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mercoledì 12 aprile 2017

Harry Potter e il Principe Mezzosangue di David Yates, sesto episodio della saga inventata da J. K. Rowling e il meno brillante, più superficiale e con meno mordente. Un peccato, perché la trama in sé sarebbe sempre appassionante

Oggi continuo a parlare della saga di Harry Potter. Sesto capitolo, quello peggiore della serie. Non è neanche orribile come l'hanno dipinto in molti, ma ha davvero parecchi difetti.
Mi riferisco ad Harry Potter e il Principe Mezzosangue di David Yates.
Ecco la recensione:






Harry Potter e il Principe Mezzosangue (Harry Potter and the Half-Blood Prince) di David Yates del 2009. Con Daniel Radcliffe, Rupert Grint, Emma Watson, Michael Gambon, Jim Broadbent, Tom Felton, Alan Rickman, Bonnie Wright, Evanna Lynch, Jessie Cave, Helena Bonham Carter, Matthew Lewis, Maggie Smith, Mark Williams, Julie Walters, James Phelps, Oliver Phelps, Robbie Coltrane, David Thewlis, Natalia Tena, Alfred Enoch, Freddie Stroma, Helen McCrory. (153 min. ca.)
Harry Potter (Radcliffe) fa visita insieme a Silente (Gambon) al professor Horace Lumacorno (Broadbent), che era stato insegnante anche dei suoi genitori. Silente infatti vuole convincere l'uomo ad accettare una cattedra. Ed è proprio all'inizio dell'anno, durante una lezione di Pozioni che ha come insegnante Lumacorno che Harry viene in possesso di un libro appartenuto ad un fantomatico Principe Mezzosangue. Intanto, Draco Malfoy (Felton) e Piton (Rickman) stanno tramando qualcosa che ha a che fare con Voldemort. Inoltre, i rapporti tra Ron (Grint) ed Hermione (Watson) sono alle strette a causa di una terza persona e Harry stesso prova qualcosa per Ginny (Wright), la sorella di Ron... 





















Sesto episodio della saga creata da J. K. Rowling. Diretto sempre da David Yates e con la sceneggiatura di Steve Kloves dopo la pausa presa dalla quinta pellicola.
Ed è proprio la scrittura uno dei difetti più evidenti: troppo semplicistica, poco corposa. 
La regia purtroppo si adegua e sembra essere molto meno di polso rispetto allo scorso capitolo. 
La storia di per sé è appassionante, ma viene presentata in modo molto stanco e flebile. Insomma, ha meno mordente ed è anche più superficiale. 
Il finale, che avrebbe dovuto essere di enorme impatto sia visivo che emotivo (chi l'ha visto saprà), è bensì sfuggente, inconsistente, con poco pathos (anche l'uscita di scena di un amatissimo personaggio doveva essere molto più valorizzata). 
E con un cast di questo calibro si sarebbe potuto realizzare un capolavoro. 
I toni da commedia che irrompono qua e là - soprattutto per quanto riguarda le schermaglie amorose tra Ron ed Hermione - rompono l'atmosfera cupa e pesante del resto dell'opera, ma paiono mal integrati e anche questi piuttosto fiacchi, senza il necessario brio (nonostante qualche momento realmente sfizioso. Emma Watson ci sa fare con la commedia). 
Altro elemento poco azzeccato questa volta è la fotografia: patinata, con uno strano effetto flou (non soltanto durante i flashback) e dai colori troppo freddi. Il risultato è infatti qualcosa di algido, distante, in generale poco convincente. 
Non è tuttavia un film del tutto disprezzabile, soltanto che pare di transizione, per preparare lo spettatore al vero gran finale: scelta quanto mai sbagliata, data l'integrità degli altri episodi. 
Il cliffhanger mette molta curiosità, bisogna ammetterlo, ma non è un merito dell'opera. 
Comunque da vedere per amore di continuità. Consigliato. 


Voto: **1/2




Il trailer:






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domenica 9 aprile 2017

Harry Potter e il Calice di Fuoco di Mike Newell, quarto epiodio della saga creata da J. K. Rowling. Dopo una prima parte coinvolgente, sembra arenarsi e la trama appare sfilacciata, alcuni fatti non tornano (il romanzo è stato troppo condensato). Rimane comunque un buon film, con bravi attori e begli effetti speciali, ma con meno forza rispetto agli altri tre

Oggi voglio proseguire e parlarvi ancora di Harry Potter (abbiate pazienza ancora per qualche giorno). Un quarto capitolo un po' deludente rispetto agli altri tre per via della trama dai passaggi un po' più criptici.
Mi riferisco ad Harry Potter e il Calice di Fuoco di Mike Newell.
Ecco la recensione:





Harry Potter e il Calice di Fuoco (Harry Potter and the Goblet of Fire) di Mike Newell del 2005. Con Daniel Radcliffe, Rupert Grint, Emma Watson, Brendan Gleeson, Michael Gambon, Ralph Fiennes, Roger Lloyd Pack, Robert Pattinson, Stanislav Ianevski, Clémence Poésy, Katie Leung, Robbie Coltrane, Alan Rickman, Maggie Smith, James Phelps, Oliver Phelps, David Tennant, Timothy Spall, Miranda Richardson, Mark Williams, Tom Felton, Jason Isaacs. (157 min. ca.)
Sta per iniziare un nuovo anno a Hogwarts. Gli studenti si fermano prima a seguire la Coppa del Mondo di Quidditch. Ma lì arriveranno alcuni Mangiamorte, seguaci di Voldemort, che creeranno scompiglio spaventando Harry Potter. Arrivati a scuola poi i ragazzi verranno messi al corrente del "Torneo Tremaghi", una gara pericolosissima a cui possono partecipare solo gli studenti che hanno compiuto diciassette anni. Ma il Calice di Fuoco sputa il biglietto di Harry insieme agli altri due, anche se il ragazzo non ha mai tentato furbescamente di accedervi. Le prove da superare saranno ardue ed il giovane mago si ritroverà di nuovo a faccia a faccia con Voldemort. 






















Quarto episodio della saga di J. K. Rowling diretto nuovamente da un altro regista: Mike Newell, quello di Quattro matrimoni e un funerale. 
Cambio di guardia anche per il compositore della colonna sonora. Patrick Doyle va a sostituire John Williams seguendo la sua scia (il tema principale è comunque lo stesso, giustamente). 
L'atmosfera è simile a quella del precedente capitolo: dark e matura (anche se in questo caso c'è un uso meno interessante della luce). Ed anche le ambientazioni (quelle interne del castello). 
Dopo una prima parte piacevolissima e coinvolgente con l'arrivo di un nuovo strambo professore di Difesa contro le Arti Oscure, Astor Moody, un bravissimo Brendan Gleeson, la gara con i draghi e il momento più leggero del ballo e l'inizio delle schermaglie amorose tra Ron ed Hermione più l'interesse di Harry per Cho Chang (Leung), la trama verso i tre quarti comincia a sfilacciarsi e anche la pellicola pare arenarsi. 
Molte cose sembrano avvenire senza un rapporto di causa-effetto, appaiono dal nulla e senza una spiegazione. 
Ovviamente il motivo è presto detto: si è dovuto semplificare e condensare quanto c'era nel romanzo, ma il risultato è una sensazione di qualcosa di sfuggente e privato di elementi, scarno. Anche il finale fa rimanere un po' perplessi in quanto a freddezza e poco pathos (quello dei primi tre - anzi, il secondo più degli altri - era molto forte emotivamente). 
Rimane comunque un film realizzato molto bene, con effetti speciali che si sprecano (non si ha più l'effetto cartoon dei primi due durante il volo sulle scope: la CGI di anno in anno fa enormi passi in avanti) e bravi attori (Ralph Fiennes nei panni di Voldemort è un nuovo acquisto). 
Molto carino per lo spettatore seguire la crescita dei tre protagonisti di capitolo in capitolo e il relativo approfondimento psicologico. 
Si poteva fare di meglio, ma non è nemmeno da buttare. 
Da vedere. Consigliato. 


Voto: **1/2





Il trailer:







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sabato 8 aprile 2017

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban di Alfonso Cuarón, terzo episodio della saga inventata da J. K. Rowling. Più maturo, cupo, molto divertente e appassionante. Con l'aggiunta di ottimi attori, tra i quali Gary Oldman ed Emma Thompson

Oggi vi continuerò a parlare di Harry Potter. Del terzo film della saga, questa volta diretto da un altro regista. E con quali risultati!
Mi riferisco ad Harry potter e il prigioniero di Azkaban di Alfonso Cuarón.
Ecco la recensione:





Harry Potter e il prigioniero di Azkaban (Harry Potter and the Prisoner of Azkaban) di Alfonso Cuarón del 2004. Con Daniel Radcliffe, Rupert Grint, Emma Watson, David Thewlis, Gary Oldman, Michael Gambon, Robbie Coltrane, Alan Rickman, Emma Thompson, Maggie Smith, Tom Felton, Timothy Spall, Robert Hardy, James Phelps, Oliver Phelps, Mark Williams, Julie Walters, Jamie Waylett, Joshua Herdman, Matthew Lewis, Richard Griffiths, Fiona Shaw, Harry Melling. (142 min. ca.)
Il nuovo anno scolastico ad Hogwarts sta per iniziare e già cominciano i problemi: Harry Potter viene avvertito che Sirius Black (Oldman), un pericoloso seguace di Voldemort, è evaso dal carcere di Azkaban per ucciderlo. Il terrore e il sospetto aleggiano all'interno del castello, anche per via dei Dissennatori che si nutrono di ricordi. Harry conoscerà qualcosa di più sul suo passato e metterà in pratica molte nozioni di magia imparate e affinate...



















Terzo episodio della saga scritta da J. K. Rowling con la sceneggiatura sempre di Steve Kloves ma questa volta con la regia di Cuarón (Columbus figura tra i produttori però).
Molte le "novità". Innanzitutto l'atmosfera molto più cupa e dark rispetto agli altri due capitoli. Da pellicola più adulta e matura, meno ingenua, coerentemente con la crescita del protagonista e dei suoi amici e nemici.
Di conseguenza (ma non era necessario né scontato) i personaggi sembrano molto più approfonditi, c'è una miglior caratterizzazione psicologica di questi preadolescenti.
Il cambiamento, oltre che di Harry (l'inizio con la zia gonfiata come un palloncino dopo le continue cattiverie pronunciate nei suoi confronti e dei suoi genitori), è molto visibile soprattutto in Hermione, molto più combattiva e ribelle, meno disposta a subire dei torti (per il suo essere secchiona).
Questo clima un po' lugubre è accentuato dall'uso molto particolare e interessante della luce: notturna, con candele e le bacchette magiche a mò di torcia.
Per contrasto, ci sono scene divertenti e dell'umorismo qua e là che stempera questo senso minaccioso.
Il cast è sempre ottimo, ma stavolta - se possibile - ancor di più, per via dei nuovi acquisti: la magnifica e simpaticissima Emma Thompson, David Thewlis, l'immenso Gary Oldman, Timothy Spall e - ahinoi, per via della dipartita del grande Richard Harris - Michael Gambon nei panni di Silente (si è rivelato più che all'altezza, non c'è che dire).
Bellissime trovate registiche e un'ultima parte davvero straordinaria con il Giratempo (la collana con una clessidra sul ciondolo, di Hermione) che permette di tornare indietro nel tempo e sistemare le cose.
Qualche pecca nella sceneggiatura e nei tempi (sembra andare tutto troppo di corsa. Probabilmente sono state condensate parecchie parti), tuttavia rimane un film avvincente, nonché migliore sia tecnicamente (gli effetti speciali sono sempre più curati) che per i motivi di cui sopra rispetto agli altri due.
Sono stupendi perfino i titoli di coda.
Notevole.
Da vedere assolutamente. Consigliatissimo.


Voto: ***1/2





Il trailer:








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