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mercoledì 22 novembre 2017

A distanza ravvicinata di James Foley, dramma noir ben scritto, con una regia molto ispirata e un cast perfetto che vede protagonisti un giovane - ma già bravo - Sean Penn e il grande Christopher Walken

Oggi vi voglio parlare di un film di parecchi anni fa. Un film drammatico diretto da un regista molto interessante che negli ultimi anni ha fatto delle scelte discutibili. Qui ha una bella storia e un cast perfetto.
Mi riferisco ad A distanza ravvicinata di James Foley.
Ecco la recensione:







A distanza ravvicinata (At Close Range) di James Foley del 1986. Con Sean Penn, Christopher Walken, Mary Stuart Masterson, Chris Penn, Millie Perkins, Eileen Ryan, Tracey Walter, David Strathairn, Candy Clark, Kiefer Sutherland, Crispin Glover, Stephen Geoffreys. (111 min. ca.)
Pennsylvenia. Brad Whitewood Jr. (Penn) è un giovane scavezzacollo figlio di cotanto padre (Walken), noto criminale. Si innamorerà di Terry (Masterson) e deciderà di lavorare col ritrovato padre per poter guadagnare qualche spicciolo. Quando si accorgerà delle attività e della cattiva condotta del genitore, deciderà di tirarsene fuori e fare le cose per conto proprio. Sarà troppo tardi. 


















Film drammatico ispirato ad un criminale riealmente esistito. 
Ben scritto da Nicholas Kazan e con una regia non solo peculiare, ma creativa, ricca di espedienti visivi che creano molta suggestione, ha come protagonista un Sean Penn che già dimostrava di essere in gamba (seppure ancora immaturo), tanto da dare del filo da torcere a Christopher Walken. Nei panni del fratello del protagonista c'è il compianto Chris Penn, vero fratello di Sean. 
Interessante commistione di noir moderno e dramma, riesce a creare la giusta tensione e il giusto pathos nonostante la trama sia piuttosto prevedibile da un certo punto in poi. 
Molto piacevole anche la colonna sonora (che introduce ad esempio il personaggio di Brad e di Terry con una bella atmosfera) scritta da Patrick Leonard e che vede la collaborazione con Madonna - allora moglie di Penn - per la canzone Live to Tell
Un film particolare, dai toni un po' malinconici e caratterizzato da scene inaspettatamente crude. 
Da vedere assolutamente (meglio in lingua originale). Consigliatissimo. 


Voto: ***1/2





Il trailer:







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martedì 5 luglio 2016

Haispray - Grasso è bello di Adam Shankman, commedia musicale colorata e moderatamente simpatica ma poco incisiva. Cast in parte, benché i personaggi siano delle mere macchiette. Canzoni orecchiabili. Tutto in stile anni '60

Oggi vi voglio parlare di un film di qualche anno fa. Un musical carino e discretamente simpatico.
Mi riferisco a Hairspray - Grasso è bello di Adam Shankman.
Ecco la recensione:





Hairspray - Grasso è bello (Hairspray) di Adam Shankman del 2007. Con John Travolta, Nikki Blonsky, Michelle Pfeiffer, Christopher Walken, Queen Latifah, Amanda Bynes, James Marsden, Brittany Snow, Zac Efron, Elijah Kelley, Allison Janney. (117 min. ca.)
Baltimora, primi anni '60. Tracy Turnblad (Blonsky) è una studentessa corpulenta. Il suo sogno è di partecipare al programma di ballo trasmesso da una tv locale "Corny Collins Show", diretto dalla snob e razzista Velma Von Tussle (Pfeiffer). Tracy grazie alla sua bravura, alla sua simpatia e all'aiuto del compagno di scuola di colore Seaweed (Kelley), riuscirà ad entrare nel cast. La madre Edna (Travolta), inizialmente non entusiasta (anche per paura delle derisioni sull'aspetto fisico), le fa pure da manager. Ad un tratto però sorge un altro problema: Tracy si schiera da parte dei ballerini di colore che rivendicano la loro parte di programma (che sta per essere cancellata). Rischierà perfino di venire arrestata... 















Film musicale basato sull'originale musical del 2002 messo in scena a Broadway, a sua volta ispirato al film del 1988 di John Waters. 
Colorato, vivace, pieno di ritmo, costumi, trucco, parrucco e scenografie sixties e dalle canzoncine orecchiabili, è anche una commedia. Poco incisiva. 
Il tema delle "minoranze" (persone obese e di colore) è messo in scena con la giusta ironia e leggerezza, tuttavia si perde nel caos delle canzoni composte da Marc Shaiman (tutte simili). 
Il cast funziona. La giovane Nikki Blonsky è esuberante, carina, coordinata e autoironica, eppure le manca qualcosa per essere memorabile: non è carismatica a sufficienza. John Travolta vestito da donna in sovrappeso è simpatico (quando balla tra i panni stesi con Christopher Walken ad esempio), ma anche lui un po' sottotono. Adorabilmente detestabile Michelle Pfeiffer che però purtroppo compare troppo poco. Christopher Walken è talmente imbarazzante nel ruolo del marito innamorato/bonaccione che fa tenerezza. Queen Latifah è straripante, simpatica e funziona. James Marsden ha un bel faccino ed è in parte, Zac Efron non pervenuto. Allison Janney fa sorridere nella parte della madre bigotta dell'amica di Tracy. Bravissimi i ballerini di colore (i loro numeri musicali sono i migliori). 
La regia funziona a tratti, il ritmo è altalenante. 
Un film che fa simpatia (la gag dentro al negozio con Christopher Walken che non cede alle avances di Michelle Pfeiffer strappa qualche risata a denti stretti), benché risulti spesso sciocchino, stucchevole, con il lieto fine a portata di mano - la vicenda di per sé è prevedibile fin dai primi minuti -, personaggi-macchiette, stereotipi non sfruttati al meglio. 
Sicuramente non uno dei migliori musical che siano mai stati realizzati, né memorabile. 
Da vedere per curiosità. Consigliato a metà. 

Voto: **1/2






Il trailer:







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sabato 6 dicembre 2014

Jersey Boys di Clint Eastwood, film biografico/musicale sulla vita di Frankie Valli, frontman dei Four Season prima e solista di successo poi. Girata benissimo (neanche a dirlo) è una pellicola che non aggiunge né toglie niente al panorama cinematografico, è un po' superficiale e molto standard. Un Eastwood minore

Oggi vi voglio parlare di un film biografico/musicale recente che mi ha un po' deluso anche se diretto da un grande regista.
Mi riferisco a Jersey Boys di Clint Eastwood.
Ecco la recensione:





Jersey Boys di Clint Eastwood del 2014. Con John Lloyd Young, Erich Bergen, Vincent Piazza, Michael Lomenda, Christopher Walken, Freya Tingley, Kathrine Narducci, Francesca Eastwood, James Madio, Mike Doyle, Joseph Russo, Steve Schirripa. (134 min. ca.)
La storia di Frankie Valli (Young), all'anagrafe Francis Stephen Castelluccio, frontman dei Four Seasons e poi grande solista di successo con hit come Can't Take my Eyes Off You con la sua voce particolare e l'uso di un falsetto a volte stridulo.


























Basato sul musical omonimo di Marshall Brickman e Rick Elice e sceneggiato da John Logan, è un film biografico molto standard che si prende pochissime libertà (i pre-titoli di coda forse sono la parte migliore con Christopher Walken che balla insieme a tutto il cast) e racconta situazioni banali della scalata verso la notorietà più solida, i legami con la mafia, le liti con il gruppo e la riappacificazione finale.
Niente di nuovo, ma Eastwood come al solito ci sa fare e si è messo alla prova dirigendo un genere inconsueto per lui, il musical.
Carina l'idea (già dall'inizio) degli attori che parlano in camera direttamente al pubblico anche durante le performance - con la musica sospesa dunque - ma dopo un po' diventa ripetitiva.
Come con J. Edgar anche qui il trucco dei personaggi invecchiati è a dir poco ridicolo e fintissimo (in questo caso viene esaltato dalle luci schiaffate in faccia che fanno vedere bene le maschere, i ceroni e i parrucchini che perdono i peli).
I protagonisti sono in parte ma John Lloyd Young - che pure ha vinto molti premi per lo stesso ruolo a teatro - è antipatico, non sempre convincente seppur bravo. Vincent Piazza nel ruolo di Tommy DeVito ha soltanto la faccia giusta ma non è molto in parte. Meglio Michael Lomenda che interpreta Nick Massi.
Girato indubbiamente bene, senza buchi di sceneggiatura, non aggiunge e non toglie niente, non c'è fa una grande introspezione psicologica del personaggio (come ad esempio succedeva in Walk The Line* la biografia su Johnny Cash), si limita a mostrare (accarezzando gli attori con bei primi piani). I numeri musicali sono validi e comunque non è un musical classico ma una biografia/musicale.
Uno dei film minori di Eastwood senza dubbio.
Da vedere per curiosità. Consigliato (a metà).

*Mia recensione

Voto: **1/2








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