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domenica 4 giugno 2017

La Bella e la Bestia di Christophe Gans, film fantastico ed ennesima versione della famosissima fiaba. Belle scenografie, bei costumi, ma è tutto troppo finto, troppo pieno di cose. Attori sprecati

Oggi vi voglio parlare di un film piuttosto recente. Un fantastico francese (in co-produzione con la Germania) piuttosto deludente.
Mi riferisco a La Bella e la Bestia di Christophe Gans.
Ecco la recensione:






La Bella e la Bestia (La Belle et la Bête) di Christophe Gans del 2014. Con Léa Seydoux, Vincent Cassel, André Dussollier, Eduardo Noriega, Yvonne Catterfeld, Myriam Charleins, Sara Giraudeau, Audrey Lamy, Jonathan Demurger, Nicolas Gob, Louka Meliava. (112 min. ca.)
La classica fiaba in un'ennesima versione. 

















Film fantastico che ricrea il mondo incantato di provenienza e sembra uscire da un libro illustrato, per l'appunto. 
Bei costumi, belle scenografie (e fin qui tutto bene). 
Si ispira soprattutto al grande film di Cocteau del 1946 e alla fiaba originale: è cupo, cattivo, un po' "morboso". Ma al contempo si distanzia da certi elementi incongruenti con intelligenza. 
Il problema è che è davvero troppo stucchevole nei suoi rimandi a cose già viste e visivamente pieno di cose, ridondante, viene fatto un uso massiccio di CGI che spesso pare artificioso e non fa godere appieno la storia. 
Le critiche però sul fatto che non ci sia un approfondimento del rapporto tra Belle e la Bestia e che l'amore sembri nascere all'improvviso, in pochissimo tempo - neanche giorni, si parla di istanti - è un problema comune a tutte le versioni che probabilmente solo la Disney con l'ultimo live action* ha saputo colmare e modificare al meglio per rendere il tutto più armonioso e credibile (per quanto possa esserlo un film fantastico). 
Gli attori protagonisti sono bravi ma sprecati. 
Il ritmo, per i difetti di cui sopra, sembra ogni tanto arrancare e pregiudicare tutto il buono che poteva esserci. 
Le atmosfere - molto francesi - sarebbero suggestive ma il risultato è superficialotto, la vicenda non coinvolge mai completamente, non si respira romanticismo, se non forse in un piccolissimo attimo. Da vedere solo per curiosità.

*Mia recensione
Voto: **1/2 





Il trailer:







Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?













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venerdì 19 maggio 2017

La Bella e la Bestia di Jean Cocteau (e René Clément), film fantastico tratto dalla famosa fiaba di Jeanne-Marie Leprince de Beaumont. Dark/horror e molto suggestivo, ricercato visivamente. Un classicone

Oggi vi voglio parlare di un film di molti, moltissimi anni fa. Un film fantastico diretto da un grande autore. Una storia d'amore portata sullo schermo con enorme successo anche recentemente.
Mi riferisco a La Bella e la Bestia di Jean Cocteau e René Clément.
Ecco la recensione:






La Bella e la Bestia (La Belle et la Bête) di Jean Cocteau (e René Clément) del 1946. Con Josette Day, Jean Marais, Mila Parély, Nane Germon, Michel Auclair, Raoul Marco, Marcel André. (96 min. ca.)
La fiaba di Jeanne-Marie Leprince de Beaumont in un classicone in B/N. 




















Film fantastico/sentimentale di grande impatto. 
Colpisce subito per la ricerca visiva, per lo stile peculiare che ha fatto la storia, per un'attenta composizione dell'immagine (di ispirazione pittorica), l'uso meraviglioso della luce e gli effetti speciali primordiali che funzionano (braccia vere che fuoriescono dalle pareti e che impugnano i candelabri, statue - anche quelle persone vere - che si muovono). 
Dark/barocco e con venature horror, cattura anche per una cattiveria di fondo, una durezza assente nelle versioni edulcorate più recenti. 
I personaggi sono realmente sgradevoli (anche Belle). Le scenografie - come già accennato - e i costumi sono stupendi e rendono. 
Il trucco decisamente meno. 
Malgrado l'impegno, e qualche volta la Bestia faccia paura, è fintissimo. I dialoghi affettati e bruschi, presi così come stanno dalla versione letteraria (come tutto il resto. Infatti troviamo più personaggi, le sorelle e il fratello di Belle che somigliano alle sorellastre di Cenerentola), risultano stucchevoli e poco credibili. La morale viene buttata in faccia allo spettatore, declamata. Inoltre, come è normale per molte pellicole - non tutte, a dir la verità - dell'epoca, ogni tanto c'è poca integrità tra scena e scena, il montaggio le ha rese fredde, non ben collegate. 
Nonostante questi piccoli difetti (per i nostri occhi da spettatori odierni), rimane un film di grande fascino, ricco di atmosfera e suggestivo al punto giusto (la colonna sonora un po' invasiva è decisamente inquietante). Clément prese il posto di Cocteau quando questi dovette curarsi una grave forma di psoriasi invalidante: in realtà non viene accreditato come regista ufficiale, ma soltanto come "aiuto").
Presentato alla prima edizione del Festival di Cannes.
Da vedere almeno per curiosità. Consigliato.


Voto: ***1/2






Il trailer:







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