lunedì 9 giugno 2014

CULT anni '80: Attrazione fatale di Adrian Lyne, thriller erotico "alimentare" ad alta tensione con due protagonisti azzeccati e carismatici

Oggi voglio parlarvi di una pellicola di qualche anno fa. Un film "alimentare", un thriller di maniera che però per l'approfondimento psicologico della protagonista, per molte scene e per l'indubbia tensione, è diventato un cult famosissimo.
Mi riferisco ad Attrazione fatale di Adrian Lyne.
Ecco la recensione:





Attrazione fatale (Fatal Attraction) di Adrian Lyne del 1987. Con Michael Douglas, Glenn Close, Anne Archer. (115 min. ca.)
Dan Gallagher (Douglas) è un avvocato sposato e padre di una bambina di sei anni. Ad una festa verrà adocchiato e si avvicinerà ad Alex Forrest (Glenn Close), un'avvocatessa misteriosa. Durante una breve assenza di qualche giorno della moglie e della figlia, i due avranno una relazione furtiva e passionale. Dopodiché Dan cercherà di tornare in fretta alla propria vita, ma Alex, instabile e ossessiva, non riuscirà ad accettare di essere messa da parte, arrivando quasi a distruggere il matrimonio di lui e di far male alla sua famiglia e a se stessa. Epilogo tragico scontato e buonista. 













Film cult degli anni ottanta che prende un argomento serio come lo stalking e lo usa come pretesto per raccontare una storia di sesso prima che diviene un thriller alimentare poi. 
Sfoderando tutti i cliché del caso, il regista riesce però a creare tensione che va in crescendo. Il ritmo è sempre sostenuto, c'è da dirlo, e se questo è uno degli obiettivi, è stato raggiunto a dovere. 
Il montaggio alternato è usato con efficacia (vedasi le celebri scene con il coniglio o dell'incidente stradale/montagne russe). Lyne sa quello che vuole, sa come attirare lo spettatore (seppure con scene di amplessi piuttosto gratuite), sa come mettergli paura. 
Glenn Close è bravissima: non bella ma affascinante, ambigua. La parte della "malata" le calza bene. Michael Douglas è come sempre molto bravo, espressivo, convincente nell'interpretare un perseguitato. Anne Archer fa il suo senza difficoltà. 
Una pellicola che si fa guardare ma che risulta - specialmente oggigiorno - involontariamente ridicola. La lotta nel bagno è telefonatissima e poco realistica (mentre poco prima sembrava tutto abbastanza verosimile) e l'happy end forzato e moralista è irritante. 
Comunque merita di essere vista. (Certo che Lyne è pensava solo ad una cosa... Tutti i suoi film sono pseudo erotici!) 


Voto: **/**1/2






Il trailer:






Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?










Chiunque volesse prendere le recensioni citi questo blog. Riproduzione riservata)  

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