giovedì 17 agosto 2017

Moonlight Mile - Voglia di ricominciare di Brad Siberling, dramma d'atmosfera ma un po' pedante e prolisso. La recitazione dei tre protagonisti non riesce a risollevarne le sorti

Oggi vi voglio parlare di un film di qualche anno fa. Un film drammatico con dei bravissimi attori ma un po' deludente come risultato.
Mi riferisco a Moonlight Mile - Voglia di ricominciare di Brad Siberling.
Ecco la recensione:






Moonlight Mile – Voglia di ricominciare (Moolinght Mile) di Brad Siberling del 2002. Con Jake Gyllenhaal, Dustin Hoffman, Susan Sarandon, Holly Hunter, Ellen Pompeo, Mary Ellen Trainor. (102 min. ca.)
Joe Nast (Gyllenhaal) ha appena perso la sua fidanzata che si è trovata nel posto sbagliato durante un tentativo di omicidio. Il giovane vive temporaneamente a casa dei suoceri Ben (Hoffman) e JoJo Floss (Sarandon), nel tentativo di aiutarli a superare il trauma. Eppure un segreto lo tormenta e la conoscenza della barista Bertie (Pompeo) scombina tutti i piani.











Film drammatico che tratta il tema del lutto in modo delicato e un po' bizzarro.
La bizzarria, una sorta di particolarità (tra l'altro lo spettatore viene subito fatto entrare nella storia senza troppi preamboli), piano piano lascia il posto ad una pedanteria, una prolissità allucinanti, con scene forzatamente strappalacrime, tra l'altro.
Un vero peccato perché il trio di attori, manco a dirlo, è validissimo. Jake Gyllenhaal interpreta così bene la parte del ragazzo smarrito. Dustin Hoffman e Susan Sarandon non hanno bisogno di presentazioni. Ed anche Ellen Pompeo fa la sua a dire il vero.
Eppure il film rimane un po' distante, sottotono, sbaglia nei tempi, ha poco ritmo.
L'atmosfera c'è e colpisce per un attimo, ha qualche momento riuscito (sempre grazie alla recitazione), ma non riesce ad andare a fondo. Uso furbetto della colonna sonora.
Da vedere solo per curiosità. Consigliato a metà.


Voto: **1/2










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mercoledì 16 agosto 2017

Il medico di campagna di Thomas Lilti, commedia drammatica toccante, sensibile e misurata. Bravi i due protagonisti. Peccato per il finale tirato via

Oggi vi voglio parlare di un recente. Un film francese molto delicato e toccante. Con due bravi protagonisti.
Mi riferisco a Il medico di campagna di Thomas Lilti.
Ecco la recensione:






Il medico di campagna (Médecin de campagne) di Thomas Lilti del 2016. Con François Cluzet, Marianne Denicourt, Christophe Odent, Patrick Descamps, Isabelle Sadoyan, Félix Moati, Guy Faucher, Margaux Fabre, Julien Lucas, Yohann Goetzmann, Josée Laprun, Philippe Bertin, Géraldine Schitter. (102 min. ca.)
Jean-Pierre Werner (Cluzet) è un medico di campagna amato da tutti. Il problema sorge quando proprio lui si ammala di cancro e deve essere affiancato e pian piano sostituito da Nathalie Delezia (Denicourt), alle prime armi.










Commedia drammatica tristissima ma non priva di speranza, che ha il suo punto forte nella semplicità e nei due protagonisti.
François Cluzet è sempre più credibile (e sempre più identico a Dustin Hoffman): riesce a scomparire nel personaggio, non è mai una macchietta. Marianne Denicourt riesce ad essere convincente sia come antipatica, che come medico empatico e sensibile.
Piacevole, ben diretto, con un finale un po' troppo repentino, frettoloso. Dispiace, perché pare proprio che Lilti non sappia come concludere la storia.
Positivo invece che non si punti sulla lacrima facile (ed è meno patetico di ciò che si potrebbe pensare e temere.
Alcune scene sono molto realistiche e toccanti invece), sulla commozione fine a se stessa.
Da vedere (quando si è dell'umore giusto). Consigliato.


Voto: ***









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domenica 13 agosto 2017

Il club di Jane Austen, commedia sentimentale/sofisticata (corale) - tratta dal romanzo omonimo di Karen Joy Fowler - ben scritta, con un cast ricco ed in parte

Oggi vi voglio parlare di un film di qualche anno fa. Una commedia sentimentale/sofisticata molto gradevole e simpatica.
Mi riferisco a Il club di Jane Austen di Robin Swicord.
Ecco la recensione:






Il club di Jane Austen (The Jane Austen Book Club) di Robin Swicord del 2007. Con Emily Blunt, Maria Bello, Kathy Baker, Amy Brenneman, Hugh Dancy, Maggie Grace, Jimmy Smits, Kevin Zegers, Marc Blucas, Lynn Redgrave. (106 min. ca.)
Prudie (Blunt), Bernadette (Baker) Allegra (Grace), Sylvia (Brenneman) e Jocelyn (Bello) sono delle donne insoddisfatte soprattutto dei loro rapporti affettivi. Decidono di fondare una specie di club del libro che tratta però esclusivamente solo i romanzi di Jane Austen. A loro si unirà presto anche Grigg (Dancy), un giovane appassionato di letteratura di fantascienza, il quale si appassionerà anche ai libri della scrittrice inglese. E non solo. Comunque tutti riusciranno a fare tesoro delle letture per rimettere a posto le proprie esistenze.























Commedia sentimentale/sofisticata tratta dal romanzo omonimo di Karen Joy Fowler.
Simpatica, talvolta acuta, talvolta leggermente telefonata e un po' patetica e tanto, tanto parlata.
I dialoghi e le situazioni funzionano, i personaggi sono ben caratterizzati e hanno un approfondimento psicologico che li rende vivi, reali e per i quali lo spettatore proverà empatia.
Il cast è in parte. Specialmente Emily Blunt (dopo il successo ne Il diavolo veste Prada), Maria Bello ed Amy Brenneman. E Hugh Dancy ispira simpatia.
Un film corale ben fatto, logorroico ed intellettuale quanto basta. Certo, non si va oltre una certa "letteratura al femminile", ma ha classe, non trascende mai e diverte anche per gli intrecci (prevedibili, a dire il vero).
Da vedere sorseggiando del tè. Consigliato.


Voto: ***




Il trailer:








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venerdì 11 agosto 2017

Les Amours Imaginaires di Xavier Dolan, film drammatico/sentimentale originale, creativo, mai banale. Dolan, alla sua seconda regia, si riconferma un genio

Oggi vi voglio parlare di un film di qualche anno fa. Un film drammatico/sentimentale diretto da un autore giovanissimo (di cui ho già scritto molto. Lo venero).
Mi riferisco a Les Amours Imaginaires di Xavier Dolan.
Ecco la recensione:






Les Amours Imaginaires di Xavier Dolan del 2010. Con Monia Chokri, Niels Schneider, Xavier Dolan, Anne Dorval, Louis Garrel. (95 min. ca.)
Francis (Dolan) e Marie (Chokri), amici già da tempo, si innamorano dello stesso ragazzo, Nicolas (Schneider), una persona colta, sensibile all'arte e al buon gusto. Cercheranno di "strapparselo" l'un l'altra con risultati deleteri. Sarà meglio così?

















Secondo film da regista dell'autore "tuttofare" Xavier Dolan. In questo caso mette in scena una tematica più leggera rispetto allo struggente ed intenso J'ai tué ma mère*.
Eppure, nonostante il tema dell'amore non corrisposto sia stra-abusato, lui è riuscito a renderlo non banale e mai prevedibile, con trovate non solo originali ma personali.
Per le scelte visive, concettuali e creative. Per colori (magnifica come sempre anche la fotografia), musiche (ricorrente Bang Bang interpretata in italiano da Dalida), montaggio eccezionale (suo).
È un film drammatico/sentimentale vivo, che sprigiona vitalità e personalità, stilisticamente maturo, come lo è sempre e da sempre il suo autore, vero e proprio genio contemporaneo.
Non si può che ammirare i suoi lavori, ammutoliti, con la bocca spalancata e sentirsi piccoli piccoli rispetto a lui così giovane ma così capace.
Anche nella direzione degli attori (e di se stesso. Bravissimo, per altro), nel cogliere i più piccoli particolari, per quel suo sguardo così sensibile e dissacratorio sulle cose.
Probabilmente non sarà la sua opera migliore, ma è comunque convincente.
Da vedere. Consigliatissimo.


*Mia recensione
Voto: ***1/2






Il trailer:









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