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domenica 13 settembre 2015

LEONE D'ORO 72a Mostra del Cinema di Venezia: Desde Allà di Lorenzo Vigas, film che gira troppo su se stesso e anche se narra la solitudine e un amore omosessuale non stupisce e non sconvolge. Premio immeritato

Oggi vi voglio parlare del film che oggi ha vinto il Leone d'Oro, alla 72a Mostra del Cinema di Venezia. Un film venezuelano.
Mi riferisco a Desde Allà di Lorenzo Vigas.






Desde Allà di Lorenzo Vigas del 2015. Con Alfredo Castro, Luis Silva, Jericó Montilla, Catherina Cardozo. (93 min. ca.)
Venezuela. Un uomo di mezza età (Castro), odontotecnico e omosessuale, adesca ragazzi di strada per farli spogliare ma senza alcun tipo di rapporto. Soltanto per suo piacere personale. Uno dei ragazzi, Elder (Silva), non ci sta alle sue richieste e lo colpisce. Ma da quel momento, si troveranno tutti e due in un rapporto ambiguo, un rapporto di dipendenza affettiva. Il ragazzo - che prima disprezzava tanto Armando - sembrerà provare qualcosa per lui e farebbe di tutto per avere le sue attenzioni.



Opera prima del regista venezuelano Vigas. 
Riprese pulite, sguardo sui volti e telecamera che quasi sempre inquadra le spalle e una trama con situazioni che si ripetono più e più volte per sottolineare la tristezza della vita dei protagonisti, la solitudine, un amore mai sbocciato.
È un film molto triste ma anche troppo tirato per le lunghe. Un tira e molla con numerose scene gratuite di sesso e violenza (il sangue però non si vede e non vengono inquadrate le percosse). 
Probabilmente se fosse nato come cortometraggio, il risultato sarebbe stato buono, invece così, in 93 minuti di giri a vuoto, la storia non appassiona ma tedia. 
Un peccato perché i protagonisti sembravano in parte e credibili, la regia sicura e la storia poteva anche essere plausibile. Ma appunto, anche quella troppo convenzionale.
D'impatto la scena finale ma non è sufficiente.
Sicuramente un premio non meritato.
Da vedere solo per curiosità. Non consigliato.


Voto: **





 
Il trailer:







Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?













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venerdì 11 settembre 2015

72a Mostra del Cinema di Venezia - De Palma di Noah Baumbach e Jake Paltrow, documentario semplice ed efficace, con il grande regista americano che racconta gli aneddoti sulla sua carriera, le vicissitudini e curiosità sulla lavorazione e produzione delle sue opere. Sfizioso

Oggi vi voglio parlare di un documentario presentato Fuori Concorso alla 72a Mostra del Cinema di Venezia (giunta quasi agli sgoccioli).
Un documentario semplice quanto efficace su un grande regista.
Mi riferisco a De Palma di Noah Baumbach e Jake Paltrow.





De Palma di Noah Baumbach e Jake Paltrow, 2015. Con Brian De Palma. (110 min. ca.)
Brian De Palma, regista, autore di molti film di successo e addirittura cult (giusto per citare qualche titolo: Scarface, Gli Intoccabili, Vestito per uccidere, Carlito's Way, Carrie - Lo sguardo di Satana), si racconta a ruota libera in questo documentario tutto incentrato su di lui.
Non una concessione a ricordi di altri amici e suoi attori, ma una lunga intervista dal montaggio veloce, senza fronzoli e abbellimenti: De Palma in primo piano che racconta aneddoti, intervallato da qualche scena delle pellicole a cui fa riferimento.
Potrebbe sembrare una cosa noiosa, eppure cattura ed è una vera e propria goduria per i cinefili e gli ammiratori di questo grande maestro.
Cose note, scontate per chi conosce le sue opere, ma è piacevole ascoltarle perché raccontate personalmente con molta ironia, facendo autocritica ma anche giustamente dandosi qualche metaforica pacca sulla spalla, senza finta modestia.
Poi ripercorrendo la storia della sua carriera dagli inizi (con Robert De Niro e i nuovi registi di Hollywood: Lucas, Spielberg, Scorsese, Coppola) si scoprono invece dei fatti interessanti e soprattutto vengono evidenziate la passione vera e la determinazione che l'hanno spinto a realizzare i suoi primi film.
Un bel dietro le quinte. Sfizioso, coinvolgente, senza pause, con un ritmo sempre costante.
L'unico difetto forse è dovuta alla concitazione e una certa superficialità della seconda parte, soprattutto sul finale. Per il resto nulla da dire.
Da vedere. Consigliatissimo.


Voto: ***











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