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venerdì 24 ottobre 2014

Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan, sequel di Batman Bagins e all'altezza del primo capitolo (per molti anche superiore e il migliore della trilogia). Con un perfetto e ambiguo Heath Ledger nei panni di Joker e il resto del cast sempre perfetto. Con più scene d'azione bene orchestrate. Ottimo

Oggi voglio parlare del sequel del film di ieri. Un sequel all'altezza del primo (e da moltissimi preferito).
Mi riferisco a Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan.
Ecco la recensione:





Il Cavaliere Oscuro (The Dark Knight) di Christopher Nolan del 2008. Con Christian Bale, Michael Caine, Heath Ledger, Gary Oldman, Aaron Eckhart, Maggie Gyllenhaal, Morgan Freeman, Eric Roberts, Anthony Michael Hall, Melinda McGraw, Nathan Gamble, Nestor Carbonell, Cillian Murphy. (152 min. ca.)
Gotham City è terrorizzata da un altro pericolo che questa volta ha la faccia di Joker (Ledger), un criminale sfregiato da un sorriso perpetuo e truccato da clown decadente. Ovviamente Batman (Bale) farà di tutto per fermare la follia distruttiva e la sete di potere di quest'ultimo sempre con l'aiuto del fido James Gordon (Oldman) e di un nuovo alleato Harvey Dent (Eckhart), procuratore distrettuale, fidanzato di Rachel Dawes (Gyllenhaal), l'unico amore di Bruce Wayne. Joker in maniera subdola saprà traviare anche i meno incorruttibili e porterà comunque scompiglio.


















Secondo capitolo targato Nolan sull'Uomo Pipistrello, questa volta meno riflessivo e con meno approfondimento dei personaggi in generale e del protagonista in particolare. Anche se c'è da dire che in questo caso il vero protagonista è Joker, un incredibile - meraviglioso in tutto e per tutto, dalle movenze alla voce - Heath Ledger, il quale riesce ad umanizzare un personaggio che molto spesso risulta soltanto caricaturale: qui la resa è diversa. E' un cattivo forse non così pauroso come quello interpretato da Jack Nicholson nella pellicola di Tim Burton ma sicuramente memorabile, che con la sua pazzia riesce a fare ciò che vuole e si insinua, si nasconde, si camuffa. Ben creato e riuscitissimo. Il tutto in un'ambientazione più notturna, con effetti speciali visivi più consistenti e scene di massa eccellenti.
L'elemento fantastico, come già detto, è più evidente (perché c'è meno Bruce Wayne e più Batman) ma messo in atto con intelligenza, sfruttando le potenzialità tecniche al massimo - forse più fini a se stesse - riuscendo comunque a scampare all'effetto "fumettone" vuoto.
Azzeccato tutto il resto del cast. Una riconferma anche Michael Cane (che però compare pochissimo), Bale e Gary Oldman (che più invecchia più migliora, se possibile), una novità Maggie Gyllenhaal al posto di Katie Holmes (che tuttavia non era stata pessima).
Interessante film teso e inquietante al punto giusto con una sceneggiatura che verso i tre quarti si affida troppo alla messa in scena che non ad una trama vera e propria e per questo motivo perde un po' di ritmo.
Rimane comunque un film realizzato benissimo, godibile e nuovamente entusiasmante (come Batman Begins*) anche per chi non sopporta troppo i cinefumetti.
Da vedere assolutamente. Consigliatissimo.

* Mia recensione

Voto: ***1/2









Il trailer:









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mercoledì 30 luglio 2014

Ogni maledetta domenica di Oliver Stone, cult sopravvalutato che narra la vicenda un un coach (e motivatore) - Al Pacino - di una squadra di football dalla retorica facile

Oggi vi voglio parlare di un film non troppo recente che pur essendo considerato un cult mi ha annoiato e anche un po' irritato per quanto è retorico.
Mi sto riferendo a Ogni maledetta domenica di Oliver Stone.
Ecco la recensione:




Ogni maledetta domenica (Any Given Sunday) di Oliver Stone del 1999. Con Al Pacino, Cameron Diaz, Dennis Quaid, James Woods, Jamie Foxx, LL Cool J, Matthew Modine, Aaron Eckhart, John C. McGinley, Ann-Margret, Lela Rochon, Lauren Holly, Jim Brown Bill Bellamy, Lawrence Taylor, Andrew Bryniarski, Charlton Heston, Oliver Stone, Elizabeth Berkley. (150 min. ca.)
La vicenda del coach della quadra di football in crisi Sharks e motivatore Tony D'Amato (Al Pacino) che deve lottare contro la presidentessa Pagniacci (Diaz) per poter gestire a modo suo la squadra. Scoprirà il talento del giovane Willie Beamen (Foxx) e cercherà di far giocare al meglio i veterani Cap Rooney (Quaid) e Luther (Taylor): entrambi malandati e poco curati dal Dr. Harvey Mandrake (Woods). Ne uscirà vincitore. 















Film piuttosto convenzionale - come sono convenzionali, più o meno, tutti i film sportivi - con la parabola del crederci davvero per riuscire e filosofia (mista a moralismo e retorica) spicciola. 
La storia perciò è molto semplice e banale se si vuole (la sceneggiatura è di Stone insieme a John Logan), ma cioè che sorprende sono la regia molto dinamica e il montaggio serrato. Il tutto condito con musica rap e jazz. 
Ovviamente chi va lodato maggiormente è però Al Pacino, perfetto per il ruolo, che sciorina frasi ad effetto con gran disinvoltura e sembra quasi crederci. In gamba come al solito, sempre geniale. Bravi anche gli altri: Foxx e Woods in alcune scene tengono testa degnamente ad Pacino. Altri invece, come Cameron Diaz, risultano convincenti soltanto quando non devono scontrarsi con lui. 
Ecco, altra cosa pregevole sono i dialoghi, veri e propri botta e risposta velocissimi e taglienti. In qualche momento pecca un po' di prolissità. Alla fin fine si ritorna al punto iniziale: niente di nuovo all'orizzonte, i temi trattati sono sempre gli stessi, la morale è sempre la stessa, ma la confezione è valida. 
Stone (che ogni tanto compare come cronista) fa un po' il furbo: prende quello che sa essere caro al pubblico (compresi gli stereotipi) e lo fa suo. Niente di male, un divertissement si potrebbe dire. Purtroppo però ogni tanto si ha l'impressione che voglia soltanto mettere in mostra la sua bravura e i suoi virtuosismi più che realizzare una pellicola sincera. 
Comunque è un film da vedere per curiosità (ma l'avrete visto tutti, dato che è diventato per Pacino e i suoi discorsi, istantaneamente già un cult). Consigliato a metà (potrebbe però annoiare chi non ama il genere e altri lo potrebbero giudicare un'americanata).


Voto: **1/2 (E sono buona)











Il trailer:









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