Oggi vi voglio parlare di un film di qualche anno fa. Un film di fantascienza diretto da un grande autore. Il risultato forse non è ottimo ma ha comunque molte cose valide.
Mi riferisco a Mission to Mars di Brian De Palma.
Ecco la recensione:
Mission to Mars di Brian De Palma
del 2000. Con Gary Sinise, Tim Robbins, Don Cheadle, Connie Nielsen,
Jerry O'Connell, Armin Mueller-Stahl, Peter Outerbridge, Kavan Smith,
Jill Teed, Elise Neal, Kim Delaney. (114 min. ca.)
Una spedizione di astronauti su
Marte viene bloccata da una tempesta di sabbia che fa apparire un
volto in una specie di scultura architettonica. L'altra metà del
gruppo, arrivato per salvare l'unico rimasto vivo, Luke (Cheadle),
cercherà di scoprirne il mistero.
Pellicola che mescola
fantascienza, fantastico e commedia drammatica con intelligenza e uso
intelligente degli effetti speciali e di immagini.
Visivamente è
potente ed emozionante.
Il gruppo di attori è coeso: i migliori
forse sono Gary Sinise e Don Cheadle. In parte, ispirati, centrati.
Tutto funziona a meraviglia (a parte qualche errore di fisica).
Purtroppo però nel finale si perde, le situazioni appaiono troppo
velocizzate ed anche alcune gag appaiono telefonate.
Rimane comunque
un film ben diretto (ma non stupisce) da un De Palma che ha saputo
creare tensione e coinvolgimento in un genere solitamente freddo,
troppo schematico.
I difetti sono nella sceneggiatura.
Precursore del
recente Sopravvissuto - The Martian* (condividono alcune
similitudini involontarie, dato che le fonti d'ispirazione sono
diverse).
Interessante, piacevole. Con alcuni momenti toccanti e
alcune scene memorabili.
Da vedere. Consigliato.
*Mia recensione
Voto: ***
Il trailer:
Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?
Chiunque volesse prendere le recensioni citi questo blog. Riproduzione riservata
Oggi vi voglio parlare di un film di un po' di anni fa. Un film presentato anche alla Mostra del Cinema di Venezia, con due attori solitamente vi ma qui fuori parte.
Mi riferisco a La macchia umana di Robert Benton.
Ecco la recensione:
La macchia umana (The Human Stain) di Robert
Benton del 2003. Con Anthony Hopkins, Nicole Kidman, Ed Harris, Gary
Sinise, Wentworth Miller, Jacinda Barrett, Harry Lennix, Clark Gregg,
Anna Deavere Smith, Lizan Mitchell, Kerry Washington, Phyllis Newman,
Margo Martindale. (106 min. ca.)
Coleman Silk (Hopkins), ebreo, insegna letteratura
in una Università del New England. Viene licenziato con l'accusa di
aver pronunciato una parola razzista nei confronti di due studenti.
La moglie non regge quel dolore, quell'ingiustizia e muore.
Successivamente Coleman va a conoscere il solitario scrittore Nathan
Zuckerman (Sinise), chiedendogli di scrivere un libro su di lui, sui
fatti accaduti, diventando così molto amici. Nel frattempo però
comincia una relazione con Faunia Farely (Kidman), una giovane donna
ignorante dal passato traumatico e con un ex marito violento (Harris)
che continua a perseguitarla. Anche per questa vicenda Coleman si
ritroverà calunniato.
Tratta dall'omonimo romanzo di Philip Roth
(Nathan Zuckerman è una specie di alter ego), è una pellicola
drammatica con una venatura pseudo-erotica che parla di pregiudizi -
ovviamente di razzismo - nonché della solitudine causata da questi.
Ma soprattutto di due anime (altrettanto sole) che riescono
finalmente a liberarsi nella loro imperfezione e non possono più
nascondere i segreti portati dietro da anni. (È presente tuttavia un'incongruenza: se Coleman ha rivelato il suo passato solo a Faunia, come può Zuckerman sapere tutto e parlarne come narratore onniscente?)
Il protagonista ha
imparato più di chiunque altro a vivere nella menzogna, a non dire
delle verità essenziali anche a chi gli stava accanto.
Le tematiche
sono complesse, interessanti, di enorme fascino. Peccato che il tutto
non sia convincente.
La trama è rappresentata in maniera sfuggente,
superficiale: non scava mai in profondità, rimanendo fredda come il
ghiaccio della scena finale. C'è inoltre poca verve e il risultato è
scialbo.
Gli attori poi sono fuori parte. Hopkins è - pur bravo -
imbolsito, poco credibile. Nicole Kidman, in un ruolo inconsueto, è
sì magnetica ma anche lei senza grinta. Ed Harris è sprecatissimo.
Gary Sinise è monoespressivo. Wentworth Miller è forse il più
adatto, ma anche lui soccombe tra i flashback. Colpa probabilmente di
una regia poco di polso (gli attori hanno detto che Benton è un
regista che accetta la collaborazione con loro - in effetti Kramer contro Kramer è memorabile per le improvvisazioni di Dustin Hoffman -: invece dovevano
essere diretti con più decisione, senza troppe concessioni in questo
caso, poiché - in questo particolare caso, con dei temi così
delicati - si è persa la poetica, quello sguardo e quella coerenza
che avrebbe dovuto avere).
La sceneggiatura è discreta, ma altresì
poco curata, come il resto. Il montaggio decostruito non basta a farlo migliorare.
Un vero peccato perché i risvolti quasi
da thriller sarebbero stati avvincenti.
Un film mediocre.
Da vedere
per curiosità. Consigliato a metà.
Voto: **/**1/2
Il trailer:
Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?
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