Oggi vi voglio parlare di un film di un po' di anni fa ormai. Un film molto particolare e anche molto amato. Con un grande attore come protagonista.
Mi riferisco a K-Pax - Da un altro mondo di Iain
Softley.
Ecco la recensione:
K-Pax - Da un altro mondo (K-Pax) di Iain
Softley del 2001. Con Kevin Spacey, Jeff Bridges, Mary McCormack,
Alfre Woodard, Celia Weston. (121 min. ca.)
Un uomo (Spacey) viene portato dalla
stazione in una clinica psichiatrica poiché sembra essere in preda a
confusione mentale: asserisce di chiamarsi Prot e di venire da K-Pax,
un pianeta in cui si vive bene, senza regole (non servono). Il dottor
Mark Powell (Bridges) vuole capirci di più e piano piano non solo
comincia a prendersi sempre più a cuore Prot, ma inizia anche a
crederci.
Dramma fantastico tratto dal romanzo omonimo di Gene
Brewer.
Molto affascinante e ben costruito, riesce nell'intento di
creare il dubbio, anche nello spettatore, che il protagonista non sia
un pazzo, un traumatizzato, bensì realmente un "alieno"
anomalo.
Poi ci sono ovviamente le interpretazioni magistrali di un
Kevin Spacey sempre molto istrionico e in parte (la sua espressione
svagata è impagabile) e di Jeff Bridges a fare il resto.
La trama è
semplice, per l'appunto, ma riesce a far centro quando parla
evidentemente delle carenze della nostra società e Prot fa ravvedere
e guarire chi gli sta attorno.
Certo, a volte si cade in colpi bassi,
in un certo buonismo, in scene madri forzate e costruite a tavolino.
Eppure non varca mai la soglia del buon gusto. C'è molto equilibrio.
Anche il ritmo non ha mai cali.
Interessante, bizzarro e ruffiano
quanto basta.
Da vedere (meglio in lingua originale). Consigliato.
Voto: ***
Il trailer:
Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?
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Oggi vi voglio parlare di un film di parecchi anni fa. Un thriller teso, un po' inverosimile, con un bravo cattivo.
Mi riferisco a The Vanishing - Scomparsa di George Sluizer.
Ecco la recensione:
The Vanishing - Scomparsa (The Vanishing) di George Sluizer del 1993. Con
Jeff Bridges, Kiefer Sutherland, Nancy Travis, Sandra Bullock, Park
Overall, Maggie Linderman, Lisa Eichhorn, George Hearn, Lynn
Hamilton. L'esistenza di Jeff Harriman (Sutherland) viene distrutta
quando la sua fidanzata Diane Shaver (Bullock) sparisce mentre si
trovavano ad una stazione di servizio. Dopo tre anni, nonostante
abbia cercato di voltare pagina e abbia una nuova compagna, Rita
Baker (Travis), il pensiero di cosa sia successo a Diane non lo
lascia in pace. Barney Cousins (Bridges), insegnate di chimica, forse
sa che fine ha fatto la ragazza...
Thriller - remake de Il
mistero della donna scomparsa sempre dello stesso Sluizer.
Molto teso, ben costruito soprattutto per quanto riguarda l'aspetto
ansiogeno di una sparizione nel nulla, con cause-effetto verosimili.
Verso la metà tutto prende una piega un po' surreale e il finale un
po' trash, un po' inverosimile col cattivone che non sembra voler
morire mai o commettere qualche passo falso e troppe coincidenze
fortuite, rendono la vicenda leggermente meno convincente, tuttavia
non privo della suspense necessaria.
Gli attori sono in parte,
soprattutto Jeff Bridges, attore sempre versatile, che può passare
benissimo per la vittima della situazione, per un simpaticone o, come
in questo caso, per il villain di turno.
In alcuni momenti è davvero
inquietante nel suo caratterizzare così bene un personaggio viscido,
subdolo e pazzo.
Proposto e riproposto in tv, merita di essere
guardato in lingua originale proprio per godersi la sua performance
(soprattutto).
Sicuramente non un capolavoro, ma ha tutti gli
elementi per piacere e tenere col fiato sospeso e alcune scene
funzionano.
Peccato per il finale tirato via, per l'appunto.
Da vedere.
Consigliato.
Voto: **1/2/***
Il trailer:
Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?
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Oggi vi voglio parlare di un film nuovo non uscito nelle sale da noi ma direttamente sulla piattaforma Netflix (perciò praticamente inedito). Un poliziesco teso e ben fatto, pur sapendo di già visto. Con un ottimo cast.
Mi riferisco a Hell or High Water di David Mackenzie.
Ecco la recensione:
Hell or High Water di David
Mackenzie del 2016. Con Jeff Bridges, Gil Birmingham, Chris Pine, Ben
Foster, Katy Mixon, Kevin Rankin, Dale Dickey. (102 min. ca.)
I fratelli Tanner
(Foster) e Toby (Pine) si mettono a rapinare banche per salvare la
famiglia dal lastrico. Marcus (Bridges), un Texas Ranger quasi in
pensione, si mette alle loro calcagna.
Film poliziesco che alterna
momenti di azione ad altri più drammatico o da commedia.
Ben diretto
e ben scritto, con un'ambientazione suggestiva, con tante scene
avvincenti e verosimili di sparatorie e un cast più che in parte.
Jeff Bridges in un ruolo che gli calza a pennello: sbruffone
simpatico e carismatico dalla battuta pronta, con una fisicità e
degli atteggiamenti ormai consolidati negli anni. Fantastico come
sempre. L'interazione con il suo partner di lavoro Gil Birmingham è
riuscita estrappa qualche risatina. In parte anche Chris Pine e Ben
Foster. Il primo in particolare è molto incisivo.
Ogni cosa scorre
liscia, affascina, coinvolge.
L'unico difetto è che sa di già
visto.
Se si tiene conto del come è fatto, della fattura,
dell'abilità del regista di raccontare la storia con una bella
caratterizzazione dei personaggi (anche grazie alla sceneggiatura di
Taylor Sheridan), allora bisogna ammettere che ci si trova davanti ad
un'opera valida.
Un film di puro intrattenimento (tra l'altro con le
ottime musiche di Nick Cave e Warren Ellis).
Da vedere. Consigliato. (Nominato per tre Golden Globe: Miglior Film Drammatico, Miglior Sceneggiatura e Miglior Attore Non Protagonista).
Voto: ***
Il trailer:
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Oggi vi voglio parlare di un film di parecchi anni fa. Un film drammatico diretto da un bravo regista e con un bel cast.
Mi riferisco a Fearless - Senza paura di Peter Weir.
Ecco la recensione:
Fearless - Senza paura (Fearless) di Peter
Weir del 1993. Con Jeff Bridges, Isabella Rossellini, Rosie Perez,
Tom Hulce, John Turturro, Benicio del Toro, John de Lancie, Steven
Culp. (122 min. ca.)
Max Klein (Bridges) sposato con Laura (Rossellini) e padre di
un ragazzino, è superstite di un incidente aereo che ha causato la
morte anche del suo socio Jeff (de Lancie). Viene considerato subito
un eroe, dato che ha portato in salvo alcune persone conducendole
fuori dall'abitacolo distrutto e in fiamme. Lui stesso appare strano,
si crede immortale, una specie di Dio. Inoltre fa la conoscenza di
Carla (Perez), una donna depressa che nel disastro ha perso il
figlioletto. Tutti questi fatti incrineranno il matrimonio,
metteranno a repentaglio la vita familiare e la sua stessa vita.
Tratto dal romanzo omonimo di Rafael Yglesias, è un dramma
psicologico che ben descrive la sindrome da stress post traumatico.
Con un sottofondo dall'inizio alla fine di inquietudine con venature
di sovrannaturale, è angosciante e ansiogeno da far star male.
La
ricostruzione perfetta dell'incidente che sia il Max che Carla
continuano a rivedere davanti agli occhi è disturbante (effetti speciali incredibili).
È un vero e
proprio incubo di questo uomo che ha salvato gli altri, ma non riesce
a salvare se stesso, non ce la fa a ritornare ad una vita normale. In
questo Jeff Bridges è stato straordinario. Allucinato, credibile:
sembra realmente in balia di uno shock permanente. Ed ha ottime
spalle: Rosie Perez è totalmente entrata nel ruolo (non stupisce la
sua nomination all'Oscar). Affranta, totalmente distrutta e
dipendente da questo uomo che è impazzito ma che la sta aiutando a
ricominciare a vivere. Isabella Rossellini interpreta una moglie di
carattere. Anche qui come altrove dimostra di saper recitare
splendidamente se diretta bene (e in alcune inquadrature è
paurosamente identica alla madre), è convincente dà molte sfumature
ad un personaggio interessante ma lì per lì poco presente in scena
(ma che si riprende alla fine). Tom Hulce è efficace nel ruolo
dell'avvocato petulante. Turturro fa ben poco, ma è sempre un
piacere ritrovarlo. Così come Benicio del Toro in uno dei suoi primi
lavori.
In alcuni punti qualcosa stona. I dialoghi non sembrano molto
curati, anzi, scialbi.
E molte volte risulta eccessivo, sopra le
righe.
Anche il finale sembra esagerato, telefonato. Eppure
affascina, coinvolge, stupisce.
Tante però le scene memorabili: dalle già
citate a quella di Bridges sul cornicione del palazzo, ecc... È un
film che crea la tensione dal nulla, dall'ordinario (un classico per
Weir, che gioca sempre su quello. Ed anche sul ruolo della fede, di
qualcosa di ultraterreno, spirituale che non si vede ma si
percepisce. Da ricordare il cult Picnic ad Hanging Rock*), sa come
tenere il ritmo, sa come dire le cose, con soluzioni visive
impeccabili.
Non sarà la sua opera migliore, ma è comunque godibile
e ambigua al punto giusto. Ottima la colonna sonora molto insistente
- in senso positivo. Sottolinea a meraviglia i momenti clou,
fondamentali - di Maurice Jarre.
Sottovalutato.
Da vedere. Consigliatissimo.
*Mia recensione
Voto: ***/***1/2
Il trailer:
Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?
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