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mercoledì 16 agosto 2017

Il medico di campagna di Thomas Lilti, commedia drammatica toccante, sensibile e misurata. Bravi i due protagonisti. Peccato per il finale tirato via

Oggi vi voglio parlare di un recente. Un film francese molto delicato e toccante. Con due bravi protagonisti.
Mi riferisco a Il medico di campagna di Thomas Lilti.
Ecco la recensione:






Il medico di campagna (Médecin de campagne) di Thomas Lilti del 2016. Con François Cluzet, Marianne Denicourt, Christophe Odent, Patrick Descamps, Isabelle Sadoyan, Félix Moati, Guy Faucher, Margaux Fabre, Julien Lucas, Yohann Goetzmann, Josée Laprun, Philippe Bertin, Géraldine Schitter. (102 min. ca.)
Jean-Pierre Werner (Cluzet) è un medico di campagna amato da tutti. Il problema sorge quando proprio lui si ammala di cancro e deve essere affiancato e pian piano sostituito da Nathalie Delezia (Denicourt), alle prime armi.










Commedia drammatica tristissima ma non priva di speranza, che ha il suo punto forte nella semplicità e nei due protagonisti.
François Cluzet è sempre più credibile (e sempre più identico a Dustin Hoffman): riesce a scomparire nel personaggio, non è mai una macchietta. Marianne Denicourt riesce ad essere convincente sia come antipatica, che come medico empatico e sensibile.
Piacevole, ben diretto, con un finale un po' troppo repentino, frettoloso. Dispiace, perché pare proprio che Lilti non sappia come concludere la storia.
Positivo invece che non si punti sulla lacrima facile (ed è meno patetico di ciò che si potrebbe pensare e temere.
Alcune scene sono molto realistiche e toccanti invece), sulla commozione fine a se stessa.
Da vedere (quando si è dell'umore giusto). Consigliato.


Voto: ***









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lunedì 2 marzo 2015

Non dirlo a nessuno di Guillaume Canet, thriller teso e appassionante con un bravissimo François Cluzet

Oggi vi voglio parlare di un film francese di qualche anno fa. Un thriller tesissimo e avvincente.
Mi riferisco a Non dirlo a nessuno di Guillaume Canet.
Ecco la recensione:





Non dirlo a nessuno (Ne le dis à personne) di Guillaume Canet del 2006. Con François Cluzet, Marie-Josée Croze, André Dussollier, Kristin Scott Thomas, François Berléand, Nathalie Baye, Jean Rochefort, Marina Hands, Gilles Lellouche, Philippe Lefebvre, Florence Thomassin, Olivier Marchal, Guillaume Canet, Brigitte Catillon, Mika'ela Fisher, Samir Guesmi, Jean-Pierre Lorit, Jalil Lespert. (125 min. ca.)
Alexandre Beck (Cluzet) è un dottore che otto anni prima è rimasto vedovo dell'amata moglie Margot (Croze) in circostanze misteriose sul lago Charmaine di notte. Era stata assalita e rapita. E anche Alexandre era rimasto ferito. Ora però spuntano dei nuovi indizi e un video allegato all'email sembra filmare proprio Margot. 










Grande thriller/giallo e dramma molto articolato (la trama è davvero complicata) - tratto dal romanzo omonimo di Harlan Coben, - dal ritmo teso, dalle giuste atmosfere, con una ottima sceneggiatura, diretto senza troppe sbavature e intepretato benissimo. 
François Cluzet è davvero il Dustin Hoffman francese: credibile, espressivo, sempre molto in parte (vincitore del Premio César come Migliore Attore). Bravi anche gli altri. (Vi ha partecipato anche Kristin Scott Thomas). 
Un film asciutto, che ricorda in alcuni casi (ma molto lontanamente, il paragone sarebbe ingiusto) Niente da nascondere* di Haneke e riesce a coinvolgere e ad appassionare con alcuni espedienti narrativi vincenti (il doppio finale ad esempio). 
Da vedere assolutamente. Consigliatissimo. (Pessimo invece il doppiaggio)

*Mia recensione
Voto: ***1/2






Il trailer:








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venerdì 20 giugno 2014

Quasi amici - Intouchables di Olivier Nakache ed Éric Toledano, commedia drammatica francese che gioca in modo intelligente con gli stereotipi sulle minoranze (i protagonisti - bravissimi - sono rispettivamente un disabile e un ragazzo di colore). Piacevole, divertente, ben confezionato

Oggi vi voglio parlare di un film piuttosto recente che mi è piaciuto molto. Per una volta sono d'accordo con il giudizio del grande pubblico che tanto lo ha apprezzato.
E' una pellicola che tratta un tema delicato con grande senso dell'umorismo: diverte proprio.
Mi sto riferendo al francese Quasi amici di Olivier Nakache ed Éric Toledano.
Ecco la recensione:




Quasi amici - Intouchables (Intouchables) di Olivier Nakache ed Éric Toledano del 2011. Con François Cluzet, Omar Sy. (112 min. ca.)
La storia di Philippe (Cluzet) un nobile francese di mezza età che diventa tetraplegico dopo un incidente con il parapendio. Quando dovrà assumere uno dei tanti badanti (vuole solo uomini per compagnia e aiuto), deciderà per Driss (Sy), un senegalese naturalizato francese con la fedina penale sporca, che inizialmente voleva solo guadagnare l'assegno di disoccupazione. Il giovane, incurante delle regole, un po' maleducato, fuori dagli schemi e molto simpatico, riuscirà a rendere la vita di Philippe più movimentata di quanto potesse sperare. Grazie a lui troverà anche una nuova compagna. 



















Tratto da una storia vera e dal libro del vero Philippe Pozzo Di Borgo (il badante in realtà è magrebino e si chiama Yasmin Abdel Sellou), è un film con la formula usata - ed anche un po' abusata - della "strana coppia" o della coppia bianco/di colore/ceto diverso/disabile, che però qui funziona benissimo. Nonostante gli stereotipi sulle minoranze (bianco disabile/di colore), nonostante moltissime situazioni siano create apposta per piacere al pubblico, nonostante le battute siano scritte a tavolino, la vicenda scorre senza intoppi.
Sì, perché a dispetto della trama, la pellicola è intrisa di umorismo: si ride veramente tanto per le battute apparentemente cattive/sarcastiche di Driss o per la simpatia autentica dell'attore che lo interpreta (è un comico tra l'altro) - la scena di lui che balla durante la festa di compleanno di Philippe è divertentissima - o ancora, per la sintonia dei due. Cluzet - che assomiglia vagamente a Dustin Hoffman - si è calato con disinvoltura nel personaggio (anche il vero Philippe è autoironico). 
Ci sono momenti emozionanti e commoventi ma mai patetici. E' un film che dà speranza e che insegna a prendere dalla vita quello che offre, senza piangersi addosso per i problemi (gravi o meno). Girato benissimo (le scene in auto sono realizzate in maniera magistrale) con stupende inquadrature, la direzione degli attori è perfetta, sceneggiatura (modificata anche al momento sul set) solida, musica del nostro Ludovico Einaudi. 
Da vedere assolutamente, mette di buonumore. Consigliatissimo. 


Voto: ***1/2












Il trailer:






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