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lunedì 2 novembre 2015

Fearless - Senza paura di Peter Weir, dramma psicologico ad altissima tensione. Qualche momento eccessivo e telefonato ma riesce nel suo intento. Con un Jeff Bridges eccezionale

Oggi vi voglio parlare di un film di parecchi anni fa. Un film drammatico diretto da un bravo regista e con un bel cast.
Mi riferisco a Fearless - Senza paura di Peter Weir.
Ecco la recensione:





Fearless - Senza paura (Fearless) di Peter Weir del 1993. Con Jeff Bridges, Isabella Rossellini, Rosie Perez, Tom Hulce, John Turturro, Benicio del Toro, John de Lancie, Steven Culp. (122 min. ca.)
Max Klein (Bridges) sposato con Laura (Rossellini) e padre di un ragazzino, è superstite di un incidente aereo che ha causato la morte anche del suo socio Jeff (de Lancie). Viene considerato subito un eroe, dato che ha portato in salvo alcune persone conducendole fuori dall'abitacolo distrutto e in fiamme. Lui stesso appare strano, si crede immortale, una specie di Dio. Inoltre fa la conoscenza di Carla (Perez), una donna depressa che nel disastro ha perso il figlioletto. Tutti questi fatti incrineranno il matrimonio, metteranno a repentaglio la vita familiare e la sua stessa vita. 
























Tratto dal romanzo omonimo di Rafael Yglesias, è un dramma psicologico che ben descrive la sindrome da stress post traumatico. Con un sottofondo dall'inizio alla fine di inquietudine con venature di sovrannaturale, è angosciante e ansiogeno da far star male. 
La ricostruzione perfetta dell'incidente che sia il Max che Carla continuano a rivedere davanti agli occhi è disturbante (effetti speciali incredibili). 
È un vero e proprio incubo di questo uomo che ha salvato gli altri, ma non riesce a salvare se stesso, non ce la fa a ritornare ad una vita normale. In questo Jeff Bridges è stato straordinario. Allucinato, credibile: sembra realmente in balia di uno shock permanente. Ed ha ottime spalle: Rosie Perez è totalmente entrata nel ruolo (non stupisce la sua nomination all'Oscar). Affranta, totalmente distrutta e dipendente da questo uomo che è impazzito ma che la sta aiutando a ricominciare a vivere. Isabella Rossellini interpreta una moglie di carattere. Anche qui come altrove dimostra di saper recitare splendidamente se diretta bene (e in alcune inquadrature è paurosamente identica alla madre), è convincente dà molte sfumature ad un personaggio interessante ma lì per lì poco presente in scena (ma che si riprende alla fine). Tom Hulce è efficace nel ruolo dell'avvocato petulante. Turturro fa ben poco, ma è sempre un piacere ritrovarlo. Così come Benicio del Toro in uno dei suoi primi lavori. 
In alcuni punti qualcosa stona. I dialoghi non sembrano molto curati, anzi, scialbi. 
E molte volte risulta eccessivo, sopra le righe. 
Anche il finale sembra esagerato, telefonato. Eppure affascina, coinvolge, stupisce. 
Tante però le scene memorabili: dalle già citate a quella di Bridges sul cornicione del palazzo, ecc... È un film che crea la tensione dal nulla, dall'ordinario (un classico per Weir, che gioca sempre su quello. Ed anche sul ruolo della fede, di qualcosa di ultraterreno, spirituale che non si vede ma si percepisce. Da ricordare il cult Picnic ad Hanging Rock*), sa come tenere il ritmo, sa come dire le cose, con soluzioni visive impeccabili. 
Non sarà la sua opera migliore, ma è comunque godibile e ambigua al punto giusto. Ottima la colonna sonora molto insistente - in senso positivo. Sottolinea a meraviglia i momenti clou, fondamentali - di Maurice Jarre. 
Sottovalutato.
Da vedere. Consigliatissimo.

*Mia recensione
Voto: ***/***1/2 






Il trailer:







Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?









  

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sabato 9 agosto 2014

Il prezzo della libertà di Tim Robbins, film bizzarro e coraggioso su una compagnia teatrale che sfida il divieto di rappresentazione per presunta propaganda comunista. Cast ricchissimo

Oggi voglio parlarvi di un film un po' controverso e particolare.
Mi riferisco a Il prezzo della libertà di Tim Robbins.
Ecco la recensione:





Il prezzo della libertà (Cradle Will Rock) di Tim Robbins del 1999. Con Hank Azaria, Rubén Blades, Joan Cusack, John Cusack, Cary Elwes, Philip Baker Hall, Cherry Jones, Angus Macfadyen, Bill Murray, Carrie Preston, Vanessa Redgrave, Susan Sarandon, Jamey Sheridan, John Turturro, Barbara Sukowa: Sophie Silvano, Emily Watson, Bob Balaban, Jack Black, Kyle Gass, Paul Giamatti, Karen Lynn Gorney. (100 min. ca.)
A New York, negli anni '30, durante la Grande Depressione, una compagnia piuttosto improvvisata diretta da Orson Welles cercherà in tutti i modi di mettere in scena Cradle Will Rock, un'operetta innovativa di Marc Blitzstein con riferimenti espliciti al Comunismo. 














Film metateatrale con personaggi esistiti realmente (Nelson Rockefeller, Diego Rivera, Margherita Sarfatti, Welles...) e altre vicende inventate. 
Intelligente, sarcastico, brioso anche nella ricostruzione storica, con molte trovate. 
Il ricchissimo cast si divide quasi equamente le parti. La recitazione volutamente sopra le righe (vedasi Angus Macfayden che interpreta Orson Welles). 
Ogni tanto risulta troppo concitato, le scene durano poco e non approfondiscono del tutto i personaggi. Però rimane un lavoro particolare, simpatico e coraggioso. 
Ha avuto tagli di censura, è stato mal distribuito, non è stato molto ben visto nell'ambiente per i temi trattati: deve essere visto proprio per questo motivo. 
Non un capolavoro ma singolare e piacevole dal finale suggestivo con la rappresentazione della pièce (musicale) incuranti del divieto. 
Da vedere per curiosità. Consigliato. 


Voto: ***







Il trailer:









Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?












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