Oggi vi voglio parlare di un film recente. Un film italiano presentato alla scorsa Mostra del Cinema. Piacevole, una storia d'amore particolare, con dei bravi attori.
Mi riferisco a La ragazza del mondo di Marco Danieli.
Ecco la recensione:
La ragazza del mondo di Marco Danieli del 2016. Con Sara
Serraiocco, Michele Riondino, Giorgio Careccia, Pippo Delbono, Marco
Leonardi, Lucia Mascino. (101 min. ca.)
Giulia (Serraiocco), è una ragazza che frequenta le scuole
superiori. Testimone di Geova, viene obbligata dalla famiglia ad
avere una vita retta, secondo regole strette. Durante uno dei soliti
"porta a porta" conoscerà Libero (Riondino), un ragazzo
più grande di lui appena uscito dal carcere per spaccio. Si
innamorerà. Ciò comporterà problemi irreversibili con i genitori e
la sorella...
Film drammatico non di denuncia (anche se parrebbe) su
una ragazza che non riesce a vivere la sua vita e a fare le sue
esperienze (sentimentali e oltre) normalmente. Ed è anche una storia
d'amore. Semplice, pure troppo. Molte le ingenuità. Carne al fuoco,
svolte della trama talvolta forzate.
Eppure qualcosa di buono c'è.
Una certa - imprevedibile - tenerezza, la tensione con cui viene
descritta la routine e il "plagio" subito da Giulia.
E gli
attori protagonisti: credibili (come gli ambienti e le situazioni,
anche se talvolta portate all'estremo, bisogna ammettere), espressivi
(con Michele Riondino si va sul sicuro, ma è Sara Serraiocco ad
essere una sorpresa. Spontanea e vulnerabile nel doppio ruolo di
"santarellina" e "peccatrice". Espressiva e mai
sopra le righe). Tra i due c'è una bella chimica, un bell'affiatamento.
Un film tutto sommato piacevole, fine a se stesso
magari, ma ben girato. Non si discosterà da certi prodotti italiani
"medi", tuttavia è un esordio che ha saputo gestire bene
le interpretazioni.
Peccato sia nominato al David di Donatello
solo Riondino e non la Serraiocco.
Da vedere per curiosità. Consigliato.
Voto: ***
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lunedì 13 marzo 2017
La ragazza del mondo di Marco Danieli, dramma sentimentale su una ragazza Testimone di Geova che vorrebbe evadere dalle rigide regole familiari e religiose. L'amore farà il resto... Storia talvolta ingenua ma è un film ben diretto e recitato. #DavidDiDonatello
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sabato 24 ottobre 2015
Fortapàsc di Marco Risi, film che ripercorre l'ultimo anno di vita di Giancarlo Siani, giornalista d'inchiesta che venne ucciso nel 1985, a soli ventisei anni, perché considerato scomodo. Ben scritto, diretto e recitato con convinzione e naturalezza. Un'opera onesta e sentita
Oggi vi voglio parlare di un film di pochi anni fa. Un film italiano di denuncia, un film biografico che parla di una storia vera.
Mi riferisco a Fortapàsc di Marco Risi.
Ecco la recensione:
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Mi riferisco a Fortapàsc di Marco Risi.
Ecco la recensione:
Fortapàsc di Marco Risi del
2009. Con Libero De Rienzo, Michele Riondino, Massimiliano Gallo,
Ernesto Mahieux, Salvatore Cantalupo, Ennio Fantastichini, Duccio
Camerini, Valentina Lodovini, Renato Carpentieri, Gianfelice
Imparato, Marcello Mazzarella, Daniele Pecci, Gigio Morra, Gianfranco
Gallo, Antonio Buonomo, Roberto Calabrese, Raffaele Vassallo, Kiung
Mi Lee, Mimmo Mignemi, Nadia Carlomagno, Fortunato Cerlino, Salvatore
Striano. (113 min. ca.)
1984. Giancarlo Siani (De Rienzo) è un giovane giornalista
di Torre Annunziata che lavora presso la redazione locale de Il
Mattino. Reporter di cronaca nera e di faccende legate alla camorra,
comincia a interessarsi della corruzione sugli appalti per la
ricostruzione delle case dopo il terremoto in Irpinia. Corruzione che
coinvolge i boss locali quali Nuvoletta ed anche il sindaco
(Fantastichini). I suoi articoli cominciano a dare fastidio a chi di
dovere (anche se lavorativamente è stato premiato con il
trasferimento nella sede di Napoli della testata) e la sera del 23
settembre 1985 viene avvicinato mentre è ancora nella sua sua auto e
ucciso. A ventisei anni.
Tratto dal cortometraggio Mehari di Gianfranco De
Rosa del 1999 e ispirato agli ultimi momenti du vita del vero Siani,
è un film per l'appunto biografico/drammatico romanzato ma con punte
di estremo realismo (nonostante qualcosa sia stato cambiato).
Bella
la ricostruzione dell'epoca e l'ambientazione non patinata e
soprattutto la caratterizzazione dei personaggi. Quella del
protagonista è perfetta, così com'è perfetto Libero De Rienzo nel
calarsi nel ruolo: credibile, naturale, senza sovrastrutture.
Un'interpretazione fantastica. Bravissimo come sempre Ernesto
Mahieux.
Ben scritto e diretto con polso mescolando - come detto -
con sapienza finzione e verità, ha delle scene efficaci (anche
quelle di azione).
Un altro pregio davvero raro in questo genere è
una certa compostezza, una sobrietà del rappresentare le cose: senza
cercare la macchietta a tutti i costi, senza abbondare lì dove non
ce n'è bisogno. Sincero, delicato ma al contempo incisivo,
appassionante, dal ritmo sempre teso, che riesce nell'intento sia di
intrattenere sia di raccontare una brutta pagina della nostra Italia
(quella dei buoni, dalla parte giusta), facendo anche riflettere.
Da
vedere assolutamente. Consigliatissimo.
Voto: ***1/2
Il vero Giancarlo Siani
Il trailer:
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martedì 26 maggio 2015
Dieci inverni di Valerio Mieli, commedia sentimentale malinconica e garbata dalle ambientazioni suggestive e irreali. Protagonisti in parte
Oggi vi voglio parlare di un film italiano di pochi anni fa. Una commedia sentimentale suggestiva ma imperfetta.
Mi riferisco a Dieci inverni di Valerio Mieli.
Ecco la recensione:
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Mi riferisco a Dieci inverni di Valerio Mieli.
Ecco la recensione:
Dieci inverni di Valerio Mieli
del 2009. Con Isabella Ragonese, Michele Riondino, Glen Blackhall,
Sergej Žigunov, Sergej Nikonenko, Ljuba Zaiceva, Alice Torriani,
Sara Lazzaro, Francesco Brandi, Luca Avagliano, Francesca Cuttica,
Roberto Nobile, Luis Molteni, Vinicio Capossela. (99 min. ca.)
Novembre 1999.
Camilla (Ragonese) e Silvestro (Riondino) si incontrano per caso su
un vaporetto a Venezia, città che li ospita per motivi di studio.
Lei addirittura lo ospita subito a casa sua (una vera e propria
catapecchia senza riscaldamento). Comincia così un rapporto strano,
fatto di complicità, amicizia, rancore, odio, di nuovo amicizia e
amore platonico, l'amore non ricambiato, litigi, fino all'amore vero.
Tutto questo in dieci anni, i dieci inverni del titolo.
Film - tratto
dal romanzo omonimo dello stesso Mieli - malinconico e triste fino al
culmine della vicenda piuttosto scontato ma inevitabile.
Interessante
nella costruzione degli eventi e ambientale, è un tira e molla tra
incontri e scontri un po' improbabile ma coinvolgente.
L'ambientazione di cui sopra è particolare e strana: è stata scelta
una parte di Venezia isolata quasi di fantasia (anche le riprese nei
luoghi famosi e nelle campi e calli più conosciute sono irreali,
sospese nel tempo, oniriche). Forse sono queste scelte a rendere
maggiormente affascinante l'opera che ricorda vagamente Pane e tulipani di Soldini. Per il resto anche Mosca sembra fuori dal
tempo e non parliamo delle colline di Valdobbiadene, totalmente
irriconoscibili.
La regia è forse troppo compiaciuta e volta a
strizzare l'occhio al pubblico ma sa orchestrare in modo misurato gli
ingredienti sentimentali senza superare il limite del buongusto e
della melensaggine mescolandoli con la commedia.
Un limite sono i
dialoghi un po' troppo banali ma anche molto spontanei e non troppo
artefatti.
I protagonisti sono in parte e credibili (salvo sfoggiare
una dizione finta tipica degli attori italiani): sembrano due ragazzi
normali che stanno passando dall'adolescenza all'età adulta. Molto
espressivi.
È insomma un film delicato, godibile ma anche un po'
ingenuo e ciò potrebbe essere un limite e attirare perciò un tipo
di spettatore in particolare (l'adolescente o anche il trentenne
sognatore). Suggestiva la colonna sonora composta da musica balcanica
e dal tema portante di Vinicio Capossela (che ha anche un cameo
durante una festa) Parla piano.
Da vedere (ma deve
convincere subito altrimenti perde la magia). Consigliato (meglio se
inguaribili romantici).
Voto: **1/2
Il trailer:
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