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giovedì 9 ottobre 2014

Occhi di Laura Mars di Irvin Kershner, fattura da b-movie per un thriller psicotico e bizzarro che affascina ma che in alcuni momenti cade nel ridicolo. Curiosi gli interpreti Faye Dunaway e Tommy Lee Jones. Per un certo verso è un CULT

Oggi vi voglio parlare di un film per molti versi cult che però nel finale delude e non poco.
Mi riferisco a Occhi di Laura Mars di Irvin Kershner.
Ecco la recensione:





Occhi di Laura Mars (Eyes of Laura Mars) di Irvin Kershner del 1978. Con Faye Dunaway, Tommy Lee Jones, Brad Dourif, René Auberjonois, Raul Julia. (104 min. ca.)
Laura Mars (Dunaway), fotografa famosa di moda, ha delle visioni extrasensoriali degli omicidi di amici, modelle collaboratori. Cercherà di fare chiarezza sul caso il tenente John Neville (Lee Jones), il quale si innamorerà di lei. Ricambiato. O almeno così sembra...































Thriller psicotico e bizzarro scritto da John Carpenter (anche il soggetto), diretto bene con effettoni - filtri e coltelli a mo' di Psycho - e musica inquietante che riescono a far sobbalzare lo spettatore. Purtroppo, se la tensione c'è, è palpabile, alcune trovare risultano telefonate e anche le visioni della protagonista rimangono pressoché inspiegate. Per non parlare del finale a sorpresa: forzato, deludente ed anche piuttosto ridicolo. 
Un thriller che vuole unire il vecchio al nuovo ma, a differenza di un De Palma che due anni dopo realizzerà Vestito per uccidere, altrettanto finto (con fattura da b-movie) ma registicamente più solido e scritto decisamente meglio, non riesce a sfuggire dai meccanismi di genere: ha pochissimo respiro. Faye Dunaway è brava ma ripete continuamente le stesse espressioni per tutta la pellicola. Più bravo forse Tommy Lee Jones, ambiguo al punto giusto. 
Alla fin fine è un film mediocre che però affascina. 
Un vero peccato perché - appunto - le suggestioni ci sono. 
Da vedere per curiosità. (Colonna sonora con le hit di quell'anno. Il tema portante Eyes Of Laura Mars (Prisoner) è cantato da Barbra Streisand).


Voto: **






Il trailer:







Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?










  
Chiunque volesse prendere le recensioni citi questo blog. Riproduzione riservata

lunedì 29 settembre 2014

Voglio la libertà di Irvin Kershner, commedia fantastica che tratta temi delicati e progressisti quali l'aborto e il femminismo in modo confuso. Anche la Streisand appare sottotono

Oggi voglio parlarvi di un film di qualche anno fa con velleità femministe e fintamente progressiste.
Mi sto riferendo a Voglio la libertà di Irvin Kershner.
Ecco la recensione:







Voglio la libertà (Up The Sandbox) di Irvin Kershner del 1972. Con Barbra Streisand, David Selby. (97 min. ca.)
Margaret Reynolds (Streisand), giovane mamma di due figli e casalinga frustrata, sogna costantemente ad occhi aperti di trovarsi in situazioni pericolose, esaltanti e femministe. La realtà è diversa invece: aspetta un altro figlio. 














Film particolare e bizzarro (tratto dal romanzo di Anne Richardson Roiphe) che però non riesce a decidersi sui toni da usare: è un po' grottesco, un po' satirico, c'è la critica sociale del ruolo della donna nella società e anche il finale è un po' amaro. 
Ma manca qualcosa. Non convince, non morde e le provocazioni rimangono fini a se stesse (la scena con Fidel Castro in realtà ermafrodita per quanto simpatica nel contesto è imbarazzante. Quella con Margaret che va a sabotare la Statua della Libertà è carina anche visivamente ma buttata lì. Stessa cosa per quella con lei che si immagina esploratrice in Africa. Più riuscita la scena del pranzo in famiglia). 
Il problema non è tanto la regia (o non solo) quanto della sceneggiatura poco solida e confusa. 
Troppa carne sul fuoco per una pellicola che effettivamente per gli anni trattava temi importanti e delicati come l'aborto - il linguaggio è piuttosto sboccato - tuttavia non lo ha fatto nel modo giusto. 
Barbra Streisand è bravissima come sempre ma anche la sua performance risulta appannata. Gli altri non pervenuti. 
Un film sicuramente curioso, con alcune trovate particolari - e altre evitabili e prive di buon gusto -, ma non indovinato. 
Consigliato per i soli fan della Streisand.


Voto: **








Il trailer:








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