con una spiccata vena malinconica e senza peli sulla lingua è un film piacevole e realizzato benissimo. 
Da vedere assolutamente. Consigliato. 


Voto: ***/***1/2








Il trailer:








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sabato 9 agosto 2014

Il prezzo della libertà di Tim Robbins, film bizzarro e coraggioso su una compagnia teatrale che sfida il divieto di rappresentazione per presunta propaganda comunista. Cast ricchissimo

Oggi voglio parlarvi di un film un po' controverso e particolare.
Mi riferisco a Il prezzo della libertà di Tim Robbins.
Ecco la recensione:





Il prezzo della libertà (Cradle Will Rock) di Tim Robbins del 1999. Con Hank Azaria, Rubén Blades, Joan Cusack, John Cusack, Cary Elwes, Philip Baker Hall, Cherry Jones, Angus Macfadyen, Bill Murray, Carrie Preston, Vanessa Redgrave, Susan Sarandon, Jamey Sheridan, John Turturro, Barbara Sukowa: Sophie Silvano, Emily Watson, Bob Balaban, Jack Black, Kyle Gass, Paul Giamatti, Karen Lynn Gorney. (100 min. ca.)
A New York, negli anni '30, durante la Grande Depressione, una compagnia piuttosto improvvisata diretta da Orson Welles cercherà in tutti i modi di mettere in scena Cradle Will Rock, un'operetta innovativa di Marc Blitzstein con riferimenti espliciti al Comunismo. 














Film metateatrale con personaggi esistiti realmente (Nelson Rockefeller, Diego Rivera, Margherita Sarfatti, Welles...) e altre vicende inventate. 
Intelligente, sarcastico, brioso anche nella ricostruzione storica, con molte trovate. 
Il ricchissimo cast si divide quasi equamente le parti. La recitazione volutamente sopra le righe (vedasi Angus Macfayden che interpreta Orson Welles). 
Ogni tanto risulta troppo concitato, le scene durano poco e non approfondiscono del tutto i personaggi. Però rimane un lavoro particolare, simpatico e coraggioso. 
Ha avuto tagli di censura, è stato mal distribuito, non è stato molto ben visto nell'ambiente per i temi trattati: deve essere visto proprio per questo motivo. 
Non un capolavoro ma singolare e piacevole dal finale suggestivo con la rappresentazione della pièce (musicale) incuranti del divieto. 
Da vedere per curiosità. Consigliato. 


Voto: ***







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mercoledì 25 giugno 2014

Le idi di marzo di George Clooney, film sulla politica con molta classe, coerente e senza sbavature. Ottimo il cast

Oggi vi voglio parlare di un film piuttosto recente diretto da un attore famosissimo. Una pellicola che parla di politica e racconta una storia comune americana ma che può benissimo essere universale.
Mi sto riferendo a Le idi di marzo di George Clooney.
Ecco la recensione:




Le idi di marzo (The Ides of March) di George Clooney del 2008. Con Ryan Gosling, George Clooney, Philip Seymour Hoffman, Paul Giamatti, Evan Rachel Wood, Marisa Tomei, Jeffrey Wright, Max Minghella, Jennifer Ehle, Gregory Itzin. (98 min. ca.)
Stephen Meyers (Gosling) è un addetto stampa per la campagna elettorale del governatore della Pennsylvania Mike Morris e candidato per il Partito Democratico alla presidenza degli Stati Uniti (Clooney). Nel momento in cui lo "tradisce" parlando con Tom Duffy (Giamatti) - l'organizzatore della campagna del rivale di Morris, Pullman -, la sua carriera e la sua reputazione cadranno a pezzi. Ma solo per un attimo: ha in mano un ricatto che può valere l'incarico del suo capo. 





















Interessante film tratto da un lavoro teatrale di Beau Willimon Farragut North e sceneggiato in primis da Clooney, che pur parlando di un fatto specifico riesce ad essere universale: intrighi, alleanze, strategie, incoerenze di valori, errori gravissimi che vengono nascosti sotto il tappeto per non aver un ritorno negativo, rapporti che finiscono male, vicende personali che si intersecano e possono danneggiare i candidati. Situazioni che succedono sempre, continuamente, in tutto il mondo. Inoltre si critica in questo caso una parte politica che dovrebbe avere una certa etica ma che alla fin fine interessa solo arrivare in alto ed essere votata. 
George Clooney ha polso, sa dirigere il gruppo di attori (Gosling però è come al solito monoespressivo, bravissimo Giamatti, impeccabile Hoffman. Carina la Wood e sempre in parte la Tomei) - compreso se stesso - con equilibrio, misura. 
Ecco, potrebbe apparire come una pellicola fredda, invece è semplicemente molto coerente e senza sbavature. Dal ritmo molto lento ma senza lungaggini (ottimo il montaggio), con la colonna sonora incalzante e riconoscibile di Alexandre Desplat, è un film intelligente che non dice niente di nuovo, è vero, ma lo dice con classe. Non un capolavoro, non originale, ma ben realizzato. 
Da vedere per curiosità. 


Voto: ***














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