giovedì 23 aprile 2015

Sils Maria di Olivier Assayas, dramma interiore di un'attrice nella maturità della sua carriera. Paesaggi e suggestioni. Con due protagoniste perfette

Oggi vi voglio parlare di un film recente davvero particolare e recitato benissimo. Un dramma affascinante.
Mi riferisco a Sils Maria di Olivier Assayas.
Ecco la recensione:





Sils Maria di Olivier Assayas (2014). Con Juliette Binoche, Kristen Stewart, Chloë Grace Moretz, Brady Corbet, Johnny Flynn, Lars Eidinger, Hanns Zischler, Angela Winkler. (124 min. ca.)
Maria Enders (Binoche), famosa attrice francese, sta andando in Svizzera con l'assistente Valentine (Stewart) per consegnare un premio ad un drammaturgo che le aveva dato la notorietà. Nel frattempo questi muore e la stessa Maria deve accettare di malavoglia la partecipazione al seguito proprio dell'opera che l'ha resa famosa, interpretando la parte della protagonista più vecchia stavolta. Vita privata, lavoro e riflessioni sull'età che avanza si mescolano e la turbano. 











Metacinematografica, metateatrale, è una pellicola complessa, densa di concetti. 
Da una parte abbiamo l'attrice sofisticata, dall'altra l'assistente che studia con lei le battute è interpretata da un'attrice solitamente identificata con il primo blockbuster che ha interpretato, Twilight, dall'altra ancora una attrice ancora acerba (l'odiosa Moretz) nella realtà che interpreta una divetta sulla bocca di tutti per gossip vari e vita sregolata. 
Affascinante, con riprese stupende delle Alpi svizzere e del Lago Sils-Maria, delle sue nubi e una fotografia patinata ed impeccabile, è una storia tutta femminile che rappresenta il cambiamento negli anni della donna nel mondo delle arti ma anche come viene vista dall'esterno. 
Le due protagoniste sono perfette. Su Juliette Binoche non c'erano dubbi (tra l'altro è lei che ha proposto il soggetto al regista che poi ha curato anche la solida sceneggiatura): è ammaliante, magnetica, espressiva solo con uno sguardo, il suo modo di entrare ed uscire dal personaggio che sta interpretando e quello che sta preparando è sempre convincente anche per il modo di dire le battute. In questo caso però bisogna ammettere che Kristen Stewart riesce altrettanto ad essere credibile ed incisiva: una vera rivelazione (tra l'altro è la prima americana a vincere il Premio César). 
Più che un film è un'esperienza. 
Gli argomenti trattati (sui social, internet ad esempio o sul viale del tramonto, ecc...) non sono per niente nuovi ma ritornano ciclicamente e di continuo - poi gli spettatori amano il "dietro le quinte", non vedono l'ora di vedere il marcio o le debolezze di quel mondo che appare così perfetto e gli attori stessi si divertono a prendersi in giro e a sfidare proprio quel pubblico - ma la messa in scena suggestiva e la regia consapevole raggira gli stereotipi. 
Il risultato è un'opera soddisfacente, furbescamente (nel senso buono del termine per una volta) irrisolta. 
Da vedere. Consigliatissimo.


Voto: ***1/2







Il trailer:








Voi l'avete visto? Cosa ne pensate?













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