giovedì 19 febbraio 2015

Tyrannosaur di Paddy Considine, dramma della solitudine e della violenza nascosta tra le mura domestiche o alla luce del sole (ma forse più plausibile?). Grandissi attori (Mullan-Colman-Marsan), per un piccolo film coinvolgente ma durissimo e senza sconti. Una perla

Oggi vi voglio parlare di un film recente passato in sordina. Crudo, durissimo, con una storia semplice ma ben raccontata e con bravissimi attori.
Mi riferisco a Tyrannosaur di Paddy Considine.
Ecco la recensione [ATTENZIONE, testo e immagini SPOILER]:




Tyrannosaur di Paddy Considine del 2011. Con Peter Mullan, Olivia Colman, Eddie Marsan, Samuel Bottomley, Paul Popplewell, Sian Breckin, Sally Carman. (91 min. ca.)
Joseph (Mullan) è un vedovo di mezza età dedito all'alcol e che ha sprazzi di rabbia incontrollata (tanto che per sfogarsi arriverà ad uccidere il proprio cane). Dopo una successiva aggressione in un bar troverà rifugio nel negozio di Hannah (Colman), sottomessa dal marito James (Marsan) altrettanto violento, sospettoso, geloso (malato) che non si fa scrupolo a stuprarla e a prenderla a ceffoni e pugni). Dopo le prime diffidenze (lei è una credente e religiosa devota), riuscirà ad apprezzare la sua compagnia. Ma la donna ad un certo punto omette un particolare... 
























Piccolo grande film che parla di solitudine, violenza repressa, dedizione verso gli altri (e del timore di chiedere esplicitamente aiuto) e della concezione di fede. 
La storia è inquietante, il ritmo sempre teso, con scoppi d'ira alla luce del sole di un Peter Mullan eccezionale e della violenza tacita, nascosta tra le mura domestiche di un Eddie Marsan altrettanto odioso (in un ruolo inconsueto per lui, quindi spiazzante) e probabilmente meno umano del protagonista. Si aggiunga la disperazione di Hannah, la magnifica e dolente Olivia Colman, la quale non sa più a chi aggrapparsi e sceglie il minore dei mali. 
Crudo, durissimo già dalla prima scena, di una lucidità spiazzante. 
Ciò che colpisce è il suo essere coinvolgente (cosa rara per una pellicola del genere). Freddo, ostico, ma con personaggi talmente ben caratterizzati e situazioni talmente verosimili che è difficile non provare empatia. 
Il regista (attore di Dead Men's Shoes, altra opera carica di violenza e con vicende borderline, deviate, di disagio mentale), riesce a creare le perfette atmosfere, in una "normalità" senza sconti. Sequenze (e immagini) forti, brutali, veri pugni nello stomaco (ed alcune veramente poetiche, altre commoventi ma non smaccatamente ricattatorie), attori - come detto - formidabili, regia di polso e sceneggiatura impeccabile per un film ingiustamente poco conosciuto. 
Da vedere (quando si è in vena) assolutamente. Consigliatissimo.


Voto: ***1/2/****






Il trailer:








Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?












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