Oggi vi voglio parlare di un film recente. Un film italiano di un autore considerato un Maestro, che purtroppo però è altalenante nella sua filmografia. In questo caso particolare non sembra del tutto riuscito. Anzi.
Mi riferisco a Fai bei sogni di Marco Bellocchio.
Ecco la recensione:
Fai bei sogni di Marco Bellocchio del 2016. Con Valerio
Mastandrea, Bérénice Bejo, Guido Caprino, Fabrizio Gifuni, Roberto
Herlitzka, Miriam Leone, Barbara Ronchi. (134 min. ca.)
Massimo, quando aveva nove
anni ha perso sua madre in una circostanza misteriosa e un po'
ambigua. Il dolore lo ha seguito nel corso del tempo. A quarant'anni,
deve fare ancora i conti con quella sofferenza e scoprire finalmente
com'è morta.
Dramma liberamente tratto dal romanzo autobiografico
omonimo (e bestseller) del giornalista/scrittore Massimo Gramellini.
Interessante per certi versi, è altresì didascalico, finto, dalla
dimensione troppo asettica (anche se quel dolore di cui sopra viene
ben rappresentato attraverso gli ambienti, a quel clima un po'
rarefatto, quell'atmosfera così peculiare).
Tutto però pare troppo
calcolato, la recitazione poco spontanea (ad eccezione di Mastandrea;
la bravissima, come sempre, Bejo - che parla veramente, e bene, in
italiano; il grande Herlitzka). Patetico a tratti e strappalacrime
fine a se stesso in certi punti, ha un ritmo altalenante e certi
punti sembrano non essere stati sviscerati a dovere.
Qualcosa di
buono c'è: le suggestioni dei ricordi della tv in bianco e nero
(Massimo e Belfagor, personaggio salvifico per lui, che l'ha
ossessionato per tanto tempo), l'uso e la scelta di alcune canzoni
(furbescamente, ovvio, ma con intelligenza e al servizio della
storia). La colonna sonora originale è invece petulante, invasiva.
Piacevole perché garbata, senza troppe moine e fronzoli la storia
d'amore del protagonista.
Un film che tocca le corde più intime, che
riesce a trattare anche piuttosto bene, delicatamente di tematiche
piuttosto dure da digerire. Ma che non riesce mai ad essere del tutto
ad ampio respiro. La fattura televisiva, da fiction, non aiuta.
Inoltre i passaggi tra passato e presente si integrano non sempre bene tra di loro.
Un
peccato, perché sotto sotto sarebbe anche incisivo.
Da vedere per
curiosità (magari se si è letto il libro). Consigliato a metà.
Voto: **1/2
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domenica 12 marzo 2017
Fai bei sogni di Marco Bellocchio, dramma ispirato liberamente al best seller omonimo (e autobiografico) di Massimo Gramellini. Didascalico, asettico, con parti talvolta male amalgamate. Non tutti gli attori sono all'altezza. #DavidDiDonatello
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giovedì 31 dicembre 2015
Il passato di Asghar Farhadi, dramma di rapporti umani e familiari che si sgretolano e vengono ritrovati. Emozionante senza mai essere ricattatorio, sempre lucido ed incisivo. Con un cast perfetto. Un gioiellino
Ultima recensione dell'anno! E non potevo scegliere film migliore per titolo e bellezza. Sì, il film di cui vi voglio parlare è piuttosto recente, iraniano, di un grande autore. Un film solido, coinvolgente, mai ricattatorio. Un vero gioiello.
Mi riferisco a Il passato di Asghar Farhadi.
Ecco la recensione:
*Mie recensioni
Voto: ****
Il trailer:
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Mi riferisco a Il passato di Asghar Farhadi.
Ecco la recensione:
Il passato (Le passé) di Asghar Farhadi del
2013. Con Bérénice Bejo, Tahar Rahim, Ali Mosaffa, Pauline
Burlet, Jeanne Jestin, Elyes Aguis, Sabrina Ouazani, Babak Karimi,
Valeria Cavalli, Eleonora Marino. (130 min. ca.)
Marie (Bejo) e Ahmad (Mosaffa)
stanno per divorziare. Quest'ultimo torna appositamente a Parigi per
firmare la carta del divorzio. E si ritrova ospite in casa della
donna, con le due figlie (da due altri diversi matrimoni) e il figlio
del nuovo compagno Samir (Rahim), la cui (non ancora) ex moglie è in
coma dopo un tentativo di suicidio, forse per colpa della loro
relazione. Tutti dovranno fare i conti con il passato per rimettere
le cose a posto e andare avanti. Oppure no.
Grande pellicola
drammatica iraniana molto asciutta - ma non fredda e distaccata - e
soprattutto realistica nel mostrare la realtà quotidiana di una
"famiglia" non convenzionale.
Ahmad è forse lo stesso
Farhadi, è il suo sguardo ad un'Europa forse più libera nei
rapporti personali ma anche un po' superficiale nelle cose serie.
Corale, dagli intrecci per niente scontati, è (come lo era Una separazione*) un vero e proprio puzzle, nel quale i fatti
vengono ricostruiti, le verità vengono riportate alla luce con
un'intelligenza e una lucidità incredibili.
Ed un ritmo costante,
pieno di piccoli indizi che spuntano da dietro l'angolo e fanno
incuriosire sempre di più. Un plauso agli attori. Se Bérénice Bejo
promette già bene sulla carta, sono tutti gli altri ad essere
altrettanto (se non di più) straordinari. Tahar Rahim - che abbiamo
potuto rivedere recentemente in Samba* con Omar Sy in un
ruolo più giocoso e brillante - qui incarna benissimo un ragazzo
ambiguo, quasi detestabile all'inizio della storia, ma che mano a
mano, quando si riesce a capire la motivazione dei suoi modi di fare
un po' bruschi, diventa perfino piacevole (perché ricco di sfumature). Ali Mosaffa è bravo come
lo era stato Peyman Moaadi: recitazione essenziale e credibile. Ma
davvero tutti, perfino i bambini e la giovanissima Pauline Burlet,
riescono a non essere leziosi e totalmente immersi nel ruolo.
Alcune
scene sono veramente toccanti (quella con Samir e il figlio Fouad in
metro, ad esempio) senza usare colpi bassi, senza espedienti
strappalacrime.
Regia di polso, scrittura perfetta (sempre di Asghar
Farhadi).
Un film equilibrato ma al contempo emozionante, mai banale
e davvero impeccabile. Una perla.
Da vedere assolutamente.
Consigliatissimo.
*Mie recensioni
Voto: ****
Il trailer:
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venerdì 7 marzo 2014
Tutti pazzi per Rose (Populaire), commedia romantica francese in stile retrò old hollywood simpatica e leggera
Ultimo appuntamento settimanale.
Quest'oggi volevo parlarvi di una commedia leggera leggera ma realizzata benissimo, davvero simpatica. Si tratta del francese Tutti pazzi per Rose (titolo dato evidentemente per attirare gli spettatori che si saranno aspettati una cosa demenziale tipo Tutti pazzi per Mary. Ah, non capirò mai le strategie di distribuzione né i titolisti stessi), in originale Populaire.
Ecco la recensione:
Commedia romantica leggera leggera che strizza
l'occhio (anzi, fa il verso) ai film hollywoodiani d'epoca (quelli
con Doris Day e Rock Hudson. La protagonista assomiglia forse di più ad una Sandra Dee) e simile a Tutte le ragazze lo sanno con Shirley MacLaine, sullo stesso tema più o meno e fatalità dello stesso anni in cui è ambientato questo film):
stessi ambienti, stessi vestiti, stessi modi, stesso aspetto, stessi
personaggi stereotipati della ragazza molto carina (che all'inizio
sembra un po' scemotta e fragile) che cerca di emanciparsi e
dell'uomo latin lover e sbruffone (tra l'altro il
migliore amico del protagonista è americano) - ma anche lui sotto
sotto sensibile - simpatica e in un certo senso bizzarra (tutte
queste ragazze che si sfidano e tutti che tifano, neanche fosse uno
sport o si trattasse di gare di bellezza o che altro).
Voto: **1/2
Quest'oggi volevo parlarvi di una commedia leggera leggera ma realizzata benissimo, davvero simpatica. Si tratta del francese Tutti pazzi per Rose (titolo dato evidentemente per attirare gli spettatori che si saranno aspettati una cosa demenziale tipo Tutti pazzi per Mary. Ah, non capirò mai le strategie di distribuzione né i titolisti stessi), in originale Populaire.
Ecco la recensione:
Tutti pazzi per Rose di Régis
Roinsard del 2012. Con Romain Duris, Déborah François, Bérénice
Bejo. (111 min. ca.)
Nel 1959 la giovane Rose Pamphyle si sposta dalla Normandia
(dove lavora nel negozio dei suoi ed è già promessa sposa) a
Lisieux per cercare di diventare segretaria. Il suo datore di lavoro
Louis Échard, più vecchio di lei (non di tanti anni e molto
affascinante), avendo notato che la ragazza è soltanto brava a
battere velocemente a macchina, la iscrive ai vari concorsi facendole
da coach. Ovviamente tra vari battibecchi, incomprensioni e ripicche
l'amore trionferà e lei diventerà famosa.
Può sembrare
un po' sciocchina e in un certo senso lo è, ma se si sta al gioco (è
tutto basato sugli elementi di cui sopra per cui, se non si amano
certi tipi di pellicole è meglio starne alla larga, anche se bisogna
dire che in certi momenti sembra prendere in giro certi cliché) ci
si diverte e si passa del tempo in allegria. In più la storia
d'amore classica a chi non piace?
Gli attori sono davvero bravi
ed in parte (c'è anche l'affascinante Bérénice Bejo, conosciuta per The Artist).
E' simpatico anche vedere come i francesi si
approcciano ad un certo genere
Sicuramente più adatto per un pubblico femminile, ma
consigliato davvero.
Voto: **1/2
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