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sabato 13 dicembre 2014

Ruby Sparks di Jonathan Dayton e Valerie Faris, commedia drammatica/sentimentale bizzarra, colorata, tenera e sognante con due protagonisti (soprattutto il sempre fenomenale Paul Dano) azzeccati

Oggi vi voglio parlare di un film recente fatto molto bene e recitato ancora meglio. Pecca un po' di
déjà vu ma non è un problema. Una commedia tenera e bizzarra.
Mi riferisco a Ruby Sparks di Jonathan Dayton e Valerie Faris.
Ecco la recensione [ATTENZIONE, immagini SPOILER]:




Ruby Sparks di Jonathan Dayton e Valerie Faris del 2012. Con Paul Dano, Zoe Kazan, Chris Messina, Annette Bening, Antonio Banderas, Aasif Mandvi, Steve Coogan, Toni Trucks, Deborah Ann Woll, Elliott Gould, Alia Shawkat. (104 min. ca.)
Calvin Weir-Fields (Dano) è un giovane scrittore di un libro best seller e lodato unanimemente dalla critica che ora è in crisi e non sa più come iniziare il secondo. Questo perché non ha stimoli, è un solitariom ma soprattutto perché sente la mancanza di una compagna (e la relazione passata gli ha lasciato dei postumi). Durante la notte però continua a sognarsi di una ragazza, a cui ha dato perfino un nome: Ruby (Kazan). A questo punto comincerà a scrivere di lei, riuscendo così ad andare avanti con il suo lavoro. Una mattina ritroverà a casa sua proprio Ruby in carne ed ossa. Sarà l'inizio di un viaggio nell'esplorazione di se stesso e del modo di portare avanti i rapporti di coppia.























Interessante commedia drammatica/sentimentale "alla Spike Jonze" di Her* o di Michel Gondry di Se mi lasci ti cancello, scritta dalla stessa Kazan. Simile anche al filone fantastico di Ricomincio da capo, Questione di tempo* e altri, è un film molto intelligente, ben girato in ambienti piccoli e un po' claustrofobici, recitato magnificamente dai due protagonisti (Paul Dano è sempre e comunque geniale), offre svariate occasioni di riflessione: in amore bisogna prendersi cura dell'altra persona ma non soffocarla, né cercare di cambiarla. Mai farsi un'immagine della personai ideale/perfetta: non sarà esattamente come la vogliamo nella realtà. E soprattutto che è importante la naturalezza nelle relazioni, non le forzature. Morale un po' banale forse, ma che qui viene rappresentata con lucidità. Un difetto - come accade spesso in questo genere di pellicole - è l'essere un po' ripetitivo. Quando si è capito il gioco, si è entrati nell'idea che Ruby sia esistente e che Calvin possa cambiarla a suo piacimento soltanto battendo due frasi a macchina, ecco che le situazioni avranno un che di déjà vu e sembreranno un po' sgonfie.
Nonostante ciò è uno di quei classiche pellicole indipendenti realizzate con grande entusiasmo e passione (Paul Dano e Zoe Kazan sono due dei produttori esecutici. Oltre che essere una coppia consolidata nella vita reale): questo è palese e lo spettatore lo sente.
Malinconico ma anche divertente e sognante, è un film godibile, coinvolgente e per niente noioso.
Da vedere assolutamente. Consigliato.

*Mie recensioni

Voto: ***/***1/2








Il trailer:







Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?











Chiunque volesse prendere le recensioni citi questo blog. Riproduzione riservata

mercoledì 30 aprile 2014

Philomena, ultimo film di Stephhen Frears basato sulla biografia della vera protagonista curata dal giornalista Martin Sixsmith. Film toccante ma non banale come si potrebbe pensare con una sempre ottima, meravigliosa, intensissima Judi Dench

Oggi vi voglio parlare di un film che ha avuto un buon successo di pubblico e di critica (anche se molti lo ritengono un po' troppo furbo e strappalacrime. Io non sono d'accordo).
Mi sto riferendo a Philomena, l'ultimo lavoro di Stephen Frears.
Ecco la recensione [ATTENZIONE, SPOILER]:




Philomena di Stephen Frears del 2013. Con Judi Dench e Steve Coogan. (94 min. ca.) 
E' la vicenda di Philomena Lee (Dench), irlandese ormai anziana, con una figlia, che si metterà a cercare il figlio Anthony che avrebbe compiuto cinquant'anni. Anthony fu - letteralmente - venduto dal convento di suore di Roscrea, nel quale aveva chiesto aiuto (anzi, dove era stata sbattuta dai genitori) dopo aver saputo di essere rimasta incinta. Lo aiuterà Martin Sixsmith (Coogan) un giornalista disoccupato appena coinvolto in uno scandalo mentre lavorava per Blair e che perciò non ha niente da perdere e tutto da guadagnare con una "storia di vita vissuta" (come la chiama lui). Viaggeranno insieme - con una certa diffidenza - fino a Washington (dato che i bambini venivano adottati praticamente soltanto da americani ricchi. Perfino Jane Russell aveva adottato suo figlio lì) e lì scopriranno che Anthony (poi Michael) aveva fatto carriera come avvocato sotto l'amministrazione di Ronald Reagan, ma che purtroppo è morto per AIDS nel 1995. A questo punto, nonostante tutto, cercheranno di saperne ancora di più e tra visite alla sorella (adottata insieme a lui perché erano inseparabili in convento) e al compagno Peter Olson, verranno a sapere che ha voluto essere seppellito proprio nel giardino del convento in Irlanda e che era andato lui stesso a cercare la sua vera madre (ma ovviamente le suore hanno taciuto, anche con lui come con Philomena). 









Film con numerosi spunti di riflessione sulla fede: Philomena credente e fervente cattolica nonostante tutto e Martin ateo (o meglio, agnostico, come ha avuto da rideire il vero Sixsmith); lei ignorante e sempre gentile con tutti (anche esageratamente), lui acculturato e dai modi bruschi. 
Ed inoltre parla di un argomento spinoso come il maltrattamento delle ragazze madri da parte delle suore che le costringevano a lavorare senza riposo (vedere il famoso Magdalene di Peter Mullan), le facevano partorire senza nessun aiuto nel caso qualcosa andasse storto e se madre e bambino sopravvivevano si vedevano un'ora al giorno finché non venivano dati in adozione. Certo, è tutto molto romanzato (la vera Philomena aveva saputo dalla figlia già in partenza che il figlio era morto e non ha mai fatto il viaggio in America con il giornalista) e vengono usati toni lievi, flashback e scene effettivamente create per enfatizzare ma riescono a colpire comunque senza però risultare stucchevoli. Il resto del film ha dei momenti di commedia anche simpatici (Coogan è un comico) soprattutto durante le conversazioni tra Philomena e Martin nei quali si vuole mettere in evidenza le differenze fra i due e che riescono a smorzare la drammaticità degli eventi. Altre scene potrebbero risultare false e create a tavolino per creare empatia con il pubblico, anzi, probabilmente sarà così, ma sono anche giustificate dal racconto. 



Insomma, è una storia vera tratta dal romanzo del vero Martin Sixsmith (e sceneggiata dallo stesso Coogan insieme a Jeff Pope), bisogna prenderla per quello che è senza aspettarsi chissà cosa. Si sa dove va a parare. Ma in questo caso ci troviamo di fronte ad una pellicola ben fatta, equilibrata, godibile e dalla trama anche non troppo scontata poiché quando sembra arrivare ad un punto ecco che prende un'altra piega. Ho letto critiche pessime non solo sul film ma anche sulle interpretazioni (e guarda caso vengono quasi tutte dagli italiani che hanno l'hanno guardato doppiato): Judi Dench è magistrale nel far trasparire le emozioni anche solo con uno sguardo, davvero in parte nell'interpretare una bigotta che con l'età è diventata però anche un po' saggia, Steve Coogan si è tagliato il personaggio di Martin su misura e si vede. 



Insomma, è uno di quei film che fanno pensare e possono piacere sia a chi odia le vicende strappalacrime e troppo buoniste (come la sottoscritta) ma anche a chi si vuole lasciare un po' emozionare (ma con garbo e la giusta misura). 
Da vedere. Consigliatissimo.


Voto: ***/***1/2











La vera Philomena con la figlia







Il trailer:





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