martedì 3 marzo 2015

Killer Joe di William Friedkin, thriller/noir grottesco che spiazza, diverte e sconvolge. Certe scene appaiono un po' fini a se stesse ma sono già di culto. Matthew McConaughey già nella nuova fase della sua carriera: istrionico, compiaciuto, perfetto

Oggi vi voglio parlare di un film piuttosto recente. Estremo, scioccante, molto grottesco, cattivissimo ma veramente accattivante.
Mi riferisco a Killer Joe di William Friedkin.
Ecco la recensione [ATTENZIONE, immagini SPOILER e "disturbanti"]:





Killer Joe di William Friedkin del 2011. Con Matthew McConaughey, Emile Hirsch, Juno Temple, Thomas Haden Church, Gina Gershon. (103 min. ca.)
Chris Smith (Hirsch) decide insieme al padre Ansel (Haden Church) decide di assoldare un killer per uccidere la madre che gli ha rubato una partita di droga in modo da intascare la somma dell'assicurazione. Farà così la conoscenza dello strano e affascinante - di giorno detective di polizia - Joe Cooper (McConaughey), il quale vorrà una fetta enorme di quel denaro. Ma la seconda moglie di Ansel, Sharla (Gershon) e il suo amante si mettono d'accordo per intastare il denaro. In più Joe si invaghisce di Dottie (Temple), sorella ingenua e un po' ritardata di Chris... 
























Thriller/noir grottesco e splatter molto interessante per l'ambientazione e le atmosfere e i dialoghi surreali. 
McConaughey è molto compiaciuto ma è, come al solito, grandioso. Emile Hirsch è bravissimo a far finta di prendere botte a più non posso. Bel trucco, tra l'altro. Anche Juno Temple è credibile. 
Certe scene sono estreme, assurde e  - furbescamente forse - disturbanti (la scena della coscia di pollo fritto vale tutto il film. Agghiacciante). 
Un finale aperto e altrettanto sbeffeggiante che lascia lo spettatore sconvolto e con l'amaro in bocca. Friedkin è sempre molto in gamba a creare certe situazioni. Qui riesce ad essere crudissimo pur con questo umorismo che spiazza. 
Soggetto e sceneggiatura impeccabile di Tracy Letts (sua anche l'opera teatrale omonima. È autore anche de I segreti di Osage County*) per un film fuori dagli schemi. 
Da vedere. Consigliatissimo. (Se si è in vena)

*Mia recensione

Voto: ***/***1/2








Il trailer:








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lunedì 2 marzo 2015

Non dirlo a nessuno di Guillaume Canet, thriller teso e appassionante con un bravissimo François Cluzet

Oggi vi voglio parlare di un film francese di qualche anno fa. Un thriller tesissimo e avvincente.
Mi riferisco a Non dirlo a nessuno di Guillaume Canet.
Ecco la recensione:





Non dirlo a nessuno (Ne le dis à personne) di Guillaume Canet del 2006. Con François Cluzet, Marie-Josée Croze, André Dussollier, Kristin Scott Thomas, François Berléand, Nathalie Baye, Jean Rochefort, Marina Hands, Gilles Lellouche, Philippe Lefebvre, Florence Thomassin, Olivier Marchal, Guillaume Canet, Brigitte Catillon, Mika'ela Fisher, Samir Guesmi, Jean-Pierre Lorit, Jalil Lespert. (125 min. ca.)
Alexandre Beck (Cluzet) è un dottore che otto anni prima è rimasto vedovo dell'amata moglie Margot (Croze) in circostanze misteriose sul lago Charmaine di notte. Era stata assalita e rapita. E anche Alexandre era rimasto ferito. Ora però spuntano dei nuovi indizi e un video allegato all'email sembra filmare proprio Margot. 










Grande thriller/giallo e dramma molto articolato (la trama è davvero complicata) - tratto dal romanzo omonimo di Harlan Coben, - dal ritmo teso, dalle giuste atmosfere, con una ottima sceneggiatura, diretto senza troppe sbavature e intepretato benissimo. 
François Cluzet è davvero il Dustin Hoffman francese: credibile, espressivo, sempre molto in parte (vincitore del Premio César come Migliore Attore). Bravi anche gli altri. (Vi ha partecipato anche Kristin Scott Thomas). 
Un film asciutto, che ricorda in alcuni casi (ma molto lontanamente, il paragone sarebbe ingiusto) Niente da nascondere* di Haneke e riesce a coinvolgere e ad appassionare con alcuni espedienti narrativi vincenti (il doppio finale ad esempio). 
Da vedere assolutamente. Consigliatissimo. (Pessimo invece il doppiaggio)

*Mia recensione
Voto: ***1/2






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domenica 1 marzo 2015

Cover Boy di Carmine Amoroso, film drammatico che riesce a parlare con sensibilità, intelligenza e molta semplicità di temi delicati. Bravi i due protagonisti

Oggi vi voglio parlare di un film italiano di qualche anno fa molto interessante per i temi trattati e il modo in cui è realizzato. Purtroppo non è molto conosciuto.
Mi riferisco a Cover Boy di Carmine Amoroso.
Ecco la recensione:





Cover Boy - L'ultima rivoluzione di Carmine Amoroso del 2006. Con Eduard Gabia, Luca Lionello, Chiara Caselli, Luciana Littizzetto. (97 min. ca.)
Ioan (Gabia) che ha perso il padre nella Rivoluzione rumena del 1989, riesce a trovare il modo per arrivare in Italia, a Roma. Non riesce a trovare subito un lavoro né un alloggio, così è costretto a dormire per strada e a trovare rifugio (e acqua corrente) in stazione. Lì conosce Michele (Lionello), un inserviente. Dapprima i rapporti saranno di tensione, poi Michele decide di offrirgli un posto a casa sua chiedendogli i soldi per l'affitto. Tra i due piano piano si instaurerà un bel rapporto e Michele si invaghirà - silenziosamente - del ragazzo. Decidono addirittura di mettere da parte del denaro e andare in Romania e aprire un ristorante. Purtroppo però vengono licenziati tutti e due dai rispettivi lavori. Ioan presto però grazie alla sua bella faccia diventerà modello a Milano e inizierà una relazione sessuale con Laura (Caselli), la fotografa che gli ha dato il lavoro. Per Michele non sarà lo stesso. Ioan tornerà a Roma ma avrà una brutta sorpresa... 


















Pellicola intelligente, che parla in modo sensibile di tematiche difficili da affrontare: la precarietà, la crisi, la depressione, l'immigrazione. Tutto in modo molto semplice e schietto, senza giudicare, descrivendo realisticamente l'ambiente (con una bella fotografia), mettendoci però un pizzico di finzione. 
I due protagonisti sono credibili e naturali, Chiara Caselli è invece un po' scialba. Luciana Littizzetto invece qui, nei panni della padrona di casa e attrice fallita, è intensa e in parte. 
Un film realizzato benissimo, con una storia forse non troppo originale (ma sempre attuale) purtroppo passato in sordina (era fra i candidati alla selezione per l'Oscar al Miglior Film Straniero).
Da vedere. Consigliatissimo.


Voto: ***






Il trailer:






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