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giovedì 25 gennaio 2018

#Oscar2018 #AcademyAwards2018 - Baby Boss di Tom McGrath, film d'animazione intelligente e simpatico con una storia avvincente (dal finale un po' telefonato)

Oggi vi voglio parlare di un film recente. Un film di animazione DreamWorks che ha avuto la nomination come Miglior Film di Animazione (ovviamente) per i prossimi Oscar.
Mi riferisco a Baby Boss di Tom McGrath.
Ecco la recensione:





Baby Boss (The Boss Baby) di Tom McGrath del 2017. Tim è un ragazzino di sette anni e mezzo felice con i suoi genitori che gli raccontano le storie e gli cantano la sua canzone preferita (Blackbird dei Beatles) prima di andare a letto. Un bel giorno arriva in casa sua un "fratellino". Ma non è un bambino qualsiasi: è un Baby Boss dell'azienda Baby Corp, nella quale sono preoccupati che i cuccioli sostituiscano i bambini... 












Film d'animazione DreamWorks intelligente e simpatico, che riesce non solo a mostrare la gelosia che spesso i bambini più grandi hanno per i fratelli più piccoli, ma che riesce a fare un ritratto della società (edulcorato, ovviamente) impietoso per l'attaccamento agli animali, i quali davvero diventano dei sostituti di figli e vengono umanizzati e adorati più del dovuto.
Pieno di citazioni cinematografiche, Mary Poppins, Il Signore degli Anelli, ecc..., è un Toy Story che incontra Inside Out* che incontra James Bond, richiamato anche dalle bellissime musiche di Hans Zimmer. Il problema è che non si sa fin dove finisca l'ispirazione e inizi il "plagio". 
Rimane un film divertente, qualche volta forzato. Le scene d'azione sono ben fatte e funzionali. 
La storia è avvincente e ben costruita: complessa al punto giusto, con un finale prevedibile, ma con vari colpi di scena qua e là. 
Certo, non è la Pixar (anche come grafica ovviamente). Ma il risultato non è da buttare. Tom McGrath (regista dei due Madagascar) sa come dirigere una vicenda particolare e piena di ironia.
Nomination come Miglior Film di animazione? Sì e no. Rimane un prodotto per famiglie valido. 
Da vedere. Consigliato.

*Mie recensioni
Voto: ***




Il trailer:







Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?











   

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giovedì 17 novembre 2016

IN SALA - La ragazza del treno di Tate Taylor, thriller scialbo e confuso, con Emily Blunt protagonista smarrita (non soltanto per il personaggio che interpreta). Una vera delusione

Oggi vi voglio parlare di un film nelle sale in questi giorni. Un film thriller che ha avuto parecchia risonanza e ha creato altrettante aspettative. Purtroppo, per me, deluse.
Mi riferisco a La ragazza del treno di TateTaylor.
Ecco la recensione:





 
La ragazza del treno (The Girl on the Train) di Tate Taylor del 2016. Con Emily Blunt, Haley Bennett, Rebecca Ferguson, Justin Theroux, Luke Evans, Allison Janney, Édgar Ramírez, Lisa Kudrow, Laura Prepon. (112 min. ca.)
Rachel Watson (Blunt) è una donna che viaggiamolto in treno ed è una grande osservatrice. Un giorno scopre delle verità che coinvolgono il suo ex marito Tom (Theroux). Inizialmente, dato che proprio per colpa del matrimonio in crisi, è diventata alcolizzata nessuno le crede. Presto dovranno cambiare idea. 










Tratto dal romanzo omonimo bestseller di Paula Hawkins, è un thriller di fattura discutibile da film tv, con snodi narrativi mal presentati, flashback che vorrebbero essere creativi ma risultano pedanti, forzati, confusi. 
Già i primi minuti del lungo prologo si capisce l'andamento che avrà l'opera: piatta, con qualche momento di tensione qua e là e con un finale scontato, banalissimo (urticante). 
Gli attori sono diretti male: non rendono. Neanche Emily Blunt, che solitamente è espressiva, qui ha sempre la stessa faccia contrita e pare spaesata (non perché sia ubriaca). Peccato, perché nonostante ce la metta tutta, non riesce comunque a reggere il film. Anche il povero Justin Theroux più che morboso e freddo non pare. Per non parlare di Allison Janney: sprecatissima. 
Un film girato male, scritto altrettanto, senza guizzi, che sa di già visto e stravisto e scritto altrettanto. Un peccato: sulla carta pareva essere promettente. 
Ciliegina sulla torta un doppiaggio pedestre che ha reso ancora più inconsistenti i dialoghi imbarazzanti. Pessimo. 
Da evitare. Sconsigliato.


Voto: *1/2






Il trailer:







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martedì 13 ottobre 2015

Easy Girl di Will Gluck, commedia spiritosa (che fa il verso ai film per teenager, ma che poi ne rimane intrappolata) un po' superificialotta. Con una Emma Stone - come sempre - in parte

Oggi vi voglio parlare di un film di pochi anni fa. Una commedia carina con una brava protagonista.
Mi riferisco a Easy Girl di Will Gluck.
Ecco la recensione:





Easy Girl (Easy A) di Will Gluck del 2010. Con Emma Stone, Penn Badgley, Amanda Bynes, Dan Byrd, Thomas Haden Church, Patricia Clarkson, Cam Gigandet, Lisa Kudrow, Malcolm McDowell, Alyson Michalka, Stanley Tucci, Fred Armisen. (88 min. ca.)
Olive Penderghast (Stone), frequenta il Liceo Cattolico e ha due genitori (Tucci e Clarkson) anticonvenzionali che prendono tutto con sagace ironia. Un giorno viene praticamente costretta da Rhiannon (Michalka), la sua migliore amica, ad ammettere di aver perso la veriginità con un ragazzo anche se non è così. Purtroppo la voce si sparge in tutto il liceo e Olive per aiutare gli sfortunati con l'altro sesso dà ragione a queste voci che la etichettano come sgualdrina. Quando la situazione sembra esserle totalmente sfuggita di mano, le viene un'idea... 





















Commedia molto spiritosa che sotto la maschera da teen movie, nasconde una critica (superficiale, è vero, ma ben mirata) al perbenismo. 
Ispirata palesemente al romanzo La lettera scarlatta di Nathaniel Hawthorne (ecco il perché di quella "A" del titolo originale) con citazioni alle riduzioni cinematografiche (meravigliosa la presa in giro al film con Demi Moore e Gary Oldman), riesce a darne una versione in qualche modo moderna. 
Mai volgare, dal buon ritmo, ha purtroppo un finale scontato, banalotto e quello sì da pellicola per teenager, come se all'inizio avesse rotto gli schemi e poi ci si fosse adeguata. 
Il cast è azzeccato. Emma Stone è una protagonista fantastica: ironica, dai tempi comici perfetti. Forse qui fa un po' troppe smorfie ma probabilmente è colpa del regista. Simpatico Dan Byrd (il Travis figlio di Courtney Cox in Cougar Town), Patricia Clarkson, Stanley Tucci e Lisa Kudrow (in una piccola - ma rilevante - parte) sono impagabili. 
Un film divertente che non approfondisce bene i temi e si conclude con tutti gli stereotipi possibili ma che, nonostante ciò, intrattiene senza sforzi e piacerà soprattutto alla generazione anni '80 (ci sono anche tanti rimandi alle pellicole dell'epoca: su tutte Breakfast Club*). 
Ovviamente non è un capolavoro: per una serata in relax va più che bene. 
Da vedere per curiosità. Consigliato. (Belli i titoli di testa e di coda).

*Mia recensione
Voto: **1/2






Il trailer:







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