Visualizzazione post con etichetta matthew modine. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta matthew modine. Mostra tutti i post

lunedì 28 agosto 2017

Uno sconosciuto alla porta di John Schlesinger, thriller convenzionale e prevedibile, con un cattivo subdolo e irritante interpretato dal bravissimo Michael Keaton

Oggi vi voglio parlare di un film di parecchi anni fa. Un thriller diretto da un bravo regista non sempre all'altezza, a dir la verità.
Mi riferisco a Uno sconosciuto alla porta di John Schlesinger.
Ecco la recensione:






Uno sconosciuto alla porta (Pacific Heights) di John Schlesinger del 1990. Con Melanie Griffith, Matthew Modine, Michael Keaton, Laurie Metcalf, Mako, Nobu McCarthy, Dorian Harewood, Tippi Hedren, Beverly D'Angelo, Carl Lumbly, Sheila McCarthy, Luca Bercovici. (102 min. ca.)
Patty Palmer (Griffith) e Drake Goodman (Modine) sono due fidanzati che decidono di acquistare una vecchia palazzina vittoriana per poi affittarne gli appartamenti. Carter Hayes (Metcalf) si impone come miglior offerente e riesce ad installarsi nell'appartamento, rivelandosi però un sadico psicopatico che metterà in seria difficoltà la coppia.











Film thriller convenzionale, di maniera e prevedibile, riscattato però dalla tensione costante e dal cattivo interpretato da Michael Keaton, che più che pauroso è irritante, snervante.
Melanie Griffith è un po' troppo miagolante ma funziona soprattutto nel finale e Matthew Modine - anche lui aveva molto successo allora - è la giusta controparte del cattivo.
Ottimo l'utilizzo degli interni. Una casa da ristrutturare, un po' fatiscente, con il seminterrato riesce sempre a dare ottimi risultati in quanto a suggestione.
Ottima anche la colonna sonora di Hans Zimmer più l'aggiunta di alcuni brani.
Un film innocuo che però coinvolge e rende partecipe lo spettatore che vorrà vendicarsi dell"intruso" esattamente come i due protagonisti.
Schlesinger ha fatto di meglio, molto meglio (ma anche di peggio): ha un suo senso se contestualizzato. Ossia anni '90, thrillerino "alimentare" con attori famosi e villain inquietante.
Una curiosità: nel film compare anche Tippi Hedren, madre della Griffith, nei panni di un'amica di Hayes.
Da vedere per curiosità. Consigliato.


Voto: **1/2




Il trailer:







Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?












 
Chiunque volesse prendere le recensioni citi questo blog. Riproduzione riservata

mercoledì 22 marzo 2017

Come diventare grandi nonostante i genitori di Luca Lucini, commedia prodotta dalla Walt Disney Company Italia (già questo la dice lunga). È un film pseudo educativo e pseudo musicale pessimo sotto tutti i punti di vista. Anche il finale "leggermente" a sorpresa non aiuta. #DavidDiDonatello

Oggi vi voglio parlare di un film recente. Un film italiano veramente osceno, ma rivolto ad un determinato pubblico, quindi... colpa mia che sono andata a guardarlo.
Mi riferisco a Come diventare grandi nonostante i genitori di Luca Lucini.
Ecco la recensione:





Come diventare grandi nonostante i genitori di Luca Lucini del 2016. Con Giovanna Mezzogiorno, Paolo Calabresi, Margherita Buy, Matthew Modine, Paolo Pierobon, Leonardo Cecchi, Federico Russo, Eleonora Gaggero, Beatrice Vendramin, Saul Nanni, Emanuele Misuraca, Chiara Primavesi, Toby Sebastian, Sergio Albelli, Ninni Bruschetta, Giovanni Calcagno, Roberto Citran, Francesca De Martini, Sara D'Amario, Gabriella Franchini, Elena Lietti, Aglaia Mora, Federico Russo. (90 min. ca.)
Dei liceali decidono di partecipare ad un concorso per giovani gruppi musicali contro il volere dei genitori e della preside (Buy). Riusciranno anche a trovare un produttore (Modine) e a far ricredere tutti.






Film prodotto dalla Walt Disney Company Italia e basato sulla serie comedy Alex & Co. targata Disney Channel.
Il risultato è una specie di High School Musical più nostrano (ma l'ambientazione è simile alle scuole americane. Quale scuola italiana ha uno studio di registrazione con strumenti, ecc...?) e stucchevole allo stesso modo, ma forse anche più patetico.
L'intento pedagogico con moralina semplice semplice è irritante.
La storia procede in maniera macchinosa e, anche se il finale vorrebbe essere a sorpresa, lascia comunque basito lo spettatore.
La sceneggiatura (scritta da Nunziante. Ricordate un certo Checco Zalone?) è piena zeppa di cliché e ingenuità sconvolgenti.
Il cast è sprecato. Se la performance dei ragazzini è decisamente - e prevedibilmente - amatoriale, troviamo attori del calibro di Margherita Buy, Giovanna Mezzogiorno, Roberto Citran. E, Matthew Modine! Sì, proprio lui sempre così espressivo ed in gamba a prendere parte ad un prodotto del genere (dice anche qualche frase in italiano).
Le "meravigliose" canzoni sono quanto di più terribile si possa ascoltare (I Can See the Stars è candidata per un David di Donatello).
Un film per un determinato tipo di target, ma che mette imbarazzo chi lo sta guardando. Definirlo agghiacciante è fargli un complimento.
Sconsigliatissimo.


Voto: *





 Il trailer:






Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?











  
Chiunque volesse prendere le recensioni citi questo blog. Riproduzione riservata

giovedì 29 settembre 2016

Birdy - Le ali della libertà di Alan Parker, film drammatico che ben racconta il trauma dei reduci della guerra nel Vietnam usando la bizzarria del protagonista come metafora. Ottimi i due attori Matthew Modine e Nicolas Cage

Oggi vi voglio parlare di un film di parecchi anni fa. Un film di un regista molto apprezzato e considerato. Un film particolare, che dal titolo può essere confuso con un altro cult.
Mi riferisco a Birdy - Le ali della libertà di Alan Parker.
Ecco la recensione:






Birdy - Le ali della libertà (Birdy) di Alan Parker del 1984. Con Matthew Modine, Nicolas Cage, John Harkins, Sandy Baron, Karen Young, Bruno Kirby, Nancy Fish, George Buck, Dolores Sage, Robert L. Ryan, James Santini. (113 min. ca.)
Al Columbato (Cage) è un reduce della guerra nel Vietnam che, dopo un'esplosione di una bomba è rimasto bruciato e sfigurato al volto, ora coperto di bende. Dovrà urgentemente andare a trovare il suo vecchio amico Birdy (Modine), ricoverato in un ospedale psichiatrico ammutolito, catatonico, sotto shock. In realtà aveva sempre mostrato un certo squilibrio mentale data la sua fissazione per gli uccelli e l'intenzione di voler volare come loro. Al farà di tutto per farlo reagire. Forse ci riuscirà... 











Film drammatico tratto dal romanzo omonimo di William Wharton che ben riesce a descrivere sia la sindrome post-traumatica dovuta che la bizzarria del protagonista ed, insieme, raccontare un'amicizia vera. 
Alan Parker, come al solito, riesce ad utilizzare un linguaggio e dei toni comprensibili, pur tuttavia mantenendo uno stile asciutto e crudo (con l'alternarsi di immagini surreali, oniriche). Alcune scene fanno rabbrividire addirittura per l'impatto. 
I due protagonisti sono bravissimi. Su tutti un Nicolas Cage giovanissimo ma realmente in parte: intenso e appassionato (e sdentato). Davvero una bella performance. Bravo anche Matthew Modine che gioca di sottrazione, risultando credibile e tenero. 
Ottime le ambientazioni e le musiche composte da Peter Gabriel (più l'aggiunta di alcune belle canzoni. Ad esempio due di Richie Valens: La Bamba - che si sente anche nei titoli di coda - e Come On, Let's Go), impeccabili i flashback e il montaggio. 
La trama probabilmente si perde a tre quarti e il finale aperto a più interpretazioni risulta un po' forzato. Ma ciò non inficia la qualità dell'opera in sé, soltanto la rende meno solida. 
Vincitore del Grand Prix Speciale della Giuria a Cannes, è un film che sicuramente di fa ricordare. Da vedere. Consigliatissimo. 


Voto: ***/***1/2






Il trailer:







Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?













Chiunque volesse prendere le recensioni citi questo blog. Riproduzione riservata