venerdì 9 gennaio 2015

Mai così vicini di Rob Reiner, commedia sentimentale/degli equivoci stanca e banale con due protagonisti solitamente in gamba - Michael Douglas e Diane Keaton - qui fuori forma. Un buco nell'acqua. Poco divertente e piatta

Oggi vi voglio parlare di un film recente che mi ha deluso. Non che mi aspettassi un capolavoro, ma dal regista e dagli attori immaginavo qualcosa di meglio, di più brioso. Invece rimane una commedia come tante altre. Forse più canonica ma comunque tropp inconsistente.
Mi riferisco a Mai così vicini di Rob Reiner.
Ecco la recensione:





Mai così vicini (And So It Goes) di Rob Reiner del 2014. Con Michael Douglas, Diane Keaton, Yaya Alafia, Sterling Jerins, Rob Reiner, Frances Sternhagen, Andy Karl, Paloma Guzmán, David Aaron Baker, Scott Shepherd, Frankie Valli. (94 min. ca.)
Oren Little (Douglas) è un burbero e maleducato agente immobiliare di mezza età rimasto vedovo da parecchi anni e vicino di casa di Leah (Keaton), una donna che sta cercando di reinventarsi come cantante in piccoli locali e anche lei vedova. La sua vita verrà sconvolta dalla notizia che suo figlio Luke (Shepherd), ex tossicodipendente, gli deve lasciare per nove mesi la nipote di dieci anni, Sarah (Jerins) - che non ha mai conosciuto - per andare in galera (accusato di un reato mai commesso, tra l'altro). Verrà aiutato dalla stessa Leah, con la quale inizierà un rapporto dapprima di sola complicità che mano a mano diventerà vero proprio amore. Inoltre riuscirà anche a conquistare con poco Sarah e il figlio. 





















Commedia sentimentale "senile" e affettuosa diretta però da un Rob Reiner stanco e da due attori davvero poco convinti e convincenti. Che fine ha fatto il Michael Douglas che ha interpretato così mgnificamente Liberace e con molta ironia Dietro i candelabri* di Steven Soderbergh soltanto un anno prima circa? Qui sembra impacciato (il suo personaggio lo è, è vero, ma in questo caso sembra fuori parte). La Keaton, solitamente sempre magnifica, qui sfodera una serie di mossette e gestualità perfino irritanti. Probabilmente lei sarà così nella vita vera (e ha anche mantenuto il suo stile nell'abbigliamento adoperato, come ha fatto anche in passato) ma il risultato è una goffa imitazione di se stessa. 
Sicuramente la colpa non ricade soltanto su di loro: il copione è banale - una storia trita e ritrita, prevedibile dai primi minuti, con cliché -, i dialoghi sgonfi che vorrebbero essere simpatici ma risultano tristi (nel 2014 c'è ancora chi ride con la parola "pisello"? E lo sfoderare il gergo delle nuove generazioni - tralasciando l'adattamento in italiano - fa ridere per un secondo, poi risulta stucchevole). Stucchevole è proprio tutto l'insieme, il voler realizzare una commedia romantica della terza età pur con piglio giovanile. Un gran buco nell'acqua. 
Poi il voler mettere le scene patetiche e forzatamente melense (che però non emozionano, anzi, appaiono per quello che sono: telefonate) è un errore che non ti aspetti da un Rob Reiner. 
Certo, non ci sono volgarità incredibili, il tutto è molto misurato ma anche molto piatto. 
Un prodottino che sa di già visto (ma la Keaton era stata molto più divertente nel simile Tutto può succedere di Nancy Meyers, rendiamoci conto). 
Si salvano due o tre canzoni della colonna sonora (Ramblin' Man degli Allman Brothers Band e Both Sides Now interpretata da Judy Collins, ad esempio) e si salva la Keaton quando canta - con "stecca" inclusa (ma ritorniamo al discorso di cui sopra sul rifare se stessa) - ma come commedia sofisticata degli equivoci o della battaglia dei sessi neanche l'ombra. 
Un film ingenuotto e inconsistente. Anche la bambina è anonima. Cameo dello stesso Reiner nel ruolo di Artie, pianista personale di Leah, amico e suo "manager" e di Frankie Valli in quello di un proprietario di un locale.
Da vedere soltanto per curiosità (tanto ha una breve durata).

*Mia recensione

Voto: ** (Ed è già troppo)







Il trailer:








Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?













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