venerdì 7 aprile 2017

Harry Potter e la Camera dei Segreti, secondo capitolo della saga sul famoso maghetto nato dalla penna di J. K. Rowling ancora più appassionante e divertente del primo, più convincente anche per quanto riguarda gli effetti speciali. Ottimo fantasy per ragazzi

Oggi voglio continuare a parlarvi della saga di Harry Potter. Un secondo capitolo validissimo e più bello del primo addirittura.
Mi riferisco ad Harry Potter e la Camera dei Segreti di Chris Columbus.
Ecco la recensione:






Harry Potter e la Camera dei Segreti (Harry Potter and the Chamber of Secrets) di Chris Columbus del 2002. Con Daniel Radcliffe, Rupert Grint, Emma Watson, Kenneth Branagh, Alan Rickman, Robbie Coltrane, Richard Harris, Jason Isaacs, Maggie Smith, Tom Felton, Warwick Davis, Richard Griffiths, Fiona Shaw, John Cleese, Julie Walters, Shirley Henderson, David Bradley, Sean Biggerstaff, Robert Hardy, Gemma Jones, Madama Chips, Miriam Margolyes, Mark Williams. (161 o 174 min. ca.)
Benché gli venga impedito quasi per un soffio da Dobby, un elfo domestico comparso dal nulla, il maghetto Harry Potter (Radcliffe) ritorna a Hogwarts. Subito però la scuola è in pericolo: sulla parete del corridoio appaiono strani messaggi scritti col sangue su una fantomatica "Camera dei Segreti", animali e studenti vengono pietrificati. Che ci sia come sempre lo zampino di Voldemort?



























Secondo capitolo della saga inventata da J.K. Rowling e, sorprendentemente, migliore del primo.
In realtà il motivo è semplice: lo spettatore è già introdotto nel magico mondo di Harry Potter, perciò già coinvolto.
Tutto sembra familiare e nuovo al contempo.
Inoltre gli effetti speciali questa volta sembrano più raffinati e, ancora una volta, le atmosfere dei grandi film per ragazzi di un tempo (quelli realizzati con cura, con voglia di stupire e con tanta fantasia) sono intatte, anzi, ancora più elettrizzanti.
La trama è più corposa tanto che, nonostante la durata della versione estesa arrivi alla soglia delle tre ore, tutto fila liscio, nulla appare superfluo o poco interessante.
I tre protagonisti sono comprensibilmente più disinvolti e sanno interagire ancora meglio con animatronics e gli effetti speciali. Ritroviamo tutto il cast al completo, con delle aggiunte: due fra tutti i bravi Kenneth Branagh nei panni dell'insegnante/divo vanitosissimo (ma in realtà buono a nulla) e Shirley Henderson nei panni del fantasma Mirtilla Malcontenta.
Pieno di ritmo e di brio, avvincente (con degli elementi di "giallo"), è un film fantasy davvero valido (senza bisogno di menzionare il reparto tecnico e visivo: scenografie, costumi, ecc...).
Chris Columbus si riconferma il regista adatto per questo tipo di pellicole.
Ottimo blockbusterone.
Da vedere. Consigliatissimo.


Voto: ***1/2







Il trailer:







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giovedì 6 aprile 2017

Harry Potter e la Pietra Filosofale di Chris Columbus, primo capitolo della saga fantasy nata dalla penna di J.K. Rowling. Divertente, appassionante, d'atmosfera, con un cast ricchissimo e azzeccato

Oggi vi voglio parlare di un film di parecchi anni fa. Il primo capitolo di una saga amatissima, che è andata avanti per dieci anni.
Mi riferisco ad Harry Potter e la Pietra Filosofale di Chris Columbus.
Ecco la recensione:




 
Harry Potter e la Pietra Filosofale (Harry Potter and the Philosopher's Stone/Harry Potter and the Sorcerer's Stone) di Chris Columbus del 2001. Con Daniel Radcliffe, Rupert Grint, Emma Watson, Maggie Smith, Robbie Coltrane, Alan Rickman, Robbie Coltrane, Richard Griffiths, Richard Harris, Ian Hart, John Hurt, Tom Felton, Fiona Shaw, John Cleese, Sean Biggerstaff, Warwick Davis, Julie Walters, Zoë Wanamaker, David Bradley. (152 o 159 min. ca.)
Il piccolo orfano Harry Potter (Radcliffe) viene reclutato per far parte della scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts: è un prescelto e ha un conto da pagare, dato che i suoi genitori ne facevano parte. Intanto fa amicizia con Ron Weasley (Grint) e Hermione Granger (Watson) e insieme a loro si intrufola nel mistero di una fantomatica Pietra Filosofale sorvegliata dal cane a tre teste di Hagrid (Coltrane). Diventerà (ma questo già da subito) il beniamino di tutti. O quasi. 



















Primo capitolo della saga sul famoso maghetto nato dalla penna della scrittrice inglese J.K. Rowling. Appassionante, divertente, per un pubblico di giovanissimi (anche se in effetti piace in maniera trasversale), con tantissimi effetti speciali (all'epoca erano davvero qualcosa di particolare, ora un po' meno) palesemente finti (basti pensare alla gara di Quidditch con le scope: manca poco che si vedano i fili di sospensione) ma funzionali, dalle stupende scenografie ai meravigliosi costumi che creano atmosfera. 
Cast di attori veramente azzeccato. I tre protagonisti saranno stati anche giovani e praticamente senza esperienza (e si vede), ma che verve, che espressività e presenza! Sugli altri non si deve neanche discutere: conosciamo tutti della bravura di Maggie Smith, di Alan Rickman o di un Richard Harris. Ma ogni singolo membro di questo gruppo è stato scelto accuratamente: solo le facce sembrano uscire da un libro fantasy. 
E Chris Columbus era il regista più adatto per dirigere un film per ragazzi: una garanzia. 
Ogni tanto la storia sembra perdersi, ci sono salti temporali e parecchie incongruenze, ma la confezione è ottima. 
Mettiamoci la colonna sonora inconfondibile firmata John Williams ed il gioco è fatto. 
Un film godibile e l'inizio di questa vera e propria mania che ha fan in tutto il mondo (ancora oggi, dopo sei anni dalla sua conclusione e ben otto pellicole realizzate). 
Da vedere (in lingua originale). Consigliato. 
Attenzione, crea dipendenza istantanea, è vero!


Voto: ***








Il trailer:






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mercoledì 5 aprile 2017

The Discovery di Charlie McDowell, film di fantascienza d'atmosfera, ben scritto, diretto ed interpretato. Non sarà così originale (somiglia ad altre opere), ma nel suo piccolo è suggestivo e coinvolgente

Oggi vi voglio parlare di un film  recente. Un film di fantascienza uscito direttamente sulla piattaforma Netflix meno di una settimana fa.
Mi riferisco a The Discovery di Charlie McDowell.
Ecco la recensione:






The Discovery di Charlie McDowell del 2016. Con Rooney Mara, Jason Segel, Jesse Plemons, Riley Keough, Robert Redford, Ron Canada, Mary Steenburgen. (102 min. ca.)
Thomas Harbor (Redford) dice di avere prove sull'esistenza dell'aldilà, della vita dopo la morte. La sua dichiarazione è causa di suicidi di massa da parte di persone fragili, mitomani o semplici curiosi di averne una dimostrazione concreta. Due anni dopo, suo figlio Will (Segel) va a trovarlo nella magione trasformata in laboratorio, che ospita però anche "aspiranti" e pentiti suicidi. Nel viaggio in traghetto conoscerà Isla (Mara), una giovane particolare e anche lei intenzionata a suicidarsi... 










Film di fantascienza distribuito dal 31 di marzo da Netflix molto interessante e affascinante. D'atmosfera, colpisce subito per la fotografia fredda, dai toni azzurri e grigi, quasi sfumati. 
Tra realtà ed illusione (anzi, realtà alternativa), più dimensioni e il tema del doppio (tematica cara a McDowell anche nel suo primo lungometraggio The One I Love*, davvero molto ben fatto), racconta anche una storia d'amore mai melensa o ostentata. E anche in questo caso si ritorna a Spike Jonze, Kaufman, Gondry, vere fonti di ispirazione e punti di riferimento per il regista. L'incontro tra Will e Isla, a ben vedere, è un omaggio a quello tra Joel e Clementine di Se mi lasci ti cancello: c'è anche una sorta di umorismo salace e di divertimento di fondo e i due personaggi sono al primo impatto simili. Un po' svitata lei, dimesso lui). 
Il cast è molto in parte. Jason Segel è stato molto espressivo ma mai sopra le righe: un uomo normale alle prese con delle cose più grandi di lui. Rooney Mara (stranamente bionda ed eterea come non mai) è sempre eccezionale. Il ruolo della disturbata, un po' stramba, taciturna, pensierosa e acuta osservatrice è tagliato su di lei perfettamente. Jesse Plemons, che abbiamo conosciuto e amato nella seconda stagione di Fargo, è il fratello "meno intelligente" di Will. Ineccepibile nella sua caratterizzazione. E poi c'è Robert Redford: che classe ha ancora nonostante gli anni che passano! Elegante e soprattutto spontaneo, naturale. Credibile in ogni gesto, in ogni cosa che dice: per lui recitare è come bere un bicchier d'acqua, lo fa senza sforzo alcuno. 
Un film dal sapore indie coinvolgente, lucido e sorprendentemente lineare nonostante i temi, ben costruito (sa giocare bene con tutti gli elementi che ha a disposizione) che probabilmente si perde sul più bello, con un calo di tensione ed espedienti di trama già visti. Insomma, la somiglianza con altre opere di questo genere si fa più forte. 
Eppure è senza sovrastrutture, coerente con se stesso e genuino. Si sente l'amore messoci per realizzarlo, la voglia di mettere in scena qualcosa di piacevole. 
Ed in effetti lo è ed è un'opera difficile da spiegare a parole: va vissuto. Anche perché la piega da thriller verso la metà non deve essere svelata. Così come le possibili interpretazioni del finale. McDowell si riconferma un giovane autore (è sua la sceneggiatura) molto in gamba, che sa usare bene la macchina da presa e sa lavorare bene su più piani (anche narrativi).
Da vedere per curiosità. Consigliato.


*Mia recensione
Voto: *** 










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