lunedì 24 luglio 2017

Io e mia sorella di Carlo Verdone, commedia dolceamara e seriosa dal buon ritmo, senza cadute di gusto. Cast all'altezza

Oggi vi voglio parlare di un film di parecchi anni fa. Una commedia diretta da un attore/regista italiano molto amato.
Mi riferisco a Io e mia sorella di Carlo Verdone.
Ecco la recensione:






Io e mia sorella di Carlo Verdone del 1987. Con Carlo Verdone, Ornella Muti, Elena Sofia Ricci, Mariangela Giordano, Galeazzo Benti, Tomas Arana, Veronica Lazar, Maurizio Fardo. (111 min. ca.)
Spoleto. Carlo Piergentili (Verdone) è un oboista sposato con la collega violoncellista Serena (Ricci). Avendola dovuta ricontattare per il funerale della madre, dovrà rifrequentare la sorella Silvia (Muti), una giovane dalla vita caotica e piena di problemi (anche dal punto di vista sentimentale). E tra un favore ed un altro (fatti per forza, senso di colpa o sotto ricatto), capirà di essersi affezionato...











Commedia dolceamara come al solito scritta, diretta ed interpretata dallo stesso Verdone.
Piacevole, in un susseguirsi di vicende in crescendo (per rimanere in tema musicale).
I toni sono malinconici oppure tragicomici (la scena del funerale, con tutti che devono aspettare i comodi di Silvia è emblematica e riesce a strappare un sorriso anche in un momento così delicato).
Il cast è azzeccato e stranamente la recitazione non è poi così malvagia.
Verdone come autore riesce a bilanciare questi toni realizzando un film semiserio, una commedia drammatica, senza essere farsesco come al solito, seppur abbondando di gag (il suo personaggio, maldestro, si prestava).
Da vedere. Consigliato.


Voto: ***









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sabato 22 luglio 2017

CULT anni '80 - Borotalco di Carlo Verdone, commedia sentimentale/degli equivoci con parecchie trovate e scene diventate famosissime. Ottima la colonna sonora curata da Lucio Dalla e gli Stadio

Oggi vi voglio parlare di un film italiano di parecchi anni fa. Un film diretto da un regista e attore molto amato. E un vero e proprio cult degli anni '80.
Mi riferisco a Borotalco di Carlo Verdone.
Ecco la recensione:






Borotalco di Carlo Verdone del 1982. Con Carlo Verdone, Eleonora Giorgi, Christian De Sica, Angelo Infanti, Enrico Papa, Roberta Manfredi, Isa Gallinelli, Mario Brega. (97 min. ca.)
Sergio Benvenuti (Verdone) è un giovane spiantato, fidanzato con Rossella (Manfredi), il cui padre, violento e minaccioso (Brega) lo fa sempre stare sulle spine. Quando trova un lavoro porta a porta farà la conoscenza di Nadia (Giorgi), una ragazza intraprendente e ingenua innamorata di Lucio Dalla. Sergio inoltre, per una serie di circostanze, si spaccerà per Manuel (Infanti) un delinquente arricchito... 

















Commedia sentimentale/degli equivoci con parecchie trovate azzeccate e scene famosissime (quella del balletto insieme a Christian De Sica - che interpreta il suo amico - e quella al negozio di alimentari con Brega che lo obbliga ad assaggiare del prosciutto e un'oliva Senti sto' prosciutto t'ho detto è dorce... è 'nzucchero ah Sergio, 'o senti?!?! E st'olive 'e senti, queste so' greche, aho! Greche... e 'nnamo... e daje, so' greche... so' bone, come so'? Dì la verità! con un Verdone intimorito che gli risponde in modo altrettanto comico). 
Certo, moltissime cose adesso paiono banalotte, ma vanno contestualizzate, erano altri tempi. 
Anche le battute di cattivo gusto erano specchio di quell'epoca. In ogni caso è costruito bene, funziona. 
Peccato per il finale un po' troppo tirato via, ma va preso per quello che è, un film divertente che intrattiene. 
Comunque Verdone alla sua terza volta dietro la macchina da presa (Un sacco bello e Bianco, rosso e Verdone sono comunque superiori, nonostante l'affollamento di personaggi) ha realizzato un vero e proprio cult. Anche per la colonna sonora firmata dagli Stadio e proprio da Lucio Dalla. 
E il cast, seppure il livello della recitazione sia mediocre, è in parte.
Un film onesto.
Da rivedere. Consigliato. 


Voto: **1/2/***










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venerdì 21 luglio 2017

Scoprendo Forrester di Gus Van Sant, film drammatico/di formazione che travalica più generi con sensibilità. Cast in parte

Oggi vi voglio parlare di un film di un bel po' di anni fa, ormai. Un film drammatico di un regista molto amato da critica e pubblico.
Mi riferisco a Scoprendo Forrester di Gus Van Sant.
Ecco la recensione:






Scoprendo Forrester (Finding Forrester) di Gus Van Sant 2000. Con Sean Connery, Rob Brown, F. Murray Abraham, Anna Paquin, Busta Rhymes, April Grace, Michael Pitt, Michael Nouri, Richard Easton. Bronx. (136 min. ca.)
Jamal Wallace (Brown), è un sedicenne di colore di grande talento sia nella scrittura che per quanto riguarda il basket e per questo gli viene assegnata una borsa di studio alla scuola privata Mailor-Callow di New York. Nel frattempo farà la conoscenza di William Forrester (Connery), un anziano signore che guarda sempre dalla finestra le sue partite di basket al campetto davanti casa. Faranno amicizia e l'uomo diventerà una sorta di maestro e mentore... 














Film drammatico e sorta di racconto di formazione. 
In questo caso Gus Van Sant realizza un film convenzionale, di maniera e diverso dal suo solito sperimentalismo e dalla bizzarria che lo contraddistingue. 
Ma lo fa a modo suo, è qui che viene il bello. Si prende tutto il tempo che vuole, usa dei tempi dilatati, gioca col ritmo narrativo e adopera i classici espedienti per commuovere e creare empatia col protagonista. 
Il tutto però in un modo delicato, misurato, sempre attento a non spingere troppo il pedale della lacrima facile. 
E, anche quando fa incursione in quel terriritorio ostico che è la commedia sportiva, sa come gestirla, la sfrutta per dire qualcos'altro, non è fine a se stessa. 
Il cast è in parte. Sean Connery è espressivo in un ruolo inconsueto. Rob Brown ha il piglio giusto per il ruolo del protagonista: un po' timido, un po' riflessivo. Busta Rhymes è una spalla azzeccata. F. Murray Abraham è sempre un cattivo convincente.
Un film che aveva avuto molto successo alla sua uscita (si sa che le pellicole che "insegnano" a cogliere le occasioni à la L'attimo fuggente* attraggono il pubblico), che sa attraversare più generi (anche il teen movie, volendo) senza essere troppo banale e prevedibile, nonostante qualche forzatura qua e là. 
Citazionista ma con sensibilità. Piacevole. 
Da vedere. Consigliato. 


Voto: ***






Il trailer:







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giovedì 20 luglio 2017

Devil's Knot - Fino a prova contraria di Atom Egoyan, thriller/dramma giudiziario su tre adolescenti che a West Memphis (Arkansas) nel 1993 furono accusati ingiustamente di pluriomicidio. Suggestivo, d'atmosfera, con un bel cast

Oggi vi voglio parlare di un film di pochi anni fa. Un legal drama molto coinvolgente e d'atmosfera, diretto da un regista molto acclamato negli ultimi anni.
Mi riferisco a Devil's Knot - Fino a prova contraria di Atom Egoyan.
Ecco la recensione:






Devil's Knot - Fino a prova contraria (Devil's Knot) di Atom Egoyan del 2013. Con Reese Witherspoon, Colin Firth, Mireille Enos, Dane DeHaan, Kevin Durand, Stephen Moyer, Bruce Greenwood, Elias Koteas, Alessandro Nivola, Amy Ryan, Martin Henderson, Matt Letscher, James Hamrick, Seth Meriwether, Kristopher Higgins. (114 min. ca.)
1993, West Memphis (Arkansas). Tre bambini di otto anni scompaiono durante un giro in bici. Giorni dopo vengono ritrovati i loro corpi (legati con lacci da scarpe alle braccia e gambe, picchiati e annegati) nel torrente "Robin Hood Park". I tre adolescenti Damien Echols, Jason Baldwin e Jessie Misskelley Jr., sospettati subito poiché legati al mondo del satanismo, vengono considerati colpevoli. Ingiustamente. L'investigatore Ron Lax (Firth) cercherà di venirne a capo scoprendo le falle della polizia locale, pressapochismo e pressioni varie. 






















Thriller/dramma giudiziario, basato sul libro Devil's Knot: The True Story of the West Memphis Three, realizzato dopo il documentario presentato al Sundance Film Festival nel 2012, che si rifà alla vicenda realmente accaduta ai "Tre di West Memphis". 
Stupisce Egoyan per la sua capacità di costruire l'ambiente e l'atmosfera. Sa come farlo e cosa vuole trasmettere. Realizza così - diversamente dal suo solito - un film molto americano, molto dentro quell'America del sud così bigotta, superstiziosa e piena di pregiudizi. Sporca in tutti i sensi, un po' volgare e rozza. 
Il cast è ricchissimo. Spiccano i due protagonisti. Reese Witherspoon nei panni della madre di una delle piccole vittime è espressiva come al solito. Un'interpretazione molto sensibile e misurata, seppur toccante. Colin Firth, nel ruolo dell'investigatore che lavora dietro le quinte è dimesso, ma presente. Dane DeHaan ha sempre la faccia giusta per ruoli equivoci. Particolare la scelta di Amy Ryan come moglie di Lax, dato che aveva preso parte ad un altro film che parlava della scomparsa di un ragazzino: Changeling di Clint Eastwood. 
Con scene crude (i corpi, le foto esplicite), cupo, inquietante e ambiguo (ambiti nei quali però il regista ci sguazza sempre con disinvoltura), può far storcere il naso per una certa superficialità, quel girare attorno senza mai andare a fondo alla questione (caratteristica negativa di altre sue opere). Eppure nel suo piccolo funziona - meglio di altre opere sul genere - ed è avvincente. 
Poco piacevole invece il finale sottotono, praticamente troncato a cui seguono le lunghe spiegazioni del caso mediante didascalie. 
Comunque da vedere. Consigliato. 


Voto: ***




Il trailer:








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