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giovedì 22 dicembre 2016

Cloudburst - L'amore tra le nuvole di Thom Fitzgerald, commedia drammatica a tematica LGBT con due protagoniste adorabili (la simpatia della Dukakis poi è ineguagliabile)

Oggi vi voglio parlare di un film piuttosto recente. Una commedia drammatica molto tenera e divertente (con qualche caduta nel patetico, è vero). Ma le protagoniste sono adorabili.
Mi riferisco a Cloudburst - L'amore tra le nuvole di Thom Fitzgerald.
Ecco la recensione:





Cloudburst - L'amore tra le nuvole (Cloudburst) di Thom Fitzgerald del 2011. Con Olympia Dukakis, Brenda Fricker, John Dunsworth, Kristin Booth, Ryan Doucette, Mary Colin Chishlom. (93 min. ca.)
Stella (Dukakis) e Dotty (Fricker) sono compagne da tran'tanni (anzi, trentuno per l'esattezza). Dotty e cieca e praticamente invalida. La nipote Molly (Booth) decide di farla mettere in una casa di riposo. Ma Stella non ci sta: la rapisce e decide di andare in Canada per potersi sposare così da potersi prendere cura per sempre della sua amata. Verrà in loro aiuto Prentice (Doucette), un giovane che ha chiesto loro l'autostop. 












Film interessante per il mix di commedia e film drammatico. 
La prima parte è esplosiva con battute a raffica - e colorite al massimo, ma non disturbano - della grande Olimpia Dukakis (in grande spolvero), man mano la vicenda si fa più complessa e straziante (con qualche altro momento simpatico), con qualche caduta nel patetismo e nello strappalacrime e in qualche forzatura. 
Anche il finale appare affrettato, creato a tavolino per far commuovere e dare la morale spicciola allo spettatore. 
Nonostante ciò, è un on the road divertente, coinvolgente, con situazioni tragicomiche bilanciate inizialmente con intelligenza. E che tratta di un argomento delicatissimo come il matrimonio tra due persone anziane dello stesso sesso, con delicatezza e molta ironia. 
Le due protagoniste sono eccezionali. Come già accennato, Olimpia Dukakis si ripresenta in forma come nelle sue più belle interpretazioni del passato (il suo sguardo sarcastico, il suo linguaggio e qui anche la fisicità, dice tutto). Brenda Fricker dimostra ancora una volta di essere un'attrice sensibile. Simpatico Ryan Doucette nel ruolo del ballerino incompreso che trova una nuova famiglia in Stella e Dotty. 
Un film tenero, godibile, con una bella fotografia. 
Non esente da difetti (oltre quelli già menzionati, anche gli stereotipi, benché siano utilizzati con criterio o qualche scena stucchevole) ma dalle buone intenzioni. 
Da vedere. Consigliato. 


Voto: **1/2








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lunedì 8 febbraio 2016

IN SALA - 45 anni di Andrew Haigh, dramma sentimentale sul potere dei ricordi e del non detto. Riflessivo, trattenuto ma coinvolgente senza essere strappalacrime. Con due protagonisti impeccabili: Charlotte Rampling e Tom Courtenay

Oggi vi voglio parlare di un film ancora nelle sale. Un film inglese, un dramma con due protagonisti assoluti davvero straordinari.
Mi riferisco a 45 anni di Andrew Haigh.
Ecco la recensione:





45 anni (45 years) di Andrew Haigh del 2015. Con Charlotte Rampling, Tom Courtenay, Geraldine James. (85 min. ca.)
Kate (Rampling) e Geoff Mercer (Courtenay), sono una coppia di mezza età, sposati da molti anni e vivono nella campagna inglese. Proprio una settimana prima del loro quarantacinquesimo anniversario di matrimonio Geoff riceve l'improvvisa lettera del ritrovamento nel fondo di un ghiacciaio in Svizzera, della sua vecchia fidanzata Katya. Lo shock e il turbamento sia di Geoff che di Kate, farà incrinare l'equilibrio di coppia e rischierà di mettere in dubbio anche la festa preparata per il sabato successivo. 

















Dramma sentimentale di impianto quasi teatrale che sostanzialmente parla del potere dei ricordi. In un clima rarefatto, in quella parte di Inghilterra nebbiosa e uggiosa, viene messa in scena una storia semplice ma efficace, che sa via via coinvolgere e stravolgere lo spettatore, il quale però deve mettersi in condizione di lasciarsi trasportare, dal lasciarsi avvolgere dai ritmi lenti, dai tempi dilatati, da quei piani sequenza altrettanto lenti che seguono un battello o la camminata di Kate a zonzo per le strade. 
I due protagonisti sono perfetti. Charlotte Rampling è come sempre all'altezza del ruolo: sul suo volto passano tutte le emozioni e le rimanda al pubblico. Così sostenuta, così austera e chiusa, tranne in alcune scene realmente toccanti e più enfatiche, ma sempre con grande misura. Tom Courtenay (che molti ricorderanno come il fidanzato di Julie Christie ne Il dottor Živago*) forse stupisce ancora di più, con quell'andamento pesante, quel suo modo di parlare da persona un po' acciaccata, non più molto lucida, che ha sulla coscienza un peso difficile da portarsi dietro e da svelare alla moglie. Interpretazione sentita, davvero notevole. Meritati i due Orsi d'Argento a Berlino e meritata anche la nomination all'Oscar per lei (ma l'avrebbe meritata anche lui, sinceramente. Troppi candidati validi quest'anno). Due interpretazioni talmente forti che fanno star male. 
La regia che sembra così silente, così invisibile, che sembra quasi osservare e nulla più, ha un exploit nel finale (insieme ovviamente alla sceneggiatura) con una tensione alle stelle, anche se non succede un granché - ma ce lo si aspetta - e una specie di liberazione amplificata dalla scelta della canzone di sottofondo (non casuale. Mai quel famoso brano dei Platters Smoke gets in your eyes era stato utilizzato così bene, in un modo quasi straniante, con una tale forza espressiva). 
Un film di sensazioni, di gesti, di silenzi, sul potere del non detto.
Malinconico, angosciante, addirittura straziante (ma al contempo delicato, un po' trattenuto e psicologico), eppure onesto e sentito, mai plateale o strappalacrime (anzi, all'apparenza calmo, distaccato, quasi freddo). 
Una bella rappresentazione dell'amore senile e di un matrimonio fatto di abitudini, con il passato che trascina i suoi detriti fino al presente. 
Non un capolavoro o chissà quale novità sul tema, ma i due protagonisti, le atmosfere e le suggestioni, meritano. 
Da vedere. Consigliato. 


Voto: ***1/2






Il trailer:






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sabato 5 dicembre 2015

Cugini di Joel Schumacher, commedia leggerina ma briosa e simpatica, con un cast affiatato. Bella la coppia Ted Danson e Isabella Rossellini

Oggi vi voglio parlare di un film di qualche anno fa. Una commedia leggerina ma ben fatta, di un regista piuttosto discontinuo. E con un cast affiatato.
Mi riferisco a Cugini di Joel Schumacher.
Ecco la recensione:




 
Cugini (Cousins) di Joel Schumacher del 1989. Con Ted Danson, Isabella Rossellini, Sean Young, William Petersen, Lloyd Bridges, Norma Aleandro, Keith Coogan. (109 min. ca.)
Larry Kozinski (Danson) e Maria (Rossellini), si conoscono al secondo matrimonio della madre di lei col di lui zio. Sono cugini perciò. E sposati (infelicemente). Tom (Petersen) è un fedifrago e proprio alla festa ha una scappatella con Tish (Young), la moglie di Larry. A quel punto i due traditi, già attratti l'uno dell'altra, decidono di fargliela pagare. Ma rimangono invischiati nella loro stessa trama.











Commedia degli equivoci/sentimentale - remake del film francese di qualche anno prima Cugino, cugina - leggera leggera, divertente e innocua. 
La regia è discreta, non fa più del necessario, ma il gruppo di attori è diretto bene. 
Tra i due protagonisti c'è intesa. Ted Danson è il classico spilungone americano ma molto simpatico. Isabella Rossellini è altrettanto in parte, sembra divertirsi davvero ed è molto espressiva. Sul suo fascino non c'è da discutere, ma lo sa impiegare bene. Sean Young e William Petersen sono detestabili, perciò credibili nel ruolo Simpatici Lloyd Bridges e Keith Coogan. 
Ben scritto nella sua banalità, è comunque un film che funziona, ha ritmo ed è meno stupido di molte commediole sul genere. 
Ed inoltre non è neanche uno di quei film che prende l'occasione del matrimonio per tirar fuori magagne e paturnie varie (non che pellicole che l'hanno fatto non siano riuscite. Anzi. Vedasi Un matrimonio di Altman, Festen* di Vinterberg o Rachel sta per sposarsi* di Demme, tanto per fare tre esempi). 
Scanzonato, brioso e un po' precursore (per le vicende mostrate) di Quattro matrimoni e un funerale. Colonna sonora ispirata di Angelo Badalamenti. 
Da vedere in totale relax. Consigliato.


Voto: **1/2/***







Il trailer:






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giovedì 15 gennaio 2015

La sposa turca di Fatih Akın, dramma a tinte forti. Una storia d'amore in divenire, tormentata e appassionante per un piccolo grande film. Bravissimi gli attori

Oggi vi voglio parlare di un film di qualche anno fa che mi ha colpito per diversi aspetti: dalla storia alla messa a in scena, dagli attori alla descrizione dell'ambiente.
Mi riferisco a La sposa turca di Fatih Akın.
Ecco la recensione:






La sposa turca (Gegen die Wand) di Fatih Akın del 2004. Con Birol Ünel, Sibel Kekilli, Güven Kıraç, Meltem Cumbul. Amburgo. Cahit Tomruk (Ünel), immigrato turco sbandato e vedovo da qualche tempo, incontra Sibel Güner (Kıraç), tedesca figlia di turchi, in un ospedale quando tutti e due arrivano quasi al punto di togliersi la vita. Lei gli chiederà di sposarla per salvare l'apparenza con i genitori ed il fratello conservatore. All'inizio si scontreranno (anche per il loro stile di vita totalmente libero). Poi qualcosa cambia e cominceranno ad amarsi. Ma il destino è in agguato.

























Pellicola drammatica particolarissima per lo stile registico, molto cruda e dura (certe scene di violenza sono estreme e realmente intollerabili), che racconta una storia d'amore non convenzionale. Scritta benissimo, parla in maniera invece realistica di immigrazione e clandestinità. 
Gli attori (soprattutto Birol Ünel - nella prima parte anche simpatico -, che ritroveremo in Soul Kitchen sempre di Akın) sono bravissimi e in parte. 
Qualche scena di sesso potrà apparire gratuita e altrettanto intollerabile come quelle di violenza (ma fanno capire bene la vita che conducono) ma è comunque un film realizzato benissimo, con un bel montaggio, ambienti suggestivi, con una vicenda talvolta paradossale e troppo forzata quanto coinvolgente e appassionata (ma anche appassionante). 
Da vedere. Consigliatissimo.


Voto: ***1/2







Il trailer:









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