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giovedì 15 dicembre 2016

Hell or High Water di David Mackenzie, poliziesco teso e ben costruito, con ottime ambientazioni ed un cast in parte. Praticamente inedito qui in Italia, ma reperibile su Netflix

Oggi vi voglio parlare di un film nuovo non uscito nelle sale da noi ma direttamente sulla piattaforma Netflix (perciò praticamente inedito). Un poliziesco teso e ben fatto, pur sapendo di già visto. Con un ottimo cast.
Mi riferisco a Hell or High Water di David Mackenzie.
Ecco la recensione:






Hell or High Water di David Mackenzie del 2016. Con Jeff Bridges, Gil Birmingham, Chris Pine, Ben Foster, Katy Mixon, Kevin Rankin, Dale Dickey. (102 min. ca.)
I fratelli Tanner (Foster) e Toby (Pine) si mettono a rapinare banche per salvare la famiglia dal lastrico. Marcus (Bridges), un Texas Ranger quasi in pensione, si mette alle loro calcagna. 








Film poliziesco che alterna momenti di azione ad altri più drammatico o da commedia. 
Ben diretto e ben scritto, con un'ambientazione suggestiva, con tante scene avvincenti e verosimili di sparatorie e un cast più che in parte. 
Jeff Bridges in un ruolo che gli calza a pennello: sbruffone simpatico e carismatico dalla battuta pronta, con una fisicità e degli atteggiamenti ormai consolidati negli anni. Fantastico come sempre. L'interazione con il suo partner di lavoro Gil Birmingham è riuscita estrappa qualche risatina. In parte anche Chris Pine e Ben Foster. Il primo in particolare è molto incisivo. 
Ogni cosa scorre liscia, affascina, coinvolge. 
L'unico difetto è che sa di già visto. 
Se si tiene conto del come è fatto, della fattura, dell'abilità del regista di raccontare la storia con una bella caratterizzazione dei personaggi (anche grazie alla sceneggiatura di Taylor Sheridan), allora bisogna ammettere che ci si trova davanti ad un'opera valida. 
Un film di puro intrattenimento (tra l'altro con le ottime musiche di Nick Cave e Warren Ellis). 
Da vedere. Consigliato. (Nominato per tre Golden Globe: Miglior Film Drammatico, Miglior Sceneggiatura e Miglior Attore Non Protagonista).


Voto: ***





Il trailer:






Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?












Chiunque volesse prendere le recensioni citi questo blog. Riproduzione riservata

sabato 16 maggio 2015

Come ammazzare il capo 2 di Sean Anders, sequel del già di dubbio gusto Come ammazzare il capo... e vivere felici. I tre attori funzionano, così come il resto del cast (però sprecatissimo). Banalità e déjà vu per una commedia a tratti insopportabilmente volgare

Oggi vi voglio parlare di un film recente. Una commedia demenziale. Un sequel non così orrendo a dir la verità. Sono i toni usati ad essere orrendi.
Mi riferisco a Come ammazzare il capo 2 di Sean Anders.
Ecco la recensione:





Come ammazzare il capo 2 (Horrible Bosses 2) di Sean Anders del 2014. Con Jason Bateman, Jason Sudeikis, Charlie Day, Jennifer Aniston, Chris Pine, Christoph Waltz, Jamie Foxx, Kevin Spacey, Jonathan Banks, Kelly Stables, Keeley Hazell, Lindsay Sloane. (108 min. ca.)
Nick (Bateman), Kurt (Sudeikis) e Dale (Day) vogliono mettersi in proprio dopo aver inventato un nuovo tipo di doccia. Vengono chiamati da Burt Hanson (Waltz), un milionario che ordina 100.000 pezzi del prodotto e sembrerebbe veramente interessato. Salvo poi truffarli, facendo in modo di rilevare l'attività e rivendere i prodotti. A quel punto i tre, spacciati, finiranno per coinvolgere Rex (Pine), il figlio insoddisfatto di Burt e fingere un rapimento. Le cose non andranno proprio come avevano programmato. 














Sequel movimentatissimo (molto più del primo capitolo Come ammazzare il capo... e vivere felici che era più commedia. Questo prende più la piega da film d'azione, di cui è praticamente una parodia) che mantiene ancora molti dei vecchi ingredienti. Ossia, volgarità estreme, veramente tanto esagerate e i vecchi personaggi. 
Con l'aggiunta degli sprecatissimi Christoph Waltz e Kevin Spacey più un antipaticissimo Chris Pine. I tre amici si ritrovano in situazioni demenziali dai dialoghi veloci, funzionali ed irritanti. 
Il trio di attori è in gamba ma hanno un tipo di comicità che alla lunga stanca (e le performance non è che siano da Oscar, in verità). Bravo invece è Jamie Foxx in un cameo molto simpatico. Jennifer Aniston si diverte a fare la ninfomane ma, appunto, le cose che dice sono troppo esagerate anche per la sua ironia e autoironia e rischia di non essere divertente (poi è vero che ci riesce. Ma soltanto perché è lei, per l'appunto). 
Trama che sa di già visto, regia standard (qualche scena riuscita c'è ma è poca cosa) per un film forse leggermente meglio del primo ma che non regala niente di nuovo. 
Strappa qualche risata (a denti stretti) e via. 
Da vedere in una serata di totale relax. Ovviamente non consigliato, se non per pura e semplice curiosità.


Voto: **/**1/2 (Sono stata troppo buona)








Il trailer:









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