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martedì 9 maggio 2017

Adventureland di Greg Mottola, commedia che è più di un teen movie qualsiasi. Ironico, profondo e romantico al punto giusto. La coppia Eisenberg-Stewart, per la prima volta insieme sul grande schermo, fa scintille

Oggi vi voglio parlare di un film di qualche anno fa. Una commedia americana nostalgica, ben realizzata e recitata.
Mi riferisco ad Adventureland di Greg Mottola.
Ecco la recensione:





Adventureland di Greg Mottola del 2009. Con Jesse Eisenberg, Kristen Stewart, Ryan Reynolds, Bill Hader, Kristen Wiig, Martin Starr, Margarita Levieva. (100 min. ca.)
Estate 1987. James Brennan (Eisenberg), ragazzo particolare che crede nell'amore vero e non nel sesso fine a se stesso, si trasferisce con i suoi a Pittsburgh dopo che il padre ha cambiato lavoro in attesa di iniziare l'università a Columbia a New York. Per pagarsi gli studi inizia a lavorare nel parco di divertimenti vicino a casa, "Adventureland". Lì conoscerà Em (Stewart), una ragazza altrettanto particolare che ha una relazione solo sessuale con Connell (Reynolds), il tecnico delle giostre...
























Commedia che non è solo un teen movie.
Potrebbe sembrarlo e a ben vedere ha anche alcune somiglianze con Noi siamo infinito* di Chbosky (prima di Noi siamo infinito, il film): tutti e due sono ambientati a Pittsburgh, tutti e due hanno a che fare con complation casalinghe su cassette scambiate alla ragazza di turno e parlano di adolescenti alla scoperta di se stessi.
Eppure c'è di più. Pare più autentico, sembra meno sconnesso, meno patetico. Gli stessi personaggi sono più divertenti, meno costruiti e finti anche per il modo in cui parlano o ragionano, seppur siano sempre molto stereotipati.
Sia chiaro, è una pellicola che non ha nessuna velleità, non pretende di essere chissà quanto profonda o di insegnamento. Ed è proprio questa la carta vincente ed è anche per questo che in fondo in fondo - senza volerlo - un po' lo è.
C'è un buon equilibrio tra "stupidità" e leggerezza con battute - anche molto carine - e profondità. Qualche scena è sorprendentemente tenera e romantica. Forse un po' banale e a buon mercato, ma funzionale e realmente toccante.
Tuffa lo spettatore nell'atmosfera fine anni '80 anche grazie ad una colonna sonora sontuosa (Lou Reed con Satellite of Love, David Bowie con Modern Love, i Cure con Just Like Heaven, i Velvet Underground con Pale Blue Eyes, i Crowded House con Don't Dream It's Over - coverizzata da Antonello Venditti in Alta Marea, ecc...) con tutte le scarpe e gli fa vivere le sensazioni degli innamoramenti estivi.
Il cast è perfetto. Jesse Eisenberg e Kristen Stewart qui per la prima volta insieme, già facevano faville. Sono compatibili, c'è chimica e vera interazione. La loro recitazione è istintiva, diretta, senza orpelli e perfetta per i due giovani protagonisti. Espressivi e molto in parte (anche la Stewart, ebbene sì. Twilight le ha rovinato la reputazione). Eisenberg però ha del genio. Bill Hader e Kristen Wiig sono la quota comica e non stonano poiché compaiono al momento giusto, a piccole dosi, senza stancare. Ryan Reynolds è giustissimo nel ruolo del fedifrago farfallone. Martin Starr un nerd sfortunato con le ragazze davvero simpatico e Margarita Levieva una bellezza superficiale di turno davvero azzeccata.
Un film piacevole e coinvolgente, sentimentale al punto giusto, nostalgico quanto basta, ricco di citazioni e tanta buona musica, che sembra essere realizzato veramente in quell'epoca (del "brat pack" di The Breakfast Club*, St. Elmo's Fire* e gli altri, per intenderci) e tra le righe parla di amicizia, amore e della ricerca di un posto nel mondo.
Da vedere in totale relax (in lingua originale. Il doppiaggio è parodistico). Consigliato.


*Mie recensioni
Voto: ***1/2








Il trailer:







Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?











  
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lunedì 3 ottobre 2016

Ghostbusters di Paul Feig, reboot degli omonimi film cult degli anni '80 con un cast tutto - o quasi - al femminile. Supera brillantemente le aspettative: si ride molto, gli effetti speciali sono ben utilizzati mantenendo lo spirito originale

Oggi vi voglio parlare di un film recente. Un film piuttosto criticato per pregiudizi infondati in realtà.
Mi riferisco a Ghostbusters di Paul Feig.
Ecco la recensione:






Ghostbusters di Paul Feig del 2016. Con Melissa McCarthy, Kristen Wiig, Kate McKinnon, Leslie Jones, Chris Hemsworth, Neil Casey, Cecily Strong, Andy Garcìa, Charles Dance, Michael Kenneth Williams, Matt Walsh, Michael McDonald, Ed Begley Jr., Steve Higgins, Toby Huss, Karan Soni, Bill Murray, Dan Aykroyd, Sigourney Weaver, Ernie Hudson, Annie Potts, Ozzy Osbourne. (133 min. ca.)
A New York arrivano i fantasmi e le due amiche fisiche Erin Gilbert (Wiig) ed Abby Yates (McCarthy) che hanno scritto un libro sui fenomeni paranormali più l'ingegnere Jillian Holtzmann (McKinnon) e la sorvegliante della metropolitana Patty Tolan (Jones), decidono di formare la squadra di "acchiappafantasmi". 












Reboot del celebre Ghostbusters in versione femminile pieno di umorismo demenziale e di effetti speciali. 
Criticato ancora prima della sua uscita poiché considerato un oltraggio nei confronti di uno dei cult anni '80 (non solo il film, ma anche il cartone animato, ecc...), ha come produttore Ivan Reitman e produttore esecutivo (uno dei) Dan Aykroyd, segno che avevano visto qualcosa di buono nel progetto. Ed in effetti le cose valide sono molte. 
Innanzitutto è un film fresco, brioso, divertente (fa ridere dall'inizio alla fine, cosa non scontata), con dialoghi taglienti e battute à la Saturday Night Live - non è un caso, dato che tre delle protagoniste provengono da lì -, gag fisiche e visive. Ricco di citazioni e con i camei degli interpreti delle altre due pellicole (tranne il compianto Harold Ramis, a cui è dedicato, e che compare per mezzo di un busto), funziona anche per il cast azzeccato (e su cui tutti avevano da ridire): tutte le protagoniste sono all'altezza, anche se probabilmente spiccano Kristen Wiig e Kate McKinnon. Tra l'altro La Wiig, la McCarthy e il regista si ritrovano a lavorare insieme dopo Le amiche della sposa*. Simpaticissimo anche Chris Hemsworth nei panni di Kevin, il segretario scemo. Molto autoironico, gli fa onore. Molto piacevole altresì per le scene di azione realizzate veramente con gusto, mantenendo in questo senso lo spirito - mi si passi il gioco di parole - originale. Lo scontro ravvicinato con i fantasmi dell'ultima mezz'ora (c'è anche Slimer) è di impatto, la CGI è utilizzata con criterio (le scenografie, l'ambientazione fanno il resto). 
Ma non è soltanto diretto con polso e stile ma anche scritto benissimo (dallo stesso Feig). 
L'unico difetto è la prolissità. Risulta un po' pesante e lungo (maggiormente nella versione estesa) per un film di questo genere. 
Nonostante ciò va davvero oltre le aspettative e intrattiene senza sforzo. 
Da vedere (in lingua originale. Si saranno persi molti giochi di parole con l'adattamento e le voci non avranno sicuramente lo stesso effetto). 
Consigliatissimo anche ai nostalgici.

*Mia recensione
Voto: ***












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sabato 10 ottobre 2015

IN SALA: Sopravvissuto - The Martian di Ridley Scott, film che mescola fantascienza e commedia in un mix accattivante ma talvolta telefonato. Matt Damon si mette alla prova e ne esce vincente per espressività e convinzione. Perfetto anche il resto del cast

Oggi vi voglio parlare di un film ancora nelle sale. Un film di fantascienza particolare, molto piacevole e ben diretto.
Mi riferisco a Sopravvissuto - The Martian di Ridley Scott.
Ecco la recensione:





Sopravvissuto - The Martian (The Martian) di Ridley Scott del 2015. Con Matt Damon, Jessica Chastain, Kristen Wiig, Jeff Daniels, Michael Peña, Kate Mara, Sean Bean, Sebastian Stan, Donald Glover, Chiwetel Ejiofor, Naomi Scott, Aksel Hennie, Mackenzie Davis. (130 min. ca.)
Una tempesta di sabbia si scatena su Marte nella zona di Acidalia Planitia e l'equipaggi dell'Ares 3 deve ritirarsi e tornare bruscamente sulla Terra dopo aver perso nel mentre il compagno Mark Watney (Damon) colpito e creduto morto. Anche la Nasa continua a pensare che sia così, invece Mark, un po' malconcio e ferito, è vivo e successivamente riuscirà a comunicare con la Terra. Per sopravvivere dovrà ingegnarsi e sfruttare i suoi studi di botanica per riuscire a piantare delle patate e supplire alla progressiva carenza di scorte. Ma questo non è il suo unico problema. Ha tante avversità davanti a lui e solo i suoi vecchi compagni potrebbero portarlo in salvo. 



















Tratta dal romanzo L'uomo di Marte di Andy Weir, è una pellicola che mescola con sapienza fantascienza e commedia. 
La storia probabilmente non è così nuova per il grande schermo (con un epilogo scontato), eppure viene raccontata con una freschezza e una disinvoltura notevole. 
È proprio l'umorismo a farla da padrone sdrammatizzando i momenti difficili (Mark si dà forza da solo) ed evita la pesantezza che poteva esserci per le situazioni un po' reiterate con i continui rimpalli Marte-Terra per cercare la situazione migliore da prendere. 
Visivamente è molto interessante e di impatto (è stato girato in Giordania, Uadi Rum - location credibilissime - e nel teatro di posa più grande del mondo a Budapest), il montaggio è perfetto, ogni cosa è al suo posto. 
Matt Damon è davvero fantastico: espressivo, in parte, migliore del solito. Gli altri fanno la loro e sono una conferma. Tutto il cast è eccezionale, non c'è che dire. La scelta poi di utilizzare attori comici come Kristen Wiig o eclettici come Jeff Daniels la Chastain e Chiwetel Ejiofor è stata vincente. 
Un appunto per il doppiaggio italiano che sicuramente non renderà giustizia alla lingua originale anche perché ad orecchio alcune voci sono più curate, altre meno e addirittura finte e macchiettistiche per i personaggi in teoria più simpatici come quello di Donald Glover. Inoltre alcune battute risultano sgonfie. Un peccato, ancora una volta. 
Bello l'uso della colonna sonora disco-music che piace tanto al Comandante Melissa Lewis e delle canzoni che fanno atmosfera e divertono anche (si sente tutta - dall'inizio alla fine - Starman di David Bowie) ma strizza altresì troppo l'occhio al pubblico: sembrano momenti telefonati, poco autentici. 
Inoltre, se Ridley Scott sembra ritornato più in forma per la regia impeccabile, è forse la sceneggiatura ad avere qualche difetto, qualche buco qui e là - alcune concatenazioni di eventi sono poco comprensibili - e certe cose lasciano, fisicamente parlando (nel senso della fisica), perplessi. 
Oppure qualcosa si è perso per strada: il finale in bilico tra il drammatico, e appunto, con qualche battuta da commedia, sembra leggermente stanco, trascinato dalla bellissima prima parte. 
Nonostante ciò è un film divertente, che può piacere ad un pubblico trasversale (anche da chi ha un brutto rapporto con la fantascienza). 
Se lo si prende per quello è che, un divertissement, allora raggiunge il suo scopo: intrattenere dignitosamente. E non ha pretese diverse, lo si intuisce dall'inizio. Anche se ci sono le scene classiche americane con l'applauso finale, baci e abbracci, non viene fatto pesare, non è retorico, moralista, o - ancora peggio - patetico e strappalacrime.
Da vedere. Consigliatissimo.


Voto: ***





Il trailer:







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