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giovedì 14 dicembre 2017

Lo and Behold - Internet: il futuro è oggi di Werner Herzog, documentario che riflette e fa riflettere sui pro e i contro della tecnologia dall'invenzione di internet ai nostri giorni. Inquietante, intelligente, sempre acuto e con un ritmo costante

Oggi vi voglio parlare di un'opera recente. Un documentario diretto da un grande autore e regista, che fa molto riflettere.
Mi riferisco a Lo and Behold - Internet: il futuro è oggi di Werner Herzog.
Ecco la recensione:






Lo and Behold - Internet: il futuro è oggi (Lo and Behold, Reveries of the Connected World) di Werner Herzog del 2016. (98 min. ca.)








Documentario sull'impatto che ha la tecnologia sull'esistenza dell'uomo. 
Si parla di internet (anche la dipendenza da questo), di possibili blackout, degli hacker, della robotica. 
Il tutto con uno sguardo critico. Gli argomenti vengono analizzati e confutati, le interviste sono ben montate, c'è ritmo e gli esperti (che siano scienziati o fisici o informatici, ecc....) sono stati selezionati accuratamente in modo da lasciare lo spettatore soddisfatto sì, ma con quel dubbio (le opinioni sono talvolta contrarie, eppure condivisibili) che è proprio dell'essere umano in realtà, perciò diventa una specie di metafora dell'opera stessa. 
Inoltre crea ansia ed inquietudine, vuoi per i temi trattati (in dieci capitoli) che per le immagini così taglienti e provocatorie (esattamente come lo humor dello stesso Herzog, voce narrante tra l'altro nella versione originale), evocative. 
La bellezza di questo documentario, a parte l'armonia, la solidità delle tesi dimostrate, è la capacità di intrattenere ed interessare anche chi è lontano da certi concetti (filosofici, matematici, informatici....), mescolando la storia con pensieri astratti o con testimonianze dirette (come sempre un po' filtrate e rese melodrammatiche e surreali per un certo verso). 
Un piccolo gioiellino che riesce a cambiare lo sguardo sulla tecnologia, fa riflettere, rimanendo a lungo impresso. 
Da vedere assolutamente. Consigliatissimo.


Voto: ****




Il trailer:







Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?














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lunedì 5 giugno 2017

The Net - Intrappolata nella rete, thriller teso e ben costruito - non sempre verosimile - con delle tematiche quali furti di identità e privacy su internet ancora oggi attuali. In parte la protagonista Sandra Bullock

Oggi vi voglio parlare di un film di parecchi anni fa. Un thriller che è diventato un piccolo cult per la tematica su cui ruota la vicenda.
Mi riferisco a The Net - Intrappolata nella rete di Irwing Winkler.
Ecco la recensione:




 
The Net - Intrappolata nella rete (The Net) di Irwing Winkler del 1995. Con Sandra Bullock, Jeremy Northam, Dennis Miller, Diane Baker, Wendy Gazelle. (114 min. ca.)
California. Angela Bennett (Bullock) è un'analista programmatrice che sta lavorando dal suo computer per disattivare un virus su un nuovo videogame "Wolfenstein 3D". Nel frattempo verrà in possesso di un floppy disk con dati sensibili e la sua curiosità su un pi greco in basso alla schermata darà l'accesso a dei cracker (Pretorian) che metteranno in pericolo la sua vita (reale), rubandole l'identità, cercando di prendersi quel floppy. 
















Thriller che ha prodotto un sequel nel 2006 e una serie omonima e una delle prime pellicole non solo che parla di internet, ma che lo identifica come un pericolo per i dati personali e la privacy. 
Dal montaggio efficace e ansiogeno, ha dei palesi rimandi e citazioni al cinema hitchockiano: palese quello a Notorious (il fazzoletto di lui legato intorno alla vita come faceva Cary Grant con Ingrid Bergman e Delitto per delitto - L'altro uomo* durante la scena delle giostre coi cavalli. 
Molti i cliché di genere, eppure funziona nonostante parecchi elementi paiono inverosimili ai nostri occhi, ora come ora, e soprattutto per il fatto che dovunque lei si nasconda, i cattivi riescano sempre a trovarla. 
Però, come accennato, è efficace per quanto riguarda il sentirsi spiati. 
C'è da ammettere altresì che il complottismo - molto all'acqua di rose - da parte di chi tiene le redini è tuttavia attuale (vedasi anche film più recenti e soprattutto i casi d'attualità). Inoltre, gioca intelligentemente sul fatto che la madre della protagonista sia affetta da Alzheimer e che perciò non si ricordi il nome della figlia e che Angela venga scambiata di identità (oltre alla similitudine speculare col fatto che quest'ultima perda la memoria dopo il primo incidente col gommone sugli scogli e che si metta per un attimo a dubitare della sua stessa sanità mentale). 
Sandra Bullock è la protagonista assoluta. Qui il suo essere "la ragazza della porta accanto", com'era definita allora, è funzionale alla vicenda e lei è piuttosto credibile nel ruolo di una nerd solitaria. 
Un film sostanzialmente prevedibile ma ricco di suspense dal ritmo sempre teso, dall'impianto, toni e narrazione molto anni '90, con una colonna sonora di maniera (spicca la cover di A Whiter Shade of Pale cantata da Annie Lennox durante i titoli di testa e di coda). Con tanti difetti ma coinvolgente. 
Da vedere. Consigliato.

*Mia recensione
Voto: *** 




Il trailer:







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martedì 21 luglio 2015

Blackhat di Michael Mann, cyber-thriller di azione piuttosto convenzionale ma ben girato (tutto in digitale)

Oggi vi voglio parlare di un film recente didiretto da un grandissimo regista. Purtroppo la storia non è un granché, è soltanto funzionale alla regia stessa.
Mi riferisco a Blackhat di Michael Mann.
Ecco la recensione:





Blackhat di Michael Mann del 2015. Con Chris Hemsworth, Tang Wei, Viola Davis, Ritchie Coster, Holt McCallany, Yorick van Wageningen, Leehom Wang, John Ortiz, William Mapother, Spencer Garrett, Archie Kao. (133 min. ca.) Nicholas Hathaway (Hemsworth), ex galeotto in permesso, collabora con i Servizi Speciali americani e cinesi per sventare una banda di criminali cibernetici. 


















Film d'azione/thriller dalla trama convenzionale (con annessa storia d'amore tra il protagonista e l'altra eroina) e che sa di già visto. Adrenalina e situazioni improbabili per una pellicola che però sperimenta con i generi e il digitale ed è forse più fruibile rispetto a Nemico Pubblico. 
Ottime e verosimili - come sempre - le scene d'azione movimentatissime con spargimento di sangue (la camera a mano e il digitale di cui sopra danno più realismo).
Chris Hemsworth è un eroe intrepido e monoespressivo (peggiora con il passare dei minuti), Tang Wei è una buona spalla. Viola Davis come al solito si mangia tutti in sol boccone nonostante la piccolissima parte. Gli altri fanno poco o niente. 
Un film minore, un po' di basso profilo ma che sa intrattenere (a Michael Mann bisogna sempre dare fiducia). 
Il finale scontato e concluso bruscamente però non migliora la situazione. 
Da vedere per curiosità. Consigliato a metà.


Voto: **1/2






Il trailer:









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