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mercoledì 22 ottobre 2014

Sin City di Robert Rodríguez, Frank Miller e Quentin Tarantino, thriller/noir in live action nel quale la tecnica e le atmosfere sono più importanti del contenuto. Con un cast stellare in parte

Oggi vi voglio parlare di un film interessante che ora ha avuto un seguito proprio in questi giorni nelle sale. Ben fatto, è nient'altro che un divertissement.
Mi sto riferendo a Sin City di Robert Rodríguez, Frank Miller e Quentin Tarantino.
Ecco la recensione:




  
Sin City di Robert Rodríguez, Frank Miller, Quentin Tarantino del 2005. Con Bruce Willis, Mickey Rourke, Jessica Alba, Clive Owen, Nick Stahl, Powers Boothe, Rutger Hauer, Elijah Wood, Rosario Dawson, Benicio Del Toro, Marley Shelton, Josh Hartnett, Jaime King, Devon Aoki, Brittany Murphy. Michael Clarke Duncan, Carla Gugino, Alexis Bledel, Michael Madsen, Tommy Flanagan, Rick Gomez, Nicky Katt, Jason McDonald, Clark Middleton, Jude Ciccolella, Frank Miller: Prete, Lisa Marie Newmyer, Tommy Nix, Nick Offerman, Jeff Schwan, Scott Teeters, Arie Verveen, Patricia Vonne, Makenzie Vega. (124/142 min. ca.)
A Sin City, i criminali più temibili escono di notte, stuprano ragazzine, ammazzano prostitute. L'unico a non essere corrotto è John Hartigan (Willis) poliziotto che cerca di fermare Roark Junior (Stahl) dal seviziare la piccola Nancy Callahan (Vega). Negli anni diventerà la sua missione.

























Tratto dal fumetto di Frank Miller (qui co-sceneggiatore e regista insieme a Rodríguez) con un cameo di Tarantino come regista per l'episodio Un'abbuffata di morte (l'opera si divide in tre storie o in sei parti), è un film noir/thriller con violenza splatter che richiama proprio i toni del fumetto. Visivamente impressionante (girato completamente in live action e in digitale in bianco e nero con soltanto alcuni dettagli chiave - o considerati interessanti - a colori ) è un divertissement vitale ed esplosivo che non deve essere preso troppo sul serio.
Funziona proprio perché i personaggi possono fare ciò che vogliono: agiscono secondo i propri impulsi, uccidono senza pietà, sembrano apparentemente morti, mentre invece riescono ancora a difendersi e si riprendono.
Insomma, seguono regole di verosimiglianza e aderenza alla realtà che solo i fumetti hanno.
Tutti gli attori sono in parte o truccati per essere credibili. Da Willis all'imponente Marv di Mickey Rourke, da Clive Owen a Elijah Wood, da Rosario Dawson a Alexis Bledel. La recitazione ovviamente è enfatica, sopra le righe ma non disturba.
Un prodotto realizzato con cura e con determinazione (Rodríguez cura anche il montaggio, la fotografia e è uno degli autori della colonna sonora) è altresì un film fine a se stesso e creato appositamente per sbancare il botteghino ma nei suoi eccessi e con la sua trama scarna diverte e affascina. Le atmosfere contano più del resto.
Da vedere per curiosità. Consigliato. (In questi giorni è uscito il sequel diretto e sceneggiato sempre da Rodríguez e Miller: Sin City - Una donna per cui uccidere).


Voto: ***









Il trailer:








Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?











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mercoledì 25 giugno 2014

Le idi di marzo di George Clooney, film sulla politica con molta classe, coerente e senza sbavature. Ottimo il cast

Oggi vi voglio parlare di un film piuttosto recente diretto da un attore famosissimo. Una pellicola che parla di politica e racconta una storia comune americana ma che può benissimo essere universale.
Mi sto riferendo a Le idi di marzo di George Clooney.
Ecco la recensione:




Le idi di marzo (The Ides of March) di George Clooney del 2008. Con Ryan Gosling, George Clooney, Philip Seymour Hoffman, Paul Giamatti, Evan Rachel Wood, Marisa Tomei, Jeffrey Wright, Max Minghella, Jennifer Ehle, Gregory Itzin. (98 min. ca.)
Stephen Meyers (Gosling) è un addetto stampa per la campagna elettorale del governatore della Pennsylvania Mike Morris e candidato per il Partito Democratico alla presidenza degli Stati Uniti (Clooney). Nel momento in cui lo "tradisce" parlando con Tom Duffy (Giamatti) - l'organizzatore della campagna del rivale di Morris, Pullman -, la sua carriera e la sua reputazione cadranno a pezzi. Ma solo per un attimo: ha in mano un ricatto che può valere l'incarico del suo capo. 





















Interessante film tratto da un lavoro teatrale di Beau Willimon Farragut North e sceneggiato in primis da Clooney, che pur parlando di un fatto specifico riesce ad essere universale: intrighi, alleanze, strategie, incoerenze di valori, errori gravissimi che vengono nascosti sotto il tappeto per non aver un ritorno negativo, rapporti che finiscono male, vicende personali che si intersecano e possono danneggiare i candidati. Situazioni che succedono sempre, continuamente, in tutto il mondo. Inoltre si critica in questo caso una parte politica che dovrebbe avere una certa etica ma che alla fin fine interessa solo arrivare in alto ed essere votata. 
George Clooney ha polso, sa dirigere il gruppo di attori (Gosling però è come al solito monoespressivo, bravissimo Giamatti, impeccabile Hoffman. Carina la Wood e sempre in parte la Tomei) - compreso se stesso - con equilibrio, misura. 
Ecco, potrebbe apparire come una pellicola fredda, invece è semplicemente molto coerente e senza sbavature. Dal ritmo molto lento ma senza lungaggini (ottimo il montaggio), con la colonna sonora incalzante e riconoscibile di Alexandre Desplat, è un film intelligente che non dice niente di nuovo, è vero, ma lo dice con classe. Non un capolavoro, non originale, ma ben realizzato. 
Da vedere per curiosità. 


Voto: ***














Il trailer:






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