giovedì 16 marzo 2017

Le confessioni di Roberto Andò, dramma/giallo corale "sorrentiniano". Suggestivo e d'atmosfera, si perde man mano che i minuti passano. Peccato, perché l'inizio faceva ben sperare. Cast sprecato. #DavidDiDonatello

Oggi vi voglio parlare di un film recente. Una coproduzione Italia-Francia. Il soggetto non è male e neanche il cast. Purtroppo ci sono problemi di ritmo, di toni e di snodi narrativi.
Mi riferisco a Le confessioni di Roberto Andò.
Ecco la recensione:






Le confessioni di Roberto Andò del 2016. Con Toni Servillo, Connie Nielsen, Johan Heldenbergh, Daniel Auteuil, Moritz Bleibtreu, Pierfrancesco Favino, Marie-Josée Croze,, Richard Sammel, Stéphane Freiss, Togo Igawa, Andy de la Tour, John Keogh, Aleksej Gus'kov, Lambert Wilson, Giulia Andò, Julian Ovenden, Jeff Burrell, Ernesto D'Argenio. (100 min. ca.)
Germania. I ministri sono riuniti durante il G8 per approvare una manovra molto delicata, che potrebbe portare grandi cambiamenti mondiali. Nel frattempo però, Daniel Roché (Auteuil), direttore del Fondo monetario internazionale, che ha invitato anche persone estranee all'evento, viene trovato morto. Un suicidio probabilmente. L'uomo, la sera prima si era confessato con un monaco certosino, Roberto Salus (Servillo), che non sembra voler collaborare e ammettere la verità.














Dramma/giallo corale molto sorrentiniano (per l'ambientazione, fotografia, riprese - anche molto belle, soprattutto quella iniziale: la panoramica aerea -, i tempi dilatati).
Sicuramente ha una certa atmosfera (fredda), è suggestivo.
Anche perché questo thriller un po' anticonvenzionale intriga. Vengono gettati qua e là degli indizi, i flashback sono ben adoperati. Questo nell'incipit.
Poi, piano piano, malgrado ci siano anche dei momenti intensi, l'opera si accartoccia su se stessa, per arrivare ad un finale piuttosto discutibile da favoletta, che cozza con il resto. Forse.
Il cast è ricchissimo (internazionale, ovviamente) e sprecato. Toni Servillo è molto bravo, contiene il suo istrionismo e regala una prova misurata, pacata.
(Il doppiaggio è una delle note dolenti. Scarso).
Un film particolare, che potrebbe - o vorrebbe - ricordare Todo Modo di Elio Petri, ma che non è all'altezza.
I dialoghi talvolta sono ridicoli e banali, in qualche caso molto interessanti e invitano alla riflessione. Ecco, è altalenante.
Un peccato, dato che i presupposti c'erano tutti.
Da vedere per curiosità. Consigliato a metà.
(Colonna sonora di Nicola Piovani. Candidato a cinque David di Donatello).


Voto: **1/2






Il trailer:







Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?











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