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venerdì 10 giugno 2016

Salvate il soldato Ryan di Steven Spielberg, film di guerra di grande impatto visivo (nella prima mezz'ora soprattutto), dal ritmo sempre teso e dal cast ricco. Purtroppo è sempre presente la retorica dietro l'angolo

Oggi vi voglio parlare di un film di parecchi anni fa ormai. Un film considerato da molti un capolavoro di genere. E in effetti è un film realizzato benissimo, seppur io abbia qualche riserva.
Mi riferisco a Salvate il soldato Ryan di Steven Spielberg.
Ecco la recensione:





Salvate il soldato Ryan (Saving Private Ryan) di Steven Spielberg del 1998. Con Tom Hanks, Edward Burns, Matt Damon, Jeremy Davies, Tom Sizemore, Barry Pepper, Adam Goldberg, Giovanni Ribisi, Vin Diesel, Nathan Fillion, Harrison Young, Bryan Cranston. (169 min. ca.)
1944, sbarco in Normandia. Il capitano John H. Miller (Hanks), della Compagnia Charlie del 2º Battaglione Rangers, dopo aver perso ben quasi cento uomini, viene mandato in operazione di salvataggio per riportare a casa il soldato James Francis Ryan (Damon), un paracadutista, dopo che a Washington hanno saputo che gli sono morti tutti e tre i fratelli. A quel punto, insieme al suo gruppo, gira più città, sempre combattendo infaticabilmente e, una volta trovato, neanche lo stesso Ryan vuole tornare subito a casa, ma terminare prima quello che aveva iniziato. 


















Film di guerra/drammatico realizzato benissimo (manco a dirlo): la prima mezz'ora è letteralmente spettacolare. Cruda (c'è chi ha definito le immagini fini a se stesse), esaltante, realistica e adrenalinica. Poi si addentra di più nella vicenda in sé, fino ad un appassionante finale. Anzi, pre-finale. Perché l'ultima scena è forse la sola cosa che si poteva evitare. Circolare, con Ryan da vecchio insieme alla famigliola a visitare la tomba. 
Tutto diventa retorico nel pieno stile "spielberghiano". Ci può benissimo stare però risulta troppo patetico e ricattatorio. 
Se la pellicola fosse terminata tre minuti prima, le immagini commoventi - ma piene di dignità - avrebbero detto tutto senza aggiungere frasi stucchevoli, senza dover per forza sottolineare il concetto già messo in scena. 
Comunque rimane ben scritto, con un'ottima sceneggiatura e dal ritmo sempre costante. 
Le quasi tre ore passano in un lampo, non pesano: le varie dinamiche sono sviluppate in maniera chiara e si alternano grandi momenti di azione a momenti più riflessivi (bella la sequenza con la squadra momentaneamente a riposo in attesa dei tedeschi, che ascolta Edith Piaf). 
Gli effetti speciali sono usati in modo impeccabile e il clima è veramente pieno di suspense. Ineccepibili anche il montaggio (visivo e sonoro, soprattutto per quegli anni). Le scenografie sono imponenti e realistiche. In linea la colonna sonora del fedele John Williams. 
Il cast è ricchissimo (alcuni da allora hanno avuto più fortuna, altri meno. In ogni caso sono tutti molto affiatati). Spicca, ovviamente, Tom Hanks, che dal solito "bambolotto" con il ghigno stampato, via via fornisce una performance con molte sfumature. E - grazie anche ad un personaggio particolare, che crea empatia col pubblico perché impaurito, che alterna momenti di codardia ad altri di umanità o coraggio - Jeremy Davies è davvero in parte, fragile, memorabile. Ottimo, come sempre, Giovanni Ribisi nel ruolo del "medico" sensibile. 
Un film intenso, che fa star male per le scene forti (sbudellamenti vari, arti mozzati e via dicendo, l'acqua del mare colorata di rosso) e coinvolge, appassiona. 
Eppure la sensazione di una bella confezione hollywoodiana con manierismo e propaganda filoamericana incorporati non molla un secondo, fin dalla scena di apertura. 
Nonostante ciò, è un'opera indubbiamente importante cinematograficamente parlando (ha vinto anche cinque Oscar). 
Da vedere. Consigliato. 


Voto: ***1/2







Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?












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lunedì 17 novembre 2014

Secretary di Steven Shainberg, commedia grottesca che ha fatto molto discutere per i contenuti e le scene forti. In realtà un film intelligente e ritmato che non va mai oltre la soglia estrema del buon gusto. Perfetti Maggie Gyllenhaal e James Spader

Oggi vi voglio parlare di un film di qualche anno fa mal distrbuito nelle sale sicuramente anche per i temi trattati piuttosto controversi, provocatori, "scandalosi".
Mi riferisco a Secretary di Steven Shainberg.
Ecco la recensione [Attenzione, SPOILER e immagini forti]:






Secretary di Steven Shainberg del 2002. Con Maggie Gyllenhaal, James Spader, Jeremy Davies, Lesley Ann Warren, Stephen McHattie. (104 min. ca.)
Lee Holloway (Gyllenhaal) è una ragazza problematica appena uscita da una clinica psichiatrica in cui era stata ricoverata per autolesionismo. Cerca un lavoro e lo trova subito come segretaria dall'avvocato E. Edward Grey (Spader). Fra i due nascerà un rapporto di sadomasochismo e dominazione che porterà dapprima alla guarigione di lei e della sua compulsività per diventare successivamente dipendenza e alla fine amore. Perché alla fine tutti e due, nella loro malattia, erano disperatamente alla ricerca di amore.





















Tratto dalla raccolta di racconti Bad Behavior di Mary Gaitskill, è una pellicola bizzarra e ironica che riesce con coerenza e linearità a parlare di disagi psicologici, compulsioni e perversioni sessuali provocando senza troppi filtri ma strizzando l'occhio allo spettatore, in un certo senso rispettandolo. La sceneggiatura è ottima, la regia altrettanto: solida, consapevole, con una direzione perfetta degli attori.
Maggie Gyllenhaal è credibile nel ruolo di ragazza fragile, con un passato doloroso e una famiglia altrettanto problematica, James Spader è fantastico nel ruolo dell'albiguo e morboso datore di lavoro. Bello ritrovare Lesley Ann Warren (Victor Victoria).
In questo film si parla anche di molestie sempre con molto senso dell'umorismo.
L'ambiente claustrofobico dai colori accesi aiuta molto a creare l'atmosfera.
La colonna sonora di Badalamenti non è invadente (anche perché vengono utilizzati molte canzoni famose).
Film intelligente, curioso e coinvolgente con molto ritmo e misura che riesce a mettere in scena dei tabù senza mai andare oltre la soglia estrema del buon gusto. Piacevole.
Da vedere. Consigliatissimo.


Voto: ***1/2









Il trailer:








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