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venerdì 5 giugno 2015

Amori e disastri di David O. Russell, commedia degli equivoci ben scritta e ben diretta. Con un cast ricco ed in parte. Molto divertente

Oggi vi voglio parlare di un film di un po' di anni fa. Una commedia divertente, con un cast ricco e in parte.
Mi riferisco ad Amori e disastri di David O. Russell.
Ecco la recensione:




 
Amori e disastri (Flirting with Disaster) di David O. Russell del 1996. Con Ben Stiller, Patricia Arquette, Téa Leoni, Mary Tyler Moore, George Segal, Alan Alda, Lily Tomlin, Celia Weston, David Patrick Kelly, Josh Brolin, Richard Jenkins, Glenn Fitzgerald. (92 min. ca.)
Mel Coplin (Stiller) è sposato con Nancy (Arquette). Hanno anche un figlio ma il rapporto (dal punto di vista sessuale principalmente) si è un po' raffreddato. La vita coniugale verrà scossa dall'intenzione dello stesso Mel di andare a conoscere i suoi veri genitori, dato che è stato adottato e in quel momento sente l'urgenza di affrontare la cosa. Tina (Leoni), che lavora all'agenzia di adozioni darà una mano. 

















Commedia degli equivoci brillante, ben scritta (dallo stesso Russell) e ben diretta. 
La storia, seppur surreale/demenziale funziona, ha ritmo dall'inizio alla fine e regala numerose risate. Il cast è favoloso. Lasciando perdere lo scialbo Stiller e la Arquette - la quale se la cavava di più di lui già allora ma qui fa poco o niente -, spiccano proprio gli attori di contorno. Dal grandissimo George Segal a Mary Tyler Moore nel ruolo della madre ansiosa, da Alan Alda a Lily Tomlin, da Josh Brolin (che ha una scena un po' disgustosa ma esilarante) a - non ultimo, anzi - il sottovalutato Richard Jenkins in un ruolo à la Michael Palin. 
È un film che richiama alla mente le commedie classiche ma che utilizza toni diversi (e ha un linguaggio piuttosto scurrile, anche per alcuni argomenti trattati a mò di farsa/sfottò). 
Originalissimo e divertente. Peccato sia poco conosciuto. (A proposito: perché David O. Russell non ha più questa leggerezza, perché ora si prende troppo sul serio? Oltre che essere un dittatore sul set, è anche pretenzioso). 
Da vedere. Consigliatissimo.


Voto: ***







Il trailer:








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venerdì 2 gennaio 2015

Il sergente e la signora di Peter Godfrey, commedia degli equivoci leggera leggera ed ingenuità tipiche dell'epoca con una Barbara Stanwyck molto in forma

Oggi vi voglio parlare di un film di parecchi anni fa particolarmente indicato per questi giorni di festa (ah, a proposito... Buon 2015 a tutti, cari lettori del mio blog). Una commedia leggera leggera che scorre senza colpo ferire.Con molte ingenuità, è un prodotto classico hollywoodiano dell'epoca. Uno di quei film per famiglie che si guardano distrattamente sonnecchiando sul divano.
Mi riferisco a Il sergente e la signora di Peter Godfrey.
Ecco la recensione:





Il sergente e la signora (Christmas in Connecticut) di Peter Godfrey del 1945. Con Barbara Stanwyck, Dennis Morgan, Sydney Greenstreet, Reginald Gardiner, S.Z. Sakall, Robert Shayne, Una O'Connor, Frank Jenks, Joyce Compton, Dick Elliott. (101 min. ca.) 
Durante il periodo natalizio Elizabeth Lane (Stanwyck), una giornalista di una rubrica femminile e di cucina si spaccia per sposata (o quasi) con il suo collega (Gardiner) per portare avanti la menzogna con il capo (Greenstreet) e un soldato (Morgan) assiduo lettore e fan. Si innamorerà di quest'ultimo e non con pochi problemi riuscirà a diventare sua moglie. 




























Gradevole e simpatica commedia degli equivoci molto molto leggera, con bravi ma ingombranti caratteristi come Felix (S.Z. Sakall), il cuoco, nonché momenti irritanti e una Barbara Stanwyck invece molto in forma. 
Ci sono ingenuità tipiche del periodo (le allusioni sul sesso prematrimoniale ad esempio), ma la sceneggiatura è abbastanza complicata da rendere il tutto piuttosto salace. 
La regia è molto buona. 
Ottimo invece – cosa non scontata per quegli anni – il montaggio. 
Finisce ovviamente tutto a tarallucci e vino. 
Una storia natalizia che si guarda tutta d'un fiato. 
Da vedere per curiosità.


Voto: **/**1/2










Il trailer:







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venerdì 5 settembre 2014

...e tutti risero di Peter Bogdanovich, commedia dell'assurdo, piena di nonsense orchestrata e bilanciata negli elementi. Attori in parte: la coppia Hepburn-Gazzara fa scintille. Diventato tristemente famoso per la morte (antecedente alla distribuzione) di Dorothy Stratten

Oggi vi voglio parlare di un film particolare di parecchi anni fa, famoso per la pubblicità negativa creatasi intorno per un fatto di cronaca in qualche modo collegato.
Mi riferisco a ...e tutti risero di Peter Bogdanovich.
Posto questa recensione dato che probabilmente domani vedrò il suo ultimo lavoro She's Funny That Way.
Ecco la recensione:

 


...e tutti risero (They All Laughed) di Peter Bogdanovich del 1981. Con Audrey Hepburn, Ben Gazzara, Patti Hansen, John Ritter, Dorothy Stratten, Blaine Novak, Linda MacEwen, George Morfogen, Colleen Camp, Sean H. Ferrer. (115 min. ca.) 
A New York i detective John Russo (Gazzara), Charles (Ritter) e Arthur (Novak) devono pedinare delle donne per conto dei mariti gelosi: si innamoreranno di loro. 













 


















Commedia dell'assurdo ed equivoci, un nonsense ben orchestrato, scritto, diretto ed interpretato. 
Quella che potrebbe sembrare una trama semplice, è invece ricca e complessa soprattutto da girare, con inseguimenti a piedi per le strade newyorkesi in una specie di danza (condita da musica ad hoc). 
Gli attori sono credibili: John Ritter fa sempre la parte dello sbadato e a lui sono riservate le scene più fisiche, con cadute e inciampi vari, Gazzara è il solito sornione sciupafemmine. Ruolo perfetto anche per lui. Le donne sono Patti Hansen (moglie del chitarrista dei Rolling Stones Keith Richards) nel ruolo della bella tassista, Dorothy Stratten è il tipo misterioso di cui si innamora Charles (tra l'altro la povera Stratten fu uccisa dal marito e manager geloso - poi suicidatosi - prima della distribuzione del film, che infatti è dedicato a lei. La drammatica vicenda ha creato un'aurea nefasta intorno alla pellicola); Audrey Hepburn è meravigliosa, seducente e carismatica: molto naturale, molto semplice anche nella recitazione. Il suo ruolo è piccolissimo ma si fa ricordare. (Lei e Gazzara, a quanto pare, si erano innamorati sul serio durante la lavorazione di Linea di sangue di un annetto prima). Suo figlio Sean intepreta il piccolo ruolo dell'"amico" di Dolores (Stratten)
Dunque, ci si trova di fronte ad un piccolo gioiellino che ancora una volta - se ce n'era bisogno - dimostra la bravura di Bogdanovich nel prendere un genere e sviscerarlo rinnovandolo, creando qualcosa di originale e personale. 
La lucidità con cui riesce a bilanciare tutti gli elementi è straordinaria tenendo conto altresì che se dato ad un altro un soggetto simile (che è suo, come la sceneggiatura, ricordiamocelo) il risultato sarebbe stato disastroso. Invece è coerente e ottimo anche sul lato tecnico (i movimenti di macchina che seguono i personaggi sono impeccabili). 
Forse meno divertente di altri suoi lavori in quantità di risate, ma è un film particolarissimo e da vedere assolutamente. Consigliatissimo.


Voto: ***










Film completo in lingua originale:








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