sabato 19 dicembre 2015

Amata immortale di Berdard Rose, film biografico che ripercorre a ritroso i punti salienti della vita del compositore Ludwig Van Beethoven, alla ricerca della misteriosa donna a cui egli ha lasciato tutti i suoi averi. Di maniera e didascalico ma coinvolgente e con alcune scene azzeccate

Oggi vi voglio parlare di un film di un po' di anni fa. Un film biografico di maniera e didascalico ma appassionante.
Mi riferisco ad Amata immortale di Bernard Rose.
Ecco la recensione:




 
Amata immortale (Immortal Beloved) di Bernard Rose del 1994. Con Gary Oldman, Jeroen Krabbé, Isabella Rossellini, Johanna ter Steege, Marco Hofschneider, Miriam Margolyes, Barry Humphries, Valeria Golino, Gerard Horan, Christopher Fulford, Alexandra Pigg, Luigi Diberti, Michael Culkin, Donal Gibson. (120 min. ca.)
Vienna, 1827. Anton Felix Schindler (Krabbé), amici e assistente di Ludwig Van Beethoven (Oldman), dopo la morte di quest'ultimo, cerca di capire chi è l'"amata immortale" alla quale avrebbe lasciato tutti i suoi averi (cambiando così il primo testamento e lasciando a bocca asciutta il fratello). Va così a trovare le sue donne. In particolare la contessa Giulietta Guicciardi (Golino), Johanna Reiss (ter Steege) che sposò un altro suo fratello e la contessa Anna Marie Erdödy (Rossellini). 



























Pellicola biografica/sentimentale (la biografia è a libera interpretazione maneggiata dallo stesso Bernard Rose, il quale ha anche curato sia il soggetto che la sceneggiatura) che ripercorre i punti salienti della vita del compositore Beethoven. 
Ottima nella messa in scena, nelle stupende scenografie e i costumi di Maurizio Millenotti, nella bella fotografia con alcuni momenti di puro lirismo (forse un po' compiaciuto) e ovviamente la colonna sonora, pecca però nella narrazione in sé e nello sviluppo: troppo didascalismo e poca passione perché soffocata da sovrastrutture. 
Per questo motivo anche il protagonista Gary Oldman non riesce a dare il massimo, anche se riesce a raggirare il rischio "macchietta". Il resto del cast fa il suo. Spiccano Valeria Golino e paradossalmente Isabella Rossellini (che per il trucco, la voce, l'accento, assomiglia moltissimo alla madre). 
Esercizio di stile, manierismo, troppi flashback (nel finale gestiti male. Confondono lo spettatore non facendogli capire la storia), per un film però molto affascinate e suggestivo (va detto che nell'ultima scena a teatro, l'alternanza di flashback e il ritorno al concerto con Beethoven che segue senza realmente sentire, è molto coinvolgente e dal montaggio impeccabile) e riesce a rappresentare con una certa credibilità il temperamento inquieto e il tormento del grande compositore tedesco. 
Da vedere per curiosità. Consigliato.


Voto: ***






Il trailer:









Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?











  
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