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venerdì 28 luglio 2017

CULT - Maledetto il giorno che t'ho incontrato di Carlo Verdone, commedia su due personaggi complessati e nevrotici che in qualche modo si trovano. Ben sceneggiato, divertente

Oggi vi voglio parlare di un film di parecchi anni fa. Una commedia italiana di un autore/attore molto amato (del quale sto parlando molto in quest'ultimo periodo).
Mi riferisco a Maledetto il giorno che t'ho incontrato di Carlo Verodne.
Ecco la recensione:






Maledetto il giorno che t'ho incontrato di Carlo Verdone del 1992. Con Carlo Verdone, Margherita Buy, Elisabetta Pozzi, Giancarlo Dettori, Stefania Casini, Renato Pareti, Dario Casalini, Alexis Meneloff, Valeria Sabel, Richard Benson. (112 min. ca.)
Bernardo Arbusti (Verdone) è un giornalista e critico musicale nevrotico e ansioso che sta ancora più male, anzi, è devastato da quando sua moglie Adriana (Pozzi) l'ha lasciato. Quando arriva al limite, decide di entrare in terapia. Si rivolge dunque al prof. Altieri (Meneloff). Proprio uscendo dal suo studio si imbatte in Camilla Landolfi (Buy), attrice complessata e ansiosa più di lui innamorata del suddetto psichiatra. Comincerà con lei uno strano rapporto... 

















Commedia che anticipa una tematica molto amata da Verdone (la psicoanalisi, l'ipocondria, rapporti di coppia, società frenetica, ecc...). 
Lo fa con la giusta dose di ironia, una sceneggiatura con dialoghi e situazioni che funzionano da commedia sofisticata/degli equivoci mista a sentimentale. 
I personaggi sono ben caratterizzati e divertenti pur nella loro nevrastenia. Verdone è sempre molto in gamba: misurato, goffo alla sua maniera. Margherita Buy è perfetta (manco a dirlo, visto che si specializzerà in questi ruoli) e molto espressiva. 
C'è anche un cameo del musicista Richard Benson. 
Un film - maturo - dal buon ritmo, piacevole, coinvolgente e con una bella colonna sonora. 
Anche questo - come tantissimi altri lavori di Verdone regista - è un cult. 
Da vedere. Consigliatissimo.


Voto: ***/***1/2






Il trailer:








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lunedì 24 luglio 2017

Io e mia sorella di Carlo Verdone, commedia dolceamara e seriosa dal buon ritmo, senza cadute di gusto. Cast all'altezza

Oggi vi voglio parlare di un film di parecchi anni fa. Una commedia diretta da un attore/regista italiano molto amato.
Mi riferisco a Io e mia sorella di Carlo Verdone.
Ecco la recensione:






Io e mia sorella di Carlo Verdone del 1987. Con Carlo Verdone, Ornella Muti, Elena Sofia Ricci, Mariangela Giordano, Galeazzo Benti, Tomas Arana, Veronica Lazar, Maurizio Fardo. (111 min. ca.)
Spoleto. Carlo Piergentili (Verdone) è un oboista sposato con la collega violoncellista Serena (Ricci). Avendola dovuta ricontattare per il funerale della madre, dovrà rifrequentare la sorella Silvia (Muti), una giovane dalla vita caotica e piena di problemi (anche dal punto di vista sentimentale). E tra un favore ed un altro (fatti per forza, senso di colpa o sotto ricatto), capirà di essersi affezionato...











Commedia dolceamara come al solito scritta, diretta ed interpretata dallo stesso Verdone.
Piacevole, in un susseguirsi di vicende in crescendo (per rimanere in tema musicale).
I toni sono malinconici oppure tragicomici (la scena del funerale, con tutti che devono aspettare i comodi di Silvia è emblematica e riesce a strappare un sorriso anche in un momento così delicato).
Il cast è azzeccato e stranamente la recitazione non è poi così malvagia.
Verdone come autore riesce a bilanciare questi toni realizzando un film semiserio, una commedia drammatica, senza essere farsesco come al solito, seppur abbondando di gag (il suo personaggio, maldestro, si prestava).
Da vedere. Consigliato.


Voto: ***









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sabato 22 luglio 2017

CULT anni '80 - Borotalco di Carlo Verdone, commedia sentimentale/degli equivoci con parecchie trovate e scene diventate famosissime. Ottima la colonna sonora curata da Lucio Dalla e gli Stadio

Oggi vi voglio parlare di un film italiano di parecchi anni fa. Un film diretto da un regista e attore molto amato. E un vero e proprio cult degli anni '80.
Mi riferisco a Borotalco di Carlo Verdone.
Ecco la recensione:






Borotalco di Carlo Verdone del 1982. Con Carlo Verdone, Eleonora Giorgi, Christian De Sica, Angelo Infanti, Enrico Papa, Roberta Manfredi, Isa Gallinelli, Mario Brega. (97 min. ca.)
Sergio Benvenuti (Verdone) è un giovane spiantato, fidanzato con Rossella (Manfredi), il cui padre, violento e minaccioso (Brega) lo fa sempre stare sulle spine. Quando trova un lavoro porta a porta farà la conoscenza di Nadia (Giorgi), una ragazza intraprendente e ingenua innamorata di Lucio Dalla. Sergio inoltre, per una serie di circostanze, si spaccerà per Manuel (Infanti) un delinquente arricchito... 

















Commedia sentimentale/degli equivoci con parecchie trovate azzeccate e scene famosissime (quella del balletto insieme a Christian De Sica - che interpreta il suo amico - e quella al negozio di alimentari con Brega che lo obbliga ad assaggiare del prosciutto e un'oliva Senti sto' prosciutto t'ho detto è dorce... è 'nzucchero ah Sergio, 'o senti?!?! E st'olive 'e senti, queste so' greche, aho! Greche... e 'nnamo... e daje, so' greche... so' bone, come so'? Dì la verità! con un Verdone intimorito che gli risponde in modo altrettanto comico). 
Certo, moltissime cose adesso paiono banalotte, ma vanno contestualizzate, erano altri tempi. 
Anche le battute di cattivo gusto erano specchio di quell'epoca. In ogni caso è costruito bene, funziona. 
Peccato per il finale un po' troppo tirato via, ma va preso per quello che è, un film divertente che intrattiene. 
Comunque Verdone alla sua terza volta dietro la macchina da presa (Un sacco bello e Bianco, rosso e Verdone sono comunque superiori, nonostante l'affollamento di personaggi) ha realizzato un vero e proprio cult. Anche per la colonna sonora firmata dagli Stadio e proprio da Lucio Dalla. 
E il cast, seppure il livello della recitazione sia mediocre, è in parte.
Un film onesto.
Da rivedere. Consigliato. 


Voto: **1/2/***










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venerdì 6 gennaio 2017

L'amore è eterno finché dura di Carlo Verdone, commedia sentimentale simpatica, con un Carlo Verdone che come attore è in forma, meno come regista. Un film che pecca nella fattura (al risparmio e un po' "svogliata")

Oggi vi voglio parlare di un film di qualche anno fa. Un film italiano di un regista/attore molto amato e che in effetti qualche decennio fa, ci aveva regalato qualche perla. Questo è mediocre. Per la fattura più che altro.
Mi riferisco a L'amore è eterno finché dura di Carlo Verdone.
Ecco la recensione:






L'amore è eterno finché dura di Carlo Verdone del 2004. Con Carlo Verdone, Laura Morante, Stefania Rocca, Rodolfo Corsato, Lucia Ceracchi, Gabriella Pession, Antonio Catania, Elisabetta Rocchetti, Orsetta De Rossi, Vanni Corbellini. (110 min. ca.)
Gilberto Mercuri (Verdone), ottico, è sposato da più di vent'anni con Tiziana Lombardi (Morante) e hanno una figlia diciassettenne. Un giorno si iscrive ad uno speed date e, per una particolare circostanza, la lo viene a sapere proprio Tiziana. Il matrimonio viene compromesso e la ferita sembra effettivamente insanabile. 







Commedia sentimentale nello stile solito di Verdone fatto di cliché, vicende vicine allo spettatore (più o meno), semplicità ed in effetti, una capacità di raccontare una storia. 
È una disamina sui rapporti di coppia/matrimoniali e dell'amore dopo i cinquant'anni molto blanda e a mò - ovviamente - di commedia all'italiana. 
Niente di profondo, anzi, si punta anche alla risata amarognola. 
Molte le scene divertenti, ma altre sono forzate, alcune volutamente patetiche, altre stucchevoli. Alcuni momenti sono tirati via e vanno a rovinare il brio che in effetti è presente. 
La sceneggiatura sarebbe buona, peccato che sia girato con poca forza. I tanti errori palesi di montaggio sono fastidiosi. 
Il cast è buono. Soprattutto per lui, Carlo Verdone, davvero molto bravo e simpatico nel suo classico ruolo di ansioso, ipocondriaco ed insicuro. Laura Morante è brava quando non urla (che brutto vizio!) e non fa la finta isterica. Stefania Rocca è insipida come al solito.
Un film piacevole, divertente, ma che scarseggia nella regia e nella fattura (sembra realizzato "al risparmio") e che perciò lascia un po' insoddisfatti (anche se la malinconia tipica di certe pellicole di Verdone è gradita). 
Da vedere per curiosità. 


Voto: **1/2










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