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domenica 8 ottobre 2017

IN SALA - Blade Runner 2049 di Denis Villeneuve, film di fantascienza sequel del cult del 1982 diretto da Ridey Scott. Visivamente impressionante, ben strutturato e recitato (gradito il ritorno di Harrison Ford). Un vero gioiellino

Oggi vi voglio parlare di un film adesso nei cinema. Il sequel di un film amatissimo e un vero cult (non solo anni '80). Un film di fantascienza diretto da un grande autore e regista la cui mano si riconosce sempre.
Mi riferisco a Blade Runner 2049 di Denis Villeneuve.
Ecco la recensione:






Blade Runner 2049 di Denis Villeneuve con 2017. Con Ryan Gosling, Harrison Ford, Ana de Armas, Sylvia Hoeks, Jared Leto, Robin Wright, Mackenzie Davis, Carla Juri, Lennie James, Dave Bautista, Barkhad Abdi, David Dastmalchian, Hiam Abbass, Wood Harris, Edward James Olmos. 2049, Los Angeles. L'agente K (Gosling) è un replicante di ultima generazione, cacciatore dei vecchi replicanti. Durante il suo lavoro scopre i resti di una donna incinta sepolta sotto un albero. Da lì vorrà approfondire la questione e far incastrare i pezzi del puzzle. Ma il percorso è pericoloso per via della Wallace Industries e coinvolgerà anche il vecchio Rick Deckard (Ford).






















Basato sul romanzo Il cacciatore di androidi di Philip K. Dick, è il sequel di Blade Runner di Ridley Scott.
È un meraviglioso film fantascientifico e un buon compromesso tra vecchio e nuovo. Non ha tradito l'originale ma se ne è discostato.
Dall'atmosfera cupa e suggestiva, ha una fotografia sensazionale, quasi "tangibile", che spesso lascia senza fiato e una composizione dell'immagine sempre puntuale. La stessa cosa vale per la scenografia impeccabile e verosimile per una pellicola di questo genere.
Ineccepibili anche il suono e la colonna sonora minimale e vibrante.
Gli effetti speciali sono altrettanto inappuntabili: mai fuori luogo, ad uso della storia, utilizzati intelligentemente e semplicemente incredibili nel rapporto reale-virtuale.
A livello tecnico sicuramente vincerà o concorrerà perlomeno per qualche Oscar.
Dai tempi dilatati ha un ritmo però sempre costante e teso, senza cadute.
La trama è ben strutturata con sorpresa - più o meno prevedibile in realtà ma non sprecata - finale.
Il cast è ottimo. Ryan Gosling con la sua monoespressività è al servizio della trama e del personaggio: è credibile e in parte. Sylvia Hoeks è una replicante spietata davvero convincente. Robin Wright sa sempre il fatto suo. Jared Leto riesce sempre a caratterizzare bene i suoi ruoli. Ma è il ritorno di Harrison Ford ad essere entusiasmante. A settantacinque anni riesce ancora a stupire nelle scene di azione e a far commuovere: ha proprio un volto che buca lo schermo, è un vero divo pieno di carisma.
Un film intrigante, sofisticato, visivamente di impatto, piacevole, che fa rimanere incollati alla poltroncina per due ore e quaranta circa senza lasciare postumi, facendosi seguire senza alcun problema.
Un bel passo in avanti per Villeneuve dopo Sicario* e un altro film di fantascienza, più psicologico, Arrival*, lavori interessanti ma troppo sottotono. Anzi, qui siamo ai livelli dei suoi primi film se non al di sopra. Il regista dimostra di avere un'idea precisa di estetica e di essere un autore maturo e completo, centrato.
Bell'intrattentimento intelligente con picchi di violenza quasi insopportabile e di imprevedibile dolcezza mai stucchevole.
Uno dei sequel più riusciti probabilmente della storia del cinema.
Da vedere assolutamente (al cinema). Consigliatissimo.

*Mie recensioni
Voto: ****





Il trailer:







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martedì 24 maggio 2016

Robin Hood di Ridley Scott, film d'avventura/azione che punta tutto sull'impatto visivo. Cast di grandi nomi. Ma il protagonista Russell Crowe è fuori parte: imbolsito, appesantito

Oggi vi voglio parlare di un film di un film di pochi anni fa. Un film di un regista amatissimo, che qui però ha realizzato un lavoro di qualità modesta.
Mi riferisco a Robin Hood di Ridley Scott.
Ecco la recensione:






Robin Hood di Ridley Scott del 2010. Con Russell Crowe, Cate Blanchett, Max von Sydow, William Hurt, Mark Strong, Oscar Isaac, Danny Huston, Eileen Atkins, Mark Addy, Matthew Macfadyen, Kevin Durand, Scott Grimes, Alan Doyle, Douglas Hodge, Léa Seydoux, Jonathan Zaccaï, Robert Pugh, Gerard McSorley, Denis Menochet, Velibor Topic, Simon McBurney, Bronson Webb. (136 o 156 min. ca.)
Robin Hood (Crowe), torna a Nottingham per riportare la spada di Sir Robert Loxley (Hodge), ucciso in un'imboscata, a suo padre Walter (von Sydow) e alla vedova Lady Marion (Blanchett). Si spaccerà inizialmente per lui, finirà per aiutare l'armata inglese - con a capo il Principe Giovanni (Isaac), diventato Re dopo la morte di suo fratello Riccardo Cuor di Leone (Huston) - contro l'esercito francese e diventerà il marito di Marian. Ma Giovanni, sentendosi umiliato da lui, lo dichiarerà un fuorilegge. 



















Film fantastico/epico/storico/d'avventura, ma più che altro di azione, ed ennesima versione sulle gesta dell'amatissimo eroe Robin Hood. 
Effetti speciali, molte scene di guerra (ottima quella finale con la pioggia di frecce che cadono come proiettili sui corpi) e con un Russell Crowe imbolsito, appesantito, che sembra ritornare a interpretare Massimo Decimo Meridio de Il Gladiatore* (sempre di Scott) più che l'agile Robin. 
Il ritmo c'è, ma è altalenante: le sole immagini spettacolari non bastano a farne un'opera interessante. Il tentativo di ricostruire il passato del protagonista non riesce a creare empatia come sperato (i flashback poi sembrano, ancora una volta, simili a quelli de Il Gladiatore): lo spettatore rimane impassibile. 
Il cast è quello dei grandi nomi. A parte Russell Crowe c'è Cate Blanchett che al primo impatto pare anche lei fuori parte, troppo matura per il ruolo Marion, eppure, dopo poco tempo, ci si rende conto, che è forse - come capita spesso con lei - una delle poche cose buone della pellicola. Espressività, carisma e senso dell'umorismo innato. Le poche battute pronunciate da lei fanno ridere, mentre quelle fatte dire agli altri appaiono sgonfie e telefonatissime. L'intesa con Crowe ci sarebbe (la scena di ballo durante la festa serale ne è la prova), soltanto che quest'ultimo, per quanto si sforzi, non è credibile (non stupisce che nella prima stesura del copione avrebbe dovuto interpretare lo Sceriffo di Nottingham). Ottimi invece Max Von Sydow (anche se appare troppo poco purtroppo), Eileen Atkins che ha un che di Vanessa Redgrave, Oscar Isaac sempre molto carismatico anche se il suo personaggio è male approfondito. Interessante Léa Seydoux. Sprecato William Hurt.
Un film piuttosto prolisso (soprattutto nella versione Director's Cut) che stringi stringi racconta il minimo indispensabile e che punta tutto sull'impatto visivo. Un peccato. 
Così come dispiace che certi personaggi abbiano un ruolo marginale e risultino addirittura antipatici (Fra Tuck ad esempio). 
Bei costumi, belle scenografie, regia molto poco ispirata. Colonna sonora poco incisiva. 
Insomma, funziona poco o nulla. Una delusione (ma già ci si poteva immaginare). 
Da vedere solo per curiosità. Consigliato a metà. 

*Mia recensione 
Voto: **/**1/2






Il trailer:





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sabato 26 marzo 2016

Il Gladiatore di Ridley Scott, film epico/storico di enorme impatto. Scene quasi completamente ricostruite in CGI e due protagonisti in parte: Russell Crowe e Joaquin Phoenix (anche se il secondo supera di gran lunga il primo). Vincitore di cinque Oscar

Oggi vi voglio parlare di un film di un po' di anni fa. Un film di un regista in gamba ma spesso discontinuo. Un film considerato subito un cult, che guardato oggi forse non ha più lo stesso fascino.
Mi riferisco a Il Gladiatore di Ridley Scott.
Ecco la recensione:






Il Gladiatore (Gladiator) di Ridley Scott del 2000. Con Russell Crowe, Joaquin Phoenix, Connie Nielsen, Oliver Reed, Richard Harris, Derek Jacobi, Djimon Hounsou, David Schofield, John Shrapnel, Tomas Arana, Ralf Möller, Spencer Treat Clark, David Hemmings, Tommy Flanagan, Giannina Facio, Giorgio Cantarini. (149 min. ca.)
180 d.C. Marco Aurelio (Harris), quasi in punto di morte, decide di nominare suo successore non suo figlio Commodo (Phoenix), bensì Massimo Decimo Meridio (Crowe), un valoroso generale che ha fatto vincere la guerra contro i Marcomanni in Germania. Ma Commodo, per l'appunto, non ci sta: uccide il padre e ordina di ammazzare Massimo e famiglia. Il generale riesce a salvarsi, seppur ferito, e finisce nelle mani di Proximo (Reed), schiavista che obbliga i suoi prigionieri a combattere. Massimo Decimo Meridio diventa così un gladiatore e, ritornato a Roma, guadagna la stima del popolo che lo acclama. Ma si scontrerà di nuovo con Commodo in un ultimo faccia a faccia. 

























Film epico/storico, con tanta azione, violenza ed effetti speciali. Pieno di falsi storici e licenze creative, è un film di enorme impatto. Sia visivo che per la trama. 
Bellissime scenografie, quasi tutte costruite tramite computer (un uso così massiccio della CGI allora era sbalorditivo. Adesso si notano i limiti, alcuni errori o elementi che balzano all'occhio perché palesemente finti), fotografia che vira su certi colori per dare forza e una poetica al racconto, colonna sonora altrettanto epica e avvolgente di Hans Zimmer (Il tema portante, famosissimo, è cantato magnificamente da Lisa Gerrard) costumi. E un cast ricchissimo. 
Russell Crowe per questo ruolo ha avuto la consacrazione (vincendo anche l'Oscar), ha la fisicità giusta, la faccia giusta, ma a dir la verità Joaquin Phoenix lo supera di gran lunga, dando vita ad un Commodo ambiguo, subdolo, piagnucolone, detestabile e affascinante al contempo. Una prova davvero convincente. Bello ritrovare Oliver Reed (che morti prima della fine delle riprese), Richard Harris e Derek Jacobi: alzano sicuramente la qualità di un'opera quasi interamente concentrata sul lato tecnico per stupire e intrattenere. C'è anche il piccolo Giorgio Cantarini, il Giosuè figlio di Benigni ne La vita è bella, nella brevissima apparizione del figlio del protagonista. 
Un film diventato subito cult, entrato a piè pari nella storia del cinema, indubbiamente affascinante, che coinvolge, appassiona tramite immagini sanguinolente, crudissime (pur tuttavia innocue), ma che negli anni ha perso quello smalto che aveva quando era uscito. 
Sembra - come accennato - invecchiato male e rivisto oggi, anche piuttosto inconsistente. 
I cinque Oscar, in quel momento, probabilmente furono tutto sommato meritati. 
Non il miglior Scott. 
Comunque da vedere per curiosità (meglio in lingua originale). Consigliato.


Voto: ***






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