giovedì 29 settembre 2016

Birdy - Le ali della libertà di Alan Parker, film drammatico che ben racconta il trauma dei reduci della guerra nel Vietnam usando la bizzarria del protagonista come metafora. Ottimi i due attori Matthew Modine e Nicolas Cage

Oggi vi voglio parlare di un film di parecchi anni fa. Un film di un regista molto apprezzato e considerato. Un film particolare, che dal titolo può essere confuso con un altro cult.
Mi riferisco a Birdy - Le ali della libertà di Alan Parker.
Ecco la recensione:






Birdy - Le ali della libertà (Birdy) di Alan Parker del 1984. Con Matthew Modine, Nicolas Cage, John Harkins, Sandy Baron, Karen Young, Bruno Kirby, Nancy Fish, George Buck, Dolores Sage, Robert L. Ryan, James Santini. (113 min. ca.)
Al Columbato (Cage) è un reduce della guerra nel Vietnam che, dopo un'esplosione di una bomba è rimasto bruciato e sfigurato al volto, ora coperto di bende. Dovrà urgentemente andare a trovare il suo vecchio amico Birdy (Modine), ricoverato in un ospedale psichiatrico ammutolito, catatonico, sotto shock. In realtà aveva sempre mostrato un certo squilibrio mentale data la sua fissazione per gli uccelli e l'intenzione di voler volare come loro. Al farà di tutto per farlo reagire. Forse ci riuscirà... 











Film drammatico tratto dal romanzo omonimo di William Wharton che ben riesce a descrivere sia la sindrome post-traumatica dovuta che la bizzarria del protagonista ed, insieme, raccontare un'amicizia vera. 
Alan Parker, come al solito, riesce ad utilizzare un linguaggio e dei toni comprensibili, pur tuttavia mantenendo uno stile asciutto e crudo (con l'alternarsi di immagini surreali, oniriche). Alcune scene fanno rabbrividire addirittura per l'impatto. 
I due protagonisti sono bravissimi. Su tutti un Nicolas Cage giovanissimo ma realmente in parte: intenso e appassionato (e sdentato). Davvero una bella performance. Bravo anche Matthew Modine che gioca di sottrazione, risultando credibile e tenero. 
Ottime le ambientazioni e le musiche composte da Peter Gabriel (più l'aggiunta di alcune belle canzoni. Ad esempio due di Richie Valens: La Bamba - che si sente anche nei titoli di coda - e Come On, Let's Go), impeccabili i flashback e il montaggio. 
La trama probabilmente si perde a tre quarti e il finale aperto a più interpretazioni risulta un po' forzato. Ma ciò non inficia la qualità dell'opera in sé, soltanto la rende meno solida. 
Vincitore del Grand Prix Speciale della Giuria a Cannes, è un film che sicuramente di fa ricordare. Da vedere. Consigliatissimo. 


Voto: ***/***1/2






Il trailer:







Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?













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