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mercoledì 10 dicembre 2014

Annie di John Huston, film tratto dall'omonimo musical di Broadway. Un mix di ironia, patetismo e un po' di noia. Bravissimi gli attori (a cominciare dalla piccola protagonista Aileen Quinn). Tema principale famosissimo

Oggi vi voglio parlare di un film che da piccola vedevo sempre a spezzoni (mi piaceva nella prima mezz'ora e mi annoiava con il passare dei minuti) e mi metteva molta malinconia.
Mi riferisco al famosissimo musical Annie di John Huston.
Ecco la recensione:





Annie di John Huston del 1982. Con Aileen Quinn, Albert Finney, Carol Burnett, Tim Curry, Bernadette Peters, Ann Reinking, Geoffrey Holder, Edward Herrmann, Lois De Banzie. (126 min. ca.)
L'orfanella Annie (Quinn) vive in un lugubre orfanotrofio diretto da Miss Hannigan (Burnett), un'ubriacona senza scrupoli che sfrutta i bambini. La sua vita cambierà quando sarà scelta per passare una settimana con il miliardardio Oliver Warbucks (Finney). Ma dovrà fare i conti con Rooster (Curry), fratello altrettanto mascalzone della Hannigan. Alla fine però tutto andrà a posto. 































Film tratto dall'omonimo musical di Broadway e alle strisce dei fumetti di Harold Gray Little Orphan Annie, è un mix di ironia, patetismo, noia e pesantezza. Quest'ultima stemperata dal finale con un po' di azione (forzata). 
Lacrimevole ma ben girato (stiamo parlando di John Huston, mica di un regista qualsiasi), con bellissime scenografie, una fotografia perfetta e una colonna sonora adatta simile - guarda caso - ad un altro musical, Oliver (Tomorrow da noi tradotta in Domani - sì, perché allora di usava sempre riadattare nelle varie lingue - è diventata famosissima ed in effetti è molto orecchiabile. Parodie su questa canzone sono state fatte frequentemente). 
Annie, interpretata benissimo, bisogna dirlo, dalla piccola Aileen Quinn, diventa una moderna Shirley Temple "riccioli d'oro" (balla anche il tip tap). Albert Finney è perfetto nel ruolo del burbero con il cuore d'oro, Carol Burnett è simpaticissima - e sottovalutata - (ma in lingua originale rende di più) e ogni cosa la sa fare bene. Tim Curry in un ruolo minore e antipaticissimo. 
Film dolce, per famiglie, intriso di buoni sentimenti con alcuni momenti (balletti e canzoncine di una banalità disarmante). Lezioso ma ben realizzato. 
Da vedere per curiosità. Consigliato.



Voto: **1/2









Il trailer:








Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?










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venerdì 8 agosto 2014

Rumori fuori scena di Peter Bogdanovich. Dalla commedia inglese Noises Off di Michael Frayn un film con meccanismi ad incastro, equivoci a non finire, dialoghi incalzanti e ritmo concitato. Cast perfetto. Divertente e sottovalutatissimo

Oggi voglio parlarvi di un film di qualche anno fa molto divertente con meccanismi ad incastro in pieno stile del regista.
Mi riferisco a Rumori fuori scena di Peter Bogdanovich.
Ecco la recensione:





Rumori fuori scena (Noises Off) di Peter Bogdanovich del 1992. Con Michael Caine, Carol Burnett, Christopher Reeve, John Ritter, Denholm Elliott, Nicolette Sheridan, Marilu Henner, Julie Hagerty, Mark Linn-Baker. (101 min. ca.)
Il regista teatrale Lloyd Dallas (Caine) è preso dal panico nei minuti che precedono la prima a Broadway del suo spettacolo Nothing On. Vagherà per le strade di New York ricordando le tappe della sgangherata compagnia dalle prove generali ai vari tour nei quali mano a mano la vita privata degli attori insieme ai dispetti vari ed equivoci, influenzerà anche le gag sul palco. Ritornerà in tempo per poter constatare che è tutto riuscito alla perfezione, il pubblico è entusiasta e potrà anche lui prendersi volentieri gli applausi. 












 Teatro nel teatro (o film metateatrale che dir si voglia) dal ritmo indiavolato, concitato, sincopato, con gag e dialoghi incalzanti, tempi precisissimi (porte che si aprono e si chiudono, fuori e dentro il palcoscenico, ecc...) e cronometrati con causa-effetto. Niente è lasciato al caso ma lo sembra. Gli attori sono grandiosi (Carol Burnett è esilarante) a far finta di essere dei "cani" in preda all'isteria. 
Bogdanovich ancora una volta dimostra di essere geniale nel riprendere idee non nuovissime riproponendole in chiave moderna (ne aveva già dato prova con Ma papà ti manda sola? vent'anni prima). La sceneggiatura non è sua ma di Marty Kaplan tratta dalla commedia teatrale di Michael Frayn (Noises Off per l'appunto) ma se lui come regista non fosse stato così lucido nel districarsi con i vari elementi e a dirigere così bene il cast sarebbe venuto fuori un pastrocchio inguardabile. Invece si viene letteralmente travolti e si rimane letteralmente senza fiato per la velocità degli eventi e delle battute. 
E' una pellicola sicuramente non per tutti, difficile da seguire (fa venire l'emicrania) ma assolutamente geniale. 
Un film piuttosto sottovalutato (anche nella filmografia di Bogdanovich stesso) ma da vedere assolutamente. 
Consigliatissimo. Da recuperare (in lingua originale possibilmente). 


Voto: ***1/2










Il trailer:









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